Facility Parco Agrisolare: in attivazione misura a fondo perduto per il fotovoltaico in agricoltura 

 
Con la pubblicazione del decreto Facility Parco Agrisolare, il MASAF ha definito le direttive necessarie all’attuazione dell’agevolazione a fondo perduto atta a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi.  
 
La misura nazionale PNRR incentiva in particolare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici aziendali, inclusi quelli destinati all’attività agrituristica, accompagnata da interventi complementari di efficientamento energetico e riqualificazione strutturale

Beneficiari sono imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, anche in forma aggregata attraverso ATI, RTI o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché regolarmente costituiti, iscritti al Registro Imprese e con DURC in regola. In fase di valutazione sarà riconosciuta priorità ai progetti che non hanno già beneficiato del Bando “Parco Agrisolare” e a quelli presentati da soggetti iscritti alla Rete Agricola di Qualità

La misura finanzia interventi da realizzare entro 18 mesi, per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 6 e 1.000 kWp, includendo anche sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete, rimozione dell’amianto, isolamento e ventilazione dei tetti, nonché spese tecniche e professionali.  

È previsto un contributo fino all’80% per le imprese dell’agricoltura primaria e della trasformazione di prodotti agricoli che restano tali, mentre per specifiche tipologie di intervento l’intensità dell’aiuto potrà variare dal 30% al 65%, in funzione delle caratteristiche del progetto e del regime applicabile. Resta fermo il limite massimo di spesa ammissibile di 1.500 euro/kWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, mentre per gli altri massimali si dovrà attendere l’Avviso Pubblico. 

Le domande potranno essere presentate solo dopo la pubblicazione degli Avvisi del MASAF.  
 
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Credito d’imposta per materiali di recupero 2024: incentivi fino a 20.000 euro

È ufficialmente attivo il bando nazionale “Credito d’imposta – Materiale di consumo 2024”, rivolto alle imprese di ogni dimensione che operano sull’intero territorio italiano. L’agevolazione sostiene gli investimenti effettuati nel corso del 2024 per l’acquisto di imballaggi e prodotti realizzati con materiali provenienti da filiere di recupero o da raccolta differenziata, incentivando pratiche aziendali orientate all’economia circolare.

L’incentivo prevede un credito d’imposta pari al 36% delle spese ammissibili, fino a un massimo annuale di 20.000 euro per impresa, utilizzabile esclusivamente tramite modello F24 e con applicazione del regime de minimis. Tra le spese riconosciute rientrano prodotti in plastica rigenerata da circuito post-consumo, imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla UNI EN 13432:2002, nonché imballaggi in carta, cartone, legno non impregnato, alluminio e vetro derivanti da raccolta differenziata.

Possono accedere al beneficio le imprese regolarmente iscritte al Registro Imprese, con sede in Italia e che abbiano sostenuto le spese ammissibili nel 2024. La finestra temporale per la presentazione delle domande sarà aperta dalle ore 12:00 del 1° dicembre 2025 fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2026, tramite piattaforma online dedicata.

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STEP Campania II Edizione: al via le agevolazioni per innovazione, transizione green e digitale

È in fase di attivazione la seconda edizione del bando STEP Campania, una misura strategica pensata per sostenere gli investimenti delle imprese che puntano su innovazione tecnologica, transizione verde e digitale e sviluppo di soluzioni avanzate nei settori deep-tech e biotech. L’iniziativa, rivolta alle aziende di qualsiasi dimensione con sede operativa in Campania (o che intendano attivarla entro l’avvio del progetto), mette a disposizione contributi a fondo perduto per progetti ad alto impatto innovativo, con durata massima di 24 mesi e un investimento minimo pari a 1 milione di euro.

L’obiettivo del bando è favorire la realizzazione di interventi in grado di apportare al mercato elementi emergenti e all’avanguardia, con elevato potenziale economico, oppure di contribuire alla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Unione Europea. Sono ammissibili sia investimenti produttivi che attività di ricerca e sviluppo, purché rientranti nei settori delle tecnologie digitali e deep-tech, delle tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse e delle biotecnologie.

Il contributo massimo varia a seconda della tipologia progettuale e della dimensione aziendale, arrivando fino al 70% per i piccoli progetti di investimento produttivo e fino all’80% per la ricerca industriale. Dall’acquisto di macchinari e tecnologie, fino a costi di personale, ricerca contrattuale e consulenze specialistiche, il bando si propone come uno strumento altamente competitivo per la crescita tecnologica territoriale.

Le domande potranno essere presentate online dal 4 febbraio 2026 fino alle ore 16:00 del 26 febbraio 2026. Vista la complessità della misura e l’elevato livello di innovazione richiesto, è fondamentale strutturare fin da subito proposte progettuali solide, sostenibili e coerenti con i requisiti previsti.

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 Trasformazioni Taranto JTF: contributi a fondo perduto fino al 50%

Ai nastri di partenza “Trasformazioni Taranto JTF”, il bando regionale pensato per sostenere l’innovazione e la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese del territorio tarantino. L’iniziativa, attualmente attiva fino a esaurimento delle risorse, mette a disposizione un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per progetti in grado di rafforzare la competitività delle imprese e accompagnarle verso modelli produttivi più moderni e sostenibili.

Possono partecipare le imprese con sede attiva o da attivare in provincia di Taranto, che operano nei settori della manifattura – compresa l’agroindustria –, dei servizi, del turismo, del commercio e dell’istruzione. La partecipazione è consentita sia in forma singola sia aggregata, attraverso associazioni temporanee di scopo, contratti di rete, consorzi o società consortili. Anche i liberi professionisti possono accedere alle agevolazioni, purché rispettino i requisiti richiesti.

