Categoria
PugliaData di scadenza
A SPORTELLOStato
Cos'è
Agevolazione a fondo perduto, destinata a PMI, inclusi i liberi professionisti (singoli o associati), con sede operativa in provincia di Taranto, concessa per promuovere l’implementazione di strumenti, beni e servizi finalizzati a migliorare la produttività e la qualità della vita dei lavoratori.
Beneficiari
Possono presentare domanda le PMI, inclusi i liberi professionisti (singoli o associati), con sede operativa in provincia di Taranto che, tra gli altri, presentano i seguenti requisiti:
1. siano regolarmente iscritti nei pertinenti Registri e Albi
2. abbiano il DURC in regola
3. abbiano almeno 1 lavoratore iscritto nel LUL nella/e sede/i operativa/e della provincia di Taranto
4. non rientrino nei casi di pantouflage
Agevolazioni
L’agevolazione è concessa ai sensi del Regime De Minimis, in misura massima pari al 75% dei costi ammissibili. Può essere aumentata fino all’80% in presenza della certificazione della parità di genere, fermo restando il plafond di euro 300.000 nell’arco di tre anni.
Cosa finanzia
La misura sostiene Piani per la Conciliazione vita-lavoro e il benessere organizzativo, di durata massima di 12 mesi a partire dalla sottoscrizione dell’Atto Unilaterale d’Obbligo, che potranno prevedere:
1. Misure di flessibilità oraria e/o organizzativa
2. Misure di welfare a supporto della salute, erogate attraverso voucher o sotto forma di rimborso spese, destinate al lavoratore/lavoratrice e/o ai loro familiari.
Spese ammissibili
Saranno finanziabili
a) Misure di flessibilità oraria e/o organizzativa che comprendono le seguenti spese:
• costi diretti per investimenti materiali e immateriali (acquisto di attrezzature per postazione di lavoro, acquisto di software)
• costi diretti di gestione per servizi di flessibilità oraria e organizzativa (canoni ed abbonamenti per soluzioni ICT funzionali alla introduzione delle misure di flessibilità)
Le spese di investimento per questa misura possono rappresentare al massimo il 20% del totale dei costi diretti, mentre, le spese di gestione possono rappresentare al massimo il 10% del totale dei costi diretti.
b) Misure di welfare a supporto della salute (voucher o rimborsi) che comprendono le seguenti spese:
• spese sanitarie connesse alla gravidanza (esami del sangue, visite ginecologiche, ecografia, visita morfologica, G-test/ villocentesi/amniocentesi, o altri esami strumentali o specialistici connessi alla tutela della salute della madre e del nascituro)
• spese per analisi ed esami per la prevenzione, diagnosi precoce, controllo dei tumori (visita senologica, ecografia mammaria, mammografia, esame della prostata, pap-test, controllo dei nei, tac, pet, risonanza magnetica)
• cure dentarie e acquisto di ausili protesici (lenti e montature per occhiali da vista, apparecchi acustici, apparecchi ortodontici)
• prestazioni per il benessere psico-fisico e/o supporto allo sviluppo psico-fisico (logopedia, psicomotricità, fisioterapia, potenziamento cognitivo, terapia occupazionale, supporto psicologico, terapia ABA)
Le spese per beni e servizi di welfare devono rappresentare almeno il 70% del totale dei costi diretti. Per ogni dipendente è possibile prevedere fino a 5.000 euro di spese per beni e servizi rientranti del piano.
Presentazione
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12 del 15 gennaio 2026, esclusivamente tramite la procedura telematica, fino a chiusura dello sportello.
Cosa facciamo per la tua impresa
1. Verifichiamo preliminarmente i requisiti oggettivi e soggettivi di ammissibilità
2. Offriamo il supporto di altri Consulenti Esperti, ove necessario
3. Assistiamo le imprese in fase istruttoria e per tutto l’iter agevolativo, fino alla rendicontazione finale delle spese

