Regione Calabria: al via i Contratti di Programma

Innovazione, capacità produttiva e sviluppo tecnologico: la Regione Calabria rilancia la leva dei Contratti di Programma come strumento strategico per attrarre e consolidare investimenti di grande dimensione sul territorio. Il bando, attivo da qualche giorno, con procedura a sportello fino a esaurimento fondi, si rivolge esclusivamente alle grandi imprese che abbiano una sede operativa già attiva o da attivare in Calabria, confermando una chiara volontà di rafforzare il tessuto industriale regionale attraverso progetti strutturati e ad alto impatto, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021–2027.

I programmi di investimento devono avere un valore almeno pari a 3 milioni di euro e una durata massima di 24 mesi. Una soglia significativa che seleziona interventi industriali di rilievo e che rende il bando particolarmente attrattivo per realtà imprenditoriali già consolidate, interessate a realizzare nuove unità produttive, ampliare la capacità esistente, diversificare la produzione, introdurre cambiamenti radicali nei processi produttivi o acquisire unità produttive già operative. Un ulteriore elemento qualificante del bando è l’integrazione obbligatoria tra investimenti produttivi e innovazione. Accanto agli interventi materiali, infatti, possono essere finanziati progetti di innovazione tecnologica, a condizione che partano almeno da un livello di maturità tecnologica pari a TRL 6, e progetti di R&S.

Dal punto di vista delle agevolazioni, il bando prevede contributi a fondo perduto fino al 40% per gli investimenti produttivi e fino al 65% per le altre spese. Un mix di incentivi che rende il Contratto di Programma uno degli strumenti più generosi attualmente disponibili a livello regionale per le grandi imprese.

Ampio e articolato anche il ventaglio delle spese ammissibili. Per gli investimenti produttivi, che devono rappresentare almeno il 60% del programma complessivo, rientrano costi per macchinari, impianti e attrezzature, l’acquisto di suolo aziendale entro il limite del 10%, immobili, opere murarie, beni immateriali come brevetti e know-how, oltre a spese tecniche e studi di fattibilità entro specifici massimali. Per i progetti di innovazione e di ricerca e sviluppo sono invece ammesse spese di personale altamente qualificato, costi di ammortamento delle attrezzature, ricerca contrattuale, acquisto di brevetti e licenze, materiali direttamente imputabili ai progetti e una quota di spese generali.

Le progettualità possono essere presentate a partire dal 20 aprile 2026 e vengono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Un meccanismo che premia la progettualità pronta e ben strutturata, ma che richiede al tempo stesso un’attenta verifica preventiva dei requisiti di ammissibilità, del rispetto del principio DNSH e della coerenza con le priorità regionali.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Investimenti e liquidità: due interventi per il commercio in Sicilia

Investimenti delle PMI del Commercio
Destinatari della misura sono le Piccole, Medie e Micro imprese operanti in Sicilia, anche se con sede legale al di fuori del territorio della Regione Siciliana, attive nel commercio all’ingrosso e al dettaglio nella classificazione ATECO alla lettera G, divisioni 46 e 47, con esclusione delle società cooperative e delle imprese artigiane.

Le proponenti dovranno, tra gli altri requisiti, dimostrare di:

  • essere costituite e regolarmente iscritte come attive presso il Registro Imprese
  • avere almeno due bilanci approvati o, allorché non previsti (ad es. società di persone), aver presentato almeno 2 dichiarazioni dei redditi
  • essere in possesso di almeno un’unità operativa nel territorio della Regione Siciliana
  • avere avviato un programma di investimento, avente ad oggetto lo sviluppo di nuovi impianti, il loro ampliamento, ammodernamento o riconversione, non oltre sei mesi prima della data di presentazione della relativa istanza (non costituisce avvio del programma di investimento l’acquisto del suolo, il pagamento degli oneri di progettazione e di concessione/autorizzazione).

    Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso agevolato con le seguenti caratteristiche:
  • Importo massimo finanziabile: euro 400.000 comunque correlato alle esigenze finanziarie aziendali e nei limiti del Regolamento “de minimis”. In caso di start-up, ovvero costituite da non più di 24 mesi con sede operativa in Sicilia e non risultanti da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda, l’importo massimo finanziabile è pari a Euro 200.000
  • Durata: sino ad un massimo di 15 anni, compreso un periodo di preammortamento massimo di 2 anni. Nel caso in cui il finanziamento agevolato sia assistito da garanzia MCC, il periodo di preammortamento dovrà essere non superiore ad 1 anno e 6 mesi ed almeno il 25% del finanziamento dovrà essere erogato entro 6 mesi dalla concessione della garanzia
    I finanziamenti dovranno essere assistiti dalle seguenti garanzie per l’intero importo:
    A) in misura non inferiore al 50% da garanzie reali, aziendali e/o extraziendali e per la restante quota da garanzie consortili e fideiussione bancaria o assicurativa
    B) da garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia gestito da MCC per almeno il 50% dell’importo finanziato e per la restante quota da garanzie consortili e fideiussione bancaria o assicurativa
    C) da fideiussione bancaria o assicurativa per l’intero importo

    Sono agevolabili programmi di investimento, avviati non oltre sei mesi prima la data di presentazione della richiesta di agevolazione, aventi ad oggetto:
  • Nuovi impianti
  • Ampliamenti
  • Ammodernamenti
  • Riconversioni

    Sono ammissibili spese per:
  • oneri di progettazione, direzione lavori, collaudi e verifiche, nella misura massima complessiva del 4% rispetto all’investimento ammissibile
  • acquisto di suolo aziendale, fabbricati o immobili destinati all’attività economica nella misura massima complessiva del 30% rispetto all’investimento ammissibile
  • opere edili aventi ad oggetto interventi di costruzione e/o ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’esercizio dell’attività economica nella misura massima complessiva del 70% rispetto all’investimento ammissibile (comprensivo degli eventuali costi per l’acquisto dell’immobile aziendale)
  • programmi informatici nel limite del 20% rispetto all’investimento ammissibile
  • macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica destinati all’esecuzione di specifiche funzioni connesse ai processi produttivi e/o di erogazione dei servizi oggetto del progetto imprenditoriale
    Le agevolazioni sono concesse, a seguito di istruttoria, sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione, a partire dalle ore 12 del 5 maggio 2026 tramite il portale IRFIS.

    Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Capitale circolante per le PMI del Commercio
Destinatari della misura sono le Piccole, Medie e Micro imprese operanti in Sicilia, anche se con sede legale al di fuori del territorio della Regione Siciliana, attive nel commercio all’ingrosso e al dettaglio nella classificazione ATECO alla lettera G, divisioni 46 e 47, con esclusione delle società cooperative e delle imprese artigiane.

Le proponenti dovranno, tra gli altri requisiti, dimostrare di:

  • essere costituite e regolarmente iscritte come attive presso il Registro Imprese
  • avere almeno due bilanci approvati o, allorché non previsti (ad es. società di persone), aver presentato almeno 2 dichiarazioni dei redditi
  • essere in possesso di almeno un’unità operativa nel territorio della Regione Siciliana

    Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso agevolato con le seguenti caratteristiche:
  • Importo massimo: euro 200.000, comunque correlato alle esigenze finanziarie aziendali e nei limiti del Regolamento “de minimis”;
  • Durata: sino ad un massimo di 5 anni
  • Tasso: non superiore al tasso BCE tempo per tempo vigente, maggiorato di uno spread pari allo 0,25% annuo. Nell’ipotesi di tasso BCE con valore negativo, l’indicatore sarà posto a zero e il tasso applicato sarà pari al suddetto spread. In ogni caso, il tasso applicato non potrà essere superiore allo 0,25% annuo
  • Rimborso: sino ad un massimo di 20 rate trimestrali costanti (con scadenza al 31/3 – 30/6 – 30/9 – 31/12 di ogni anno)
  • Garanzie: I finanziamenti sono assistiti da garanzie reali aziendali e/o extraziendali, garanzie consortili, fideiussioni, garanzie rilasciate da enti pubblici, garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia gestito da Medio Credito Centrale (quest’ultima non cumulabile con altre garanzie pubbliche)
    Il finanziamento è concesso, a seguito di istruttoria, sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione, a partire dalle ore 12 del 5 maggio 2026 tramite il portale IRFIS.

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Al via le agevolazioni per Nuove Imprese a Tasso Zero

Sono disponibili, fino a esaurimento fondi, le agevolazioni Nuove Imprese a Tasso Zero, dedicate alle micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. La misura sostiene sia la creazione di nuove imprese sia la crescita di aziende già avviate, attraverso un mix di finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto.
Le imprese costituite da meno di tre anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro, mentre quelle costituite da oltre tre anni e fino a cinque possono accedere a programmi fino a 3 milioni di euro. 
In entrambi i casi, la copertura delle spese può arrivare fino al 90% dell’investimento, con un contributo a fondo perduto fino al 20%.
Sono finanziabili investimenti nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione agroalimentare, servizi, commercio e turismo. Per le imprese più giovani è previsto anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale, a supporto dello sviluppo del progetto imprenditoriale.
Le domande devono essere presentate online tramite il portale dedicato e sono valutate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Per approfondimenti, scarica le schede dei bandi. 
Nuove Imprese a Tasso Zero Imprese < 3 anni
Nuove Imprese a Tasso Zero Imprese > 3 anni

Investimenti produttivi agricoli. Nuovo bando in arrivo dalla Regione Puglia

È in fase di attivazione una nuova importante agevolazione a fondo perduto rivolta alle imprese della Puglia attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del TFUE. La misura mira a sostenere investimenti produttivi sostenibili, favorendo l’innovazione dei processi aziendali e l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Il bando si rivolge a PMI e Grandi Imprese, anche in forma associata, comprese cooperative, consorzi e Organizzazioni di Produttori con almeno cinque soci agricoli. Le imprese beneficiarie devono essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, avere il DURC in regola e il fascicolo agricolo aggiornato. Sono escluse le attività legate alla pesca e all’acquacoltura.

L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per le PMI e fino al 25% per le Grandi Imprese. Per alcune tipologie di intervento che riguardano prodotti non agricoli, il contributo sarà concesso in regime De Minimis.

Sono finanziabili progetti di investimento compresi tra 200.000 e 4.000.000 di euro, finalizzati alla modernizzazione di impianti e strutture agroindustriali, al miglioramento tecnologico ed energetico dei processi produttivi, all’aumento del valore aggiunto delle produzioni e all’apertura verso nuovi mercati. Il bando sostiene inoltre la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, esclusivamente destinata all’autoconsumo aziendale, nonché le spese tecniche e di consulenza connesse al progetto.

Le domande potranno essere presentate in modalità telematica tramite il portale SIAN, successivamente alla pubblicazione del provvedimento attuativo.

Per informazioni e approfondimenti, scarica la scheda del bando

Riapertura Bando STEP Sicilia: agevolazione regionale per investimenti innovativi e progetti di R&S

Riaperti i termini fino alle 12.00 del 13 giugno 2026 per la presentazione delle istanze per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni previste dall’Avviso pubblico STEP – Strategic Technologies for Europe Platform in Cohesion Policy.
La misura regionale mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere imprese e aggregazioni con sede operativa in Sicilia interessate a realizzare investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e ridurre la dipendenza dell’Unione Europea da Paesi terzi.

Sono ammesse a partecipare imprese di qualsiasi dimensione e specifiche forme di aggregazione, iscritte al Registro Imprese, con DURC regolare, in regime di contabilità ordinaria e con adeguata capacità finanziaria. La misura finanzia attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e investimenti produttivi, che devono contribuire allo sviluppo e alla successiva fabbricazione su scala commerciale di tecnologie in grado di raggiungere un livello di maturità TRL 9 prima della conclusione del progetto.

Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, con intensità variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia dell’intervento: per gli investimenti produttivi il contributo può arrivare fino al 70% per le piccole imprese, mentre per i progetti di ricerca e sviluppo le percentuali possono raggiungere l’80% per la ricerca industriale e il 60% per lo sviluppo sperimentale. Le spese ammissibili comprendono, tra le altre, l’acquisto e l’adeguamento di immobili e terreni, attrezzature e macchinari, software e licenze, consulenze specialistiche, costi del personale di ricerca, ammortamenti e altri costi operativi strettamente connessi ai progetti.

Le domande possono essere presentate attraverso il portale dedicato fino alle ore 12.00 del 13 giugno 2026. Il nostro team offre supporto completo alle imprese interessate, dalla verifica dei requisiti alla definizione del progetto, dalla predisposizione della domanda all’assistenza durante tutto l’iter istruttorio e fino alla rendicontazione finale degli interventi.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando e contatta un esperto di AR Consulenza Bari.

Nuova misura a sostegno delle MPMI siciliane sui mercati internazionali

Sostenere realtà attive nei principali comparti dell’economia regionale, dall’agroalimentare alla nautica, dall’artigianato alla moda, dalla meccatronica all’ICT, fino ai settori emergenti come la nutraceutica e il novel food.

È la misura promossa dalla Regione Siciliana rivolta alle MPMI, alle reti d’impresa e alle startup innovative con sede produttiva in Sicilia e regolare iscrizione alla Camera di Commercio che punta a rafforzare la presenza del tessuto produttivo locale sui mercati esteri.

Il programma mette al centro una visione moderna dell’internazionalizzazione, finanziando progetti collettivi che coinvolgano almeno dieci imprese e che si sviluppino nell’arco di sei mesi. Il cuore dell’intervento è rappresentato dalla partecipazione fisica a fiere internazionali di settore, sia in Italia che all’estero, comprese quelle previste nel calendario 2026 come Food & Hotel, The Saudi Food Show, Vicenza Oro, SIAL, FHC China, ADIFE e altre manifestazioni di rilievo mondiale. Accanto alle fiere, la misura include missioni istituzionali all’estero, eventi di partenariato, attività di scouting su nuovi mercati, partecipazione a eventi dedicati all’innovazione, iniziative di incoming e outgoing e azioni di orientamento e visibilità sui media internazionali e sulle principali piattaforme digitali.

Tra le spese coperte rientrano il noleggio e l’allestimento degli spazi espositivi, i servizi tecnici e organizzativi necessari alla partecipazione agli eventi, le attività di comunicazione e promozione, i servizi di consulenza per la digitalizzazione dei processi di export e ulteriori interventi che accompagnano le imprese nell’ingresso nei mercati globali anche attraverso marketplace e canali digitali.

Gli aiuti, erogati in regime de minimis, sono calcolati pro-quota sulla base della normativa regionale vigente e possono essere richiesti esclusivamente tramite portale dedicato nelle finestre comprese tra aprile e giugno 2026.

Per conoscere le date di presentazione delle domande, scarica la scheda del bando e approfondisci l’opportunità di avviare o consolidare un percorso di internazionalizzazione strutturato, innovativo e sostenibile.

Sviluppo Offerta Turistica: in arrivo il nuovo incentivo nazionale

Rilanciare la competitività del comparto turistico attraverso investimenti ad alta intensità tecnologica ed energetica: è in fase di attivazione il nuovo bando nazionale “Sviluppo Offerta Turistica”, composto da un mix di agevolazioni e rivolto alle imprese di ogni dimensione presenti sul territorio nazionale a sostegno di interventi di riqualificazione energetica, digitalizzazione e sviluppo infrastrutturale nelle strutture turistico-ricettive, della ristorazione, dell’organizzazione eventi, dei parchi tematici e dei centri termali.

Il bando finanzia progetti compresi tra 1 e 15 milioni di euro, realizzabili entro 18 mesi, con l’obiettivo di ampliare l’offerta turistica, favorire la destagionalizzazione, potenziare le filiere e promuovere gli investimenti in ottica ESG. Il supporto economico combina contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese (max 4,5 milioni) e finanziamento agevolato fino al 70%, con tasso notevolmente ridotto e durata massima di cinque anni.

Possono partecipare le imprese con ATECO prevalente rientrante nelle sezioni 55, 56, 82, 93 e 96, comprese attività agrituristiche e stabilimenti balneari, oltre alle aziende attive da almeno tre anni che producono fatturato certificabile e rilevante nei settori ammessi, ai proprietari degli immobili in accordo con i gestori e alle reti d’impresa costituite da almeno tre anni.

Sono considerate ammissibili le spese destinate all’efficientamento energetico, all’installazione di fonti rinnovabili, alla digitalizzazione e infrastrutturazione tecnologica, alla riqualificazione di piscine, centri congressi e strutture wellness, allo sviluppo di software e tecnologie innovative, oltre alle consulenze per le PMI. Tutti gli interventi dovranno essere completati entro il 30 settembre 2028.

La procedura di presentazione sarà definita con un provvedimento ministeriale in via di pubblicazione, che stabilirà modalità operative e tempistiche.

Vuoi verificare se la tua azienda può accedere alla misura?
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Al via “Start Up Molise”, il nuovo bando dedicato alle start up innovative

“Start Up Molise” è l’avviso pubblico del Programma Regionale FESR FSE+ 2021–2027, annunciato dalla Regione Molise e finalizzato a sostenere la nascita e il consolidamento di start up innovative ad alta intensità di conoscenza. Con una dotazione complessiva di 4,5 milioni di euro, il bando mira a trasformare idee ad elevato contenuto tecnologico in imprese capaci di generare innovazione, competitività e nuova occupazione sul territorio regionale.

L’intervento, gestito da Sviluppo Italia Molise S.p.A., si inserisce nella Priorità “Un Molise più intelligente” e risponde alle direttrici della strategia regionale di specializzazione intelligente (RIS3). Le agevolazioni sono destinate a start up innovative già costituite o a persone fisiche intenzionate a costituirne una entro 90 giorni dall’ammissione al sostegno, a condizione che l’impresa operi in Molise e presenti un progetto basato su attività di sviluppo sperimentale e industrializzazione dei risultati.

Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 400.000 euro per impresa. L’intensità dell’aiuto può salire fino al 70% nei casi in cui la start up abbia sede in piccoli comuni sotto gli 800 abitanti, sia composta interamente da giovani under 40 o da donne, oppure presenti soci con comprovata esperienza o titoli di ricerca avanzati. I progetti di investimento devono riguardare gli ambiti prioritari della RIS3 regionale: sistema agroalimentare, industrie culturali e creative, scienze della vita, ICT e tecnologie per la transizione.

Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente via PEC, in un unico plico digitale, dalle ore 12:00 del 2 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 30 dicembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. I proponenti saranno valutati secondo criteri tecnici e qualitativi che misurano il grado di innovazione, la sostenibilità economico‑finanziaria del progetto, la solidità del team e il potenziale di mercato dell’iniziativa.

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Regione Puglia: i bandi attivi per imprese e start up

A seguito decisione del 3 marzo scorso, la Regione Puglia ha sospeso le domande degli avvisi pubblici Contratti di Programma, Pacchetti Integrati di Agevolazioni (PIA), Mini Pacchetti Integrati di Agevolazioni (MiniPIA), Pacchetti Integrati di Agevolazioni del settore turistico alberghiero (PIA Turismo) e Mini Pacchetti Integrati di Agevolazioni del settore turistico alberghiero (MiniPIA Turismo) a valere sulle risorse PR Puglia FESR-FS+ 2021 2027.

Tuttavia, restano comunque attive misure interessanti per le imprese e le start up, in particolare AR Consulenza supporta le imprese nella partecipazione ai seguenti avvisi pubblici:

Step Puglia: mette a disposizione di tutte le imprese fino all’80% di contributi a fondo perduto per sostenere investimenti ad alto contenuto tecnologico e innovativo, destinati a trasformare il tessuto produttivo regionale. Beneficiarie dell’avviso sono tutte le imprese, PMI e Grandi Imprese, anche in forma aggregata, purché abbiano o intendano attivare una sede operativa sul territorio pugliese.

Tecnonidi e Tecnonidi JTF, misure a sostengono di startup innovative di piccola dimensione che intendono realizzare piani di investimento in ambito tecnologico in coerenza con le priorità di innovazione definite dalla Regione.

PIA JTF e MiniPia JTF sostengono investimenti finalizzati allo sviluppo e  alla creazione di posti di lavoro nella provincia di Taranto; le misure contribuiscono alla realizzazione di investimenti, materiali e immateriali, ad attività di ricerca e sviluppo e promozione del trasferimento di tecnologie avanzate; sviluppo dei processi di innovazione; sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale, l’imprenditorialità e l’adattabilità delle imprese ai cambiamenti; acquisizione di servizi avanzati di sostegno (compresi i servizi di gestione, marketing e progettazione). Oltre a presentare una specificità geografica, i fondi del Just Transition Fund assicurano una quota di contributo fondo perduto elevata del 10% in più per gli investimenti produttivi promossi nella provincia di Taranto, rispetto alle altre aree della Regione.

Per approfondire, scarica le schede dei bandi:
Step Puglia
Tecnonidi
Tecnonidi JTF
MiniPIA Taranto
PIA Taranto

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In vigore il nuovo regolamento sul Rating di Legalità

Legalità, reputazione, affidabilità e opportunità commerciali. Entra in vigore oggi, 16 marzo 2026, il nuovo regolamento sul Rating di Legalità, attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che assegna alle imprese un punteggio compreso tra 1 e 3 “stellette”, sulla base del rispetto di requisiti obbligatori e volontari legati a legalità, trasparenza e correttezza aziendale.

Tra le novità più rilevanti introdotte con l’aggiornamento, adottato in coerenza gli orientamenti giurisprudenziali e con le osservazioni pervenute dai partecipanti alla Consultazione pubblica, emergono la durata triennale, il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo in caso di continuità triennale, la spendibilità sui mercati esteri, con il rilascio dell’attestato anche in lingua inglese.

Le imprese che conseguono il Rating possono beneficiare di agevolazioni nell’accesso a finanziamenti pubblici, di condizioni migliorative nel rapporto con il sistema bancario e di un significativo vantaggio competitivo nell’ambito delle relazioni commerciali. Per l’accesso al Rating di Legalità, le imprese devono avere sede operativa in Italia con iscrizione al Registro Imprese da almeno 2 anni, 2 milioni di euro di fatturato nell’anno precedente alla domanda, assenza di motivi ostativi di natura penale o giudiziaria, concorrenziale o consumeristica, tributaria, contributiva o assicurativa, nonché irregolarità relative ai finanziamenti pubblici e violazioni amministrative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Inasprite anche le conseguenze in caso di violazione degli obblighi informativi con l’impossibilità di presentare nuova domanda per 18 mesi dalla cessazione della causa ostativa.

Per le imprese che intendono ottenere l’attestazione, AR Consulenza Bari offre supporto per: analisi preliminare dei requisiti; verifica dell’assenza di cause ostative; accompagnamento nella compilazione e presentazione della domanda; assistenza continuativa fino all’ottenimento del Rating; supporto in vista del rinnovo e dell’eventuale incremento del punteggio.

Per maggiori informazioni sul nuovo Rating di Legalità, scarica il documento di approfondimento.

Bonus pubblicità: domande dal 2 marzo al 1° aprile 2026

C’è tempo da lunedì 2 marzo al 1° aprile 2026, per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, per presentare la comunicazione di accesso al credito di imposta relativo agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati nel 2026.

L’agevolazione, introdotta dal 2018, meglio conosciuta come Bonus Pubblicità, è una misura a sostegno dell’editoria, ed è rivolta ai soggetti che effettuano investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, cartacea e online.
Sono eleggibili al credito di imposta imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che abbiano effettuato investimenti superiori all’1% sugli stessi mezzi di informazioni nell’anno precedente.  L’incentivo, in Regime De Minimis, consiste in un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti realizzati. Il modello di comunicazione deve essere presentato ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate anche tramite intermediari.

Per informazioni e supporto: info@arconsulenzabari.ti

Bando ISI INAIL: domande dal 13 aprile al 28 maggio 2026

Annunciate le date di apertura della procedura di compilazione del Bando ISI INAIL, una delle misure più rilevanti a livello nazionale per le imprese che intendono investire concretamente nella salute e sicurezza dei lavoratori, riducendo i rischi rispetto alle condizioni preesistenti. L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, in Regime De Minimis, ed è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese su tutto il territorio nazionale, con possibilità di accesso differenziate in base all’asse di finanziamento prescelto.

Uno degli elementi di maggiore interesse per i beneficiari è l’ampiezza degli interventi finanziabili: il bando sostiene progetti non ancora avviati che riguardano l’acquisto di macchinari e attrezzature più sicure, impianti, interventi edili, certificazioni, consulenze specialistiche e l’adozione di modelli organizzativi avanzati. I progetti sono suddivisi in cinque Assi di intervento, che coprono dalla riduzione dei rischi infortunistici e tecnopatici alla bonifica dell’amianto, fino alle misure dedicate a micro e piccole imprese di specifici settori, incluse quelle agricole.

Dal punto di vista finanziario, la misura si distingue per intensità di aiuto particolarmente elevate, che arrivano fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli Assi e fino all’80% per i progetti legati ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per alcune tipologie di imprese agricole, compresi i giovani agricoltori. Il contributo può variare da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, con condizioni di accesso agevolate per le imprese con meno di 50 dipendenti che investono in modelli organizzativi strutturati.

Le domande saranno valutate con procedura a sportello, in apertura il 13 aprile per la compilazione della domanda, e in chiusura il 28 maggio 2026. Per i beneficiari è fondamentale pianificare per tempo gli interventi, verificare la coerenza del progetto con l’Asse di riferimento e predisporre una documentazione tecnica e amministrativa solida, così da massimizzare le possibilità di accesso al contributo e l’impatto dell’investimento sulla sicurezza aziendale.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Nuovi incentivi in Sicilia per startup e PMI: al via le misure delle Azioni 1.3.1 e 1.3.2

La Regione Siciliana si appresta a pubblicare un pacchetto integrato di agevolazioni dedicate alla creazione di nuove imprese innovative e al potenziamento delle PMI già attive sul territorio. Le misure, articolate nelle Azioni 1.3.1 e 1.3.2, mettono a disposizione contributi a fondo perduto e, per alcune linee, finanziamenti agevolati destinati a sostenere innovazione, crescita e investimenti produttivi.

Le linee dell’Azione 1.3.1 sono rivolte a startup innovative, aspiranti imprenditori e lavoratori autonomi con attività avviata da meno di 60 mesi. Gli interventi finanziano progetti di sviluppo di nuovi prodotti e servizi, innovazioni di processo, validazione tecnologica e servizi specialistici di incubazione e accelerazione, con particolare attenzione alle aree urbane funzionali, alle aree interne e ai sistemi intercomunali. La componente territoriale introduce premialità per giovani e donne che intendono avviare un’attività in Sicilia.

L’Azione 1.3.2 sostiene invece investimenti di piccole e medie imprese operative da almeno due anni, con progetti che vanno dalla creazione o ampliamento di unità produttive alla riqualificazione e riconversione dei siti esistenti. In questo caso gli investimenti possono essere di dimensioni rilevanti e, nella linea regionale, sono previsti anche finanziamenti agevolati oltre al contributo a fondo perduto.

Le domande saranno presentabili dopo la pubblicazione ufficiale dei bandi. Le imprese interessate possono fin da ora valutare l’ammissibilità dei propri progetti e prepararsi a cogliere queste nuove opportunità per innovare, crescere e investire sul territorio siciliano.

Maggiori informazioni saranno disponibili alla pubblicazione dei bandi.

FRI Calabria: agevolazioni innovazione tecnologica e industriale

Ai nastri di partenza il bando FRI Calabria, la misura regionale che supporta micro, piccole, medie e grandi imprese nella realizzazione di programmi di innovazione tecnologica e industriale, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021–2027 della Regione Calabria. L’opportunità è rivolta alle aziende con sede operativa attiva o da attivare sul territorio regionale e rimarrà disponibile fino a esaurimento fondi.

Il bando finanzia progetti di investimento produttivo della durata massima di 24 mesi, con importi compresi tra 25.000 e 750.000 euro, nei settori Manifattura, Costruzioni, Turismo e i Servizi. Sono ammissibili interventi per la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento della capacità esistente, la diversificazione della produzione, la trasformazione dei processi e l’acquisizione di impianti già operativi. A questi si possono affiancare progetti di innovazione, finanziabili fino al 50% del budget complessivo di progetto.

Le agevolazioni consistono in contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese; finanziamento agevolato fino al 30% degli investimenti; finanziamento a tasso di mercato fino al 30%; contributo sugli interessi del mutuo agevolato.

Sono riconosciute come spese ammissibili l’acquisto di macchinari e impianti in ottica Industria 4.0 e Green Deal, immobili e opere murarie, software, brevetti, consulenze, ricerca a contratto, personale qualificato e materiali di consumo legati al progetto di innovazione.

Le domande possono essere inviate esclusivamente tramite procedura.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Facility Parco Agrisolare: al via gli incentivi per il fotovoltaico in agricoltura 

Con l’approvazione del Regolamento Operativo sulle modalità di presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale prende il via Facility Parco Agrisolare, l’incentivo della misura PNRR a sostegno degli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi.  

Le domande potranno essere presentate, esclusivamente tramite la piattaforma informatica GSE a decorrere dalle ore 12 del giorno 10 marzo 2026 e fino alle ore 12 del giorno 09 aprile 2026.
 
La misura incentiva in particolare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici aziendali, inclusi quelli destinati all’attività agrituristica, accompagnata da interventi complementari di efficientamento energetico e riqualificazione strutturale

Beneficiari sono imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, anche in forma aggregata attraverso ATI, RTI o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché regolarmente costituiti, iscritti al Registro Imprese e con DURC in regola. In fase di valutazione sarà riconosciuta priorità ai progetti che non hanno già beneficiato del Bando “Parco Agrisolare” e a quelli presentati da soggetti iscritti alla Rete Agricola di Qualità

La misura finanzia interventi da realizzare entro 18 mesi, per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 6 e 1.000 kWp, includendo anche sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete, rimozione dell’amianto, isolamento e ventilazione dei tetti, nonché spese tecniche e professionali.  

È previsto un contributo fino all’80% per le imprese dell’agricoltura primaria e della trasformazione di prodotti agricoli che restano tali, mentre per specifiche tipologie di intervento l’intensità dell’aiuto potrà variare dal 30% al 65%, in funzione delle caratteristiche del progetto e del regime applicabile.

Per saperne di più, scarica la scheda di approfondimento

Staff House: l’incentivo per riqualificare gli alloggi ai lavoratori del turismo

Il Ministero del Turismo lancia Staff House – Titolo II, una misura nazionale che sostiene le imprese del settore turistico‑ricettivo nella realizzazione o riqualificazione di alloggi destinati ai propri dipendenti, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, attraverso programmi compresi tra 500 mila e 5 milioni di euro.

L’incentivo, rivolto ad aziende di ogni dimensione operanti nelle sezioni ATECO 55, 56, 93 e 96, punta a migliorare il benessere dei lavoratori e a favorire politiche di welfare aziendale sempre più strategiche nel comparto turismo.

Sono finanziabili interventi che vanno dalle opere edilizie all’efficientamento energetico, dalla realizzazione di impianti tecnologici alla sostituzione di attrezzature e arredi, fino a una quota di consulenze per le PMI. Gli alloggi devono offrire almeno dieci posti letto e prevedere un canone ridotto del 30% rispetto al mercato, con vincolo d’uso per nove anni.

Le agevolazioni possono coprire fino al 75% dell’investimento per micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, con percentuali ridotte per altre tipologie di spesa e territori. La procedura sarà attivata dopo la pubblicazione del provvedimento ministeriale con modalità e tempistiche ufficiali.

Per le aziende interessate, è già possibile avviare una valutazione preliminare per prepararsi all’apertura del bando e cogliere al meglio questa opportunità.

Per approfondimenti, è possibile scaricare la scheda del bando.



Sviluppo Rurale Sicilia: pacchetto di 3 bandi a sostegno di investimenti, trasformazione e filiere

C’è tempo dal 9 marzo all’8 giugno 2026 per le imprese agricole siciliane di partecipare ai bandi finanziati nell’ambito della programmazione regionale per lo sviluppo rurale. Investimenti Produttivi Agricoli, Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli e Progetto Integrato di filiera: sono i tre interventi strategici messi in campo dalla Regione Siciliana che mirano a sostenere investimenti volti a migliorare la competitività delle imprese, la loro sostenibilità ambientale e la capacità di adeguarsi alle sfide tecnologiche e climatiche e modernizzare il sistema produttivo delle filiere regionali.

ll bando “Investimenti Produttivi Agricoli” sostiene gli imprenditori agricoli, singoli o associati, che rispettano i requisiti essenziali previsti – tra cui fascicolo aziendale aggiornato, iscrizione a CCIAA e INPS, DURC regolare e qualifica di agricoltore in attività – e operano in aziende con una dimensione economica minima di 8.000 euro calcolata in base alla Produzione Standard regionale.

L’intervento mette a disposizione contributi a fondo perduto che arrivano al 65% per la gran parte delle imprese e raggiungono l’80% per i giovani agricoltori sotto i 40 anni insediati come capi azienda nei cinque anni precedenti. Il bando finanzia un ampio ventaglio di investimenti destinati a potenziare la competitività delle aziende e a favorire un modello produttivo più moderno e sostenibile: dalle opere strutturali nei fabbricati ai miglioramenti fondiari, dalle attrezzature agricole alle soluzioni tecnologiche per la trasformazione e la commercializzazione, fino agli interventi per la gestione idrica, l’efficienza energetica e il benessere animale.

Il bando “Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli” è dedicato alle imprese che operano nelle fasi successive alla produzione primaria, con l’esclusione di cantine e frantoi. Possono partecipare imprenditori agricoli in possesso dei requisiti amministrativi richiesti, mentre sono escluse le attività di sola selvicoltura, acquacoltura, oltre a cantine e frantoi. Il bando finanzia interventi su strutture, impianti, macchinari, tecnologie, risparmio energetico, fonti rinnovabili e investimenti digitali, includendo anche ristrutturazioni e ammodernamenti. Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto fino al 50%, con percentuali variabili in base alla tipologia di prodotto e dimensione dell’impresa.

Il bando “Progetto Integrato di Filiera è rivolto alle imprese agricole siciliane con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle filiere, consolidare i rapporti tra i diversi attori del comparto e promuovere modelli di produzione più innovativi, sostenibili e orientati al mercato. L’iniziativa prevede un sostegno a fondo perduto destinato a gruppi di imprese aggregate in ATS, reti d’impresa o forme associative riconosciute dalla normativa vigente, con un numero minimo di quattro partecipanti e il coinvolgimento obbligatorio di realtà attive sia nella produzione primaria sia nella trasformazione e commercializzazione.

Il progetto deve integrare gli interventi SRD01, SRD13 e SRG01, garantendo così la presenza lungo l’intera filiera delle fasi produttive, dell’innovazione dei processi e delle attività di cooperazione. Possono assumere il ruolo di capofila le Organizzazioni di Produttori e le loro associazioni, le reti di impresa, le cooperative agricole e le imprese di trasformazione. Le azioni finanziate riguardano diversi comparti, tra cui agrumicolo, bufalino e cerealicolo, e puntano a migliorare la qualità delle produzioni, sviluppare nuove strategie di marketing, aumentare il valore aggiunto dei prodotti, introdurre tecnologie innovative, promuovere sistemi di certificazione e ottimizzare la gestione dei costi. Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai temi dell’efficientamento energetico, della sostenibilità ambientale e dell’incremento occupazionale.

Scarica le schede di approfondimento e contattaci per supporto e assistenza.
Investimenti Produttivi Agricoli
Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli
Progetto Integrato di Filiera



AR Consulenza Bari offre il nuovo servizio di consulenza DNSH per imprese e PA nei bandi PNRR

Definizione dei requisiti, preparazione delle check list, verifica della conformità dei materiali e tracciabilità degli smaltimenti, redazione delle dichiarazioni e asseverazioni. Sono solo alcune delle attività previste nel nuovo servizio specialistico offerto da AR Consulenza Bari dedicato al principio europeo “Do No Significant Harm” (DNSH), requisito ormai imprescindibile nei programmi finanziati dal PNRR e in numerose misure nazionali e regionali. L’obiettivo, semplice e cruciale, è accompagnare imprese e Pubbliche Amministrazioni nel rispetto del DNSH lungo tutto il ciclo di vita del progetto, dalla candidatura alla rendicontazione finale, trasformando un adempimento complesso in un vantaggio competitivo concreto.

Sono due le direttrici complementari in cui si articola il servizio. La prima riguarda l’assistenza ex ante, ovvero la fase in cui occorre attestare che il progetto sarà realizzato in conformità al principio DNSH. Qui AR Consulenza Bari affianca i beneficiari nella lettura puntuale dei requisiti applicabili e nella predisposizione di tutta la documentazione necessaria per la domanda, assicurando coerenza tra investimenti previsti e criteri ambientali. L’approccio metodico riduce al minimo il rischio di compilazioni incomplete o non allineate, previene richieste di integrazione e accelera l’iter di approvazione, evitando quei rallentamenti che possono compromettere tempi e opportunità di finanziamento.

La seconda direttrice è l’assistenza ex post, decisiva in sede di rendicontazione e controlli. Quanto dichiarato in candidatura deve essere dimostrato con evidenze oggettive e tracciabili; per questo, AR Consulenza Bari supporta imprese e PA nella raccolta, organizzazione e verifica di prove documentali, come certificazioni e schede tecniche dei fornitori, attestazioni su materiali e smaltimenti, report e registri operativi, fino alle eventuali asseverazioni di tecnici abilitati. Una catena documentale solida si traduce in maggiore certezza sull’erogazione del contributo e tutela il beneficio ottenuto, salvaguardando l’investimento nel tempo.

Il valore per le imprese è duplice: da un lato, la consulenza DNSH consente di impostare i progetti in modo conforme sin dall’inizio, selezionando beni e soluzioni con caratteristiche ambientali adeguate, verificando impatti su rifiuti, emissioni e risorse e controllando la corretta presenza dei titoli autorizzativi; dall’altro, garantisce una gestione strutturata del requisito durante l’esecuzione, assicurando continuità tra quanto pianificato e quanto realizzato. Questo approccio riduce le incertezze, rende più fluido il dialogo con gli enti finanziatori e accelera i passaggi decisionali, con un beneficio tangibile su tempi, costi e reputazione aziendale.

“Il DNSH non è un allegato formale, ma una condizione trasversale che accompagna ogni fase del progetto”, è il principio alla base del nuovo servizio. Per questo AR Consulenza Bari propone un percorso end-to-end capace di integrare competenze normative, tecniche e documentali. Dalla definizione dei requisiti alla preparazione delle checklist, dalla verifica delle conformità dei materiali alla tracciabilità degli smaltimenti, fino alla redazione delle dichiarazioni e all’eventuale coinvolgimento di professionisti per le asseverazioni, ogni passaggio è pensato per prevenire contestazioni, velocizzare le verifiche e facilitare il pieno rispetto delle regole.

Per le realtà che ambiscono a massimizzare le opportunità della finanza agevolata, la conformità DNSH rappresenta oggi una condizione abilitante e consente di ottenere più prevedibilità nell’iter, più solidità nella rendicontazione, più tutela del contributo e dell’immagine dell’impresa. AR Consulenza Bari mette a disposizione un team dedicato, strumenti operativi e una governance documentale che rende la conformità non solo possibile, ma misurabile e difendibile.

Per informazioni operative sul servizio di consulenza DNSH, per valutare l’idoneità dei progetti o per programmare una sessione di assessment iniziale, contattaci adesso.

Investimenti in India: Con SIMEST agevolazioni per le imprese italiane

Il rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e India passa attraverso una nuova misura SIMEST dedicata alle imprese italiane con interessi industriali o commerciali nel mercato indiano. La misura prevede un finanziamento agevolato accompagnato da un contributo a fondo perduto, pensato per sostenere progetti di investimento produttivo, iniziative di digitalizzazione e sostenibilità, oltre alla formazione e all’inserimento di personale locale.

Possono accedere all’agevolazione le micro, piccole e medie imprese e altre realtà ammesse dalla normativa, purché con sede legale e operativa in Italia, due bilanci depositati e una polizza catastrofale attiva. L’impresa dovrà inoltre dimostrare un concreto collegamento economico con l’India, che può derivare da un piano di investimenti pari almeno al 30% delle spese ammissibili nel Paese, da un livello minimo di fatturato export o da una serie specifica di requisiti commerciali con l’India.

La misura finanzia programmi mirati allo sviluppo aziendale, dalla realizzazione di investimenti produttivi all’innovazione digitale, dal rafforzamento patrimoniale alle iniziative orientate alla transizione ecologica. Il finanziamento agevolato è concesso al tasso dello 0,319%, con una durata di sei anni di cui due di preammortamento. A questo può aggiungersi un contributo a fondo perduto fino al 20%, con un tetto massimo di 200mila euro per le imprese con sedi al Sud, oppure fino al 10% e massimo 100mila euro negli altri casi.

I programmi di spesa devono avere un valore minimo di 10mila euro e rispettare limiti massimi legati al fatturato medio o a soglie definite in base alla dimensione aziendale. Sono ammissibili investimenti in macchinari, tecnologie digitali, soluzioni 4.0 e 5.0, progetti di efficientamento sostenibile, acquisti o ampliamenti immobiliari in India, nonché attività legate a formazione, promozione commerciale e sviluppo di partnership locali.

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il portale SIMEST dedicato ai finanziamenti. La nostra organizzazione supporta le imprese in tutte le fasi: dalla verifica dei requisiti alla predisposizione del progetto, dall’invio della domanda fino alla rendicontazione finale, mettendo a disposizione anche competenze specialistiche in ambito innovazione, ESG, proprietà intellettuale e DNSH.

Nella sezione bandi è possibile scaricare, oltre alla scheda sugli investimenti strategici in INDIA, anche le schede per gli investimenti nei diversi paesi esteri.

Sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI

È attivo il nuovo bando “Sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI”, rivolto alle imprese con sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno. L’iniziativa sostiene, attraverso un contributo a fondo perduto, progetti di formazione destinati a sviluppare competenze strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde del personale aziendale. Le imprese possono presentare proposte dal valore compreso tra 10.000 e 60.000 euro, con intensità di aiuto fino al 50%, che può salire al 70% per micro e piccole imprese coinvolte in progetti sovraregionali. Le iniziative devono essere realizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia e riguardare tematiche quali tecnologie digitali, transizione ecologica, industria intelligente, aerospazio, biotecnologie, turismo innovativo e molto altro. Le domande possono essere presentate tramite piattaforma dedicata dal 12 marzo al 14 maggio 2026.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Contratti di Sviluppo Basilicata: prorogata scadenza al 30 giugno 2026

Prorogata al 30 giugno 2026 la data di scadenza per partecipare al bando regionale “Contratti di Sviluppo Basilicata”, che sostiene programmi di investimento di almeno 3 milioni di euro nei settori industriale, turistico e commerciale, con contributi a fondo perduto, in conto interessi o in forma mista.

Il bando si rivolge a imprese di ogni dimensione, anche in fase di costituzione, che siano iscritte (o in corso di iscrizione) al Registro delle Imprese, non abbiano ancora avviato gli investimenti, siano in regola con il DURC, operino nei settori previsti dall’Avviso.

I programmi finanziati devono prevedere investimenti produttivi ai quali è possibile  associare progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RS&I).

Le agevolazioni sono concesse fino al 50% per micro e piccole imprese; fino al 40% per le medie imprese e fino al 30% per le grandi imprese. Per i progetti di RS&I, le percentuali possono arrivare fino al 70%.

Il massimale previsto è di 5 milioni di euro per progetto, di cui fino a 700.000 euro per RS&I.

Sono ammesse spese per acquisto suolo, progettazione, opere murarie, macchinari, software; impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo; consulenze (per MPMI) su business plan, aspetti legali, notarili, tecnici; costi per personale e attrezzature legati a RS&I; tutela e diffusione della proprietà intellettuale.

Per approfondire gli aspetti tecnici del bando, scarica la scheda completa.

Se hai un’idea strutturata o vuoi capire se il tuo progetto può ottenere l’agevolazione, contattaci per una valutazione gratuita.
Insieme possiamo costruire un’opportunità concreta di sviluppo per la tua impresa.

 “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto”: pubblicato l’avviso pubblico 

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 29 gennaio 2026, è entrato nella fase operativa l’Avviso pubblico “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto“. L’iniziativa a sportello punta a sostenere la transizione del territorio di Taranto, individuato dalla Commissione Europea come una delle aree italiane più vulnerabili alla transizione verso la neutralità climatica. 

Specificamente rivolto alle micro e piccole imprese innovative della provincia di Taranto, costituite da non più di 5 anni, che intendono avviare o sviluppare piani di investimento ad elevato contenuto tecnologico, tra i destinatari include in particolare: a) startup innovative nelle aree di innovazione della S3 Puglia, con programmi di spesa fino a 400.000 euro, b) imprese a totale partecipazione femminile e c) imprese operanti nei settori delle bio-nanotecnologie, salute dell’uomo e dell’ambiente, sistemi energetici e ambientali sostenibili, aerospazio e tecnologie collegate, con programmi di spesa fino a 500.000. 

L’ammissibilità dei progetti deve essere riconducibile alle aree di innovazione individuate nella Strategia Smart Puglia 2030, tra cui Manifattura sostenibile; Salute dell’uomo e dell’ambiente; Comunità digitali creative. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in c/impianti, sovvenzione soggetta a condizione, prestito agevolato e sovvenzione c/esercizio. 

Per gli investimenti produttivi, le agevolazioni copriranno il 40% a fondo perduto, il 40% nella forma del finanziamento agevolato e, a specifiche condizioni, un ulteriore 20% nella forma di sovvenzione (parte del mutuo si può trasformare in contributo a fondo perduto), raggiungendo così il 100% delle spese. 

Per i costi di funzionamento, è prevista la copertura del 90% delle voci ammissibili nella forma del fondo perduto in c/esercizio. 

La scheda di approfondimento dell’avviso pubblico, gestito da Puglia Sviluppo, è consultabile qui


Bando Turismo e Gusto Regione Basilicata: prorogata la scadenza al 31 marzo 2026

La Regione Basilicata ha disposto la proroga della scadenza dell’avviso “Turismo e Gusto”, estendendo il termine per la presentazione delle domande di agevolazione al 31 marzo 2026. La misura rappresenta un’importante opportunità per le imprese del settore turistico e della ristorazione interessate a realizzare programmi di investimento finalizzati all’innovazione, alla qualificazione e al rilancio dell’offerta turistica regionale.

L’incentivo prevede la concessione di contributi a fondo perduto a favore di imprese di tutte le dimensioni, già costituite e iscritte al Registro Imprese, con sede attiva o da attivare nel territorio della Basilicata. Gli interventi finanziabili riguardano, tra gli altri, l’avvio di nuove attività, l’ampliamento e la riqualificazione di strutture esistenti, nonché lo sviluppo di attività complementari nel comparto turistico-ricettivo e della ristorazione.

Le agevolazioni coprono una quota significativa degli