Il contributo è pari al 45% della spesa riconosciuta come ammissibile, con la possibilità di arrivare al 50% per i progetti che favoriscono l’occupazione giovanile e femminile e che promuovono lavoro di qualità. Le imprese possono presentare interventi articolati su un massimo di quattro servizi, di cui almeno uno appartenente alla cosiddetta “Linea A”, dedicata al sostegno dell’innovazione attraverso servizi di consulenza. Le azioni finanziabili in questo ambito spaziano dalla manifattura additiva e dalle tecnologie avanzate, alla progettazione e prototipazione, passando per l’innovazione guidata dal design, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e l’adozione di sistemi di gestione energetica. La “Linea B” è invece orientata all’innovazione dei processi e dell’organizzazione aziendale e comprende interventi legati alla digitalizzazione della produzione, alla modernizzazione dei processi gestionali, alla supply chain, all’e-commerce, alla sicurezza informatica e all’analisi del ciclo di vita dei prodotti per ridurne l’impatto ambientale.

I progetti possono avere un valore compreso tra 10.000 e 360.000 euro nel caso di singole imprese, mentre per i raggruppamenti l’importo massimo ammissibile sale a 540.000 euro. Le spese finanziabili includono, tra le altre, i costi per servizi di consulenza, l’ottenimento e la tutela di brevetti, il personale tecnico impiegato nelle unità produttive della provincia di Taranto, l’acquisto di attrezzature e strumentazioni, materiali e forniture, nonché le spese generali connesse alle attività di progetto.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente tramite il portale regionale a partire dalle ore 14:00 del 27 ottobre 2025 e fino alle ore 14:00 del 31 dicembre 2026, salvo esaurimento delle risorse disponibili. Partecipare a “Trasformazioni Taranto JTF” rappresenta un’occasione concreta per intraprendere un percorso di crescita e innovazione, investendo su processi più efficienti, tecnologie avanzate e nuovi modelli organizzativi.

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Lazio e Piceno: in arrivo il bando “Contrasto alla Deindustrializzazione”

È in fase di attivazione il bando “Contrasto alla Deindustrializzazione”, un’importante misura a fondo perduto pensata per contrastare fenomeni di deindustrializzazione nelle aree del Consorzio industriale del Lazio e del Consorzio per lo sviluppo industriale Piceno Consind.
L’agevolazione, in regime De Minimis, mira a sostenere il rilancio e la competitività attraverso investimenti destinati al potenziamento o alla riqualificazione di insediamenti produttivi già esistenti, così come alla nascita di nuove unità produttive.

Le imprese manifatturiere potranno candidare programmi di intervento che spaziano dalla ristrutturazione e realizzazione degli immobili produttivi, all’ammodernamento e ampliamento delle attività industriali con l’introduzione di innovazioni tecnologiche e processi di digitalizzazione, fino agli investimenti immateriali e alla conversione di attività a forte impatto ambientale verso modelli più sostenibili ed efficienti.

Il bando si rivolge alle aziende già insediate o che intendono insediarsi nelle aree dei consorzi industriali del Lazio e del Piceno Consind. Per accedere è necessario essere regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle Imprese, oltre a risultare in regolare operatività economica. Le agevolazioni verranno concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, secondo percentuali che saranno definite dall’apposito provvedimento attuativo. Sono ammissibili le spese sostenute dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028 relative a macchinari, impianti, attrezzature, arredi, beni immateriali, opere murarie e impiantistiche funzionali agli investimenti.

Le domande potranno essere presentate a sportello a partire dalla data che sarà resa nota con la pubblicazione del provvedimento attuativo. Si tratta dunque di un’occasione concreta per le imprese che intendono rafforzare la propria presenza sul territorio, innovare i processi produttivi e orientarsi verso la sostenibilità ambientale ed economica.

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Legge 181/89 Aree di crisi industriale

Nuove indicazioni per l’accesso alle agevolazioni

Con la circolare n. 2006 del 5 settembre 2025, il Ministero ha introdotto aggiornamenti per la presentazione delle domande e l’attuazione degli interventi previsti dalla Legge 181/89, lo strumento nazionale che sostiene le imprese le imprese di tutte le dimensioni con agevolazioni a fondo perduto e finanziamenti agevolati per investimenti nelle Aree di Crisi Industriale definite dal Ministero. L’incentivo è rivolto a società di capitali, cooperative, consorzi e reti d’impresa che intendono sviluppare progetti di almeno 1 milione di euro, da realizzare entro 36 mesi.

Sono finanziabili:

  • programmi di investimento produttivo e di tutela ambientale,
  • progetti di innovazione di processo e organizzazione,
  • attività di formazione del personale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Le agevolazioni possono arrivare fino al 70% per le imprese del Mezzogiorno, con percentuali variabili in base alla tipologia di intervento.

La circolare del 5 settembre 2025 si applica alle domande presentate successivamente alla data della sua adozione (5 settembre 2025), mentre per le domande già presentate resta ferma l’applicazione delle disposizioni recate dalla circolare direttoriale n. 237343 del 16 giugno 2022 e ss.mm.ii.

Le domande vanno presentate online sul portale di Invitalia, secondo le modalità indicate per ciascuna area di crisi.
Il nostro team affianca le imprese in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla predisposizione del progetto, fino alla rendicontazione finale.
Per approfondire e consultare le aree di crisi definite dal Ministero, scarica la scheda del bando e contattaci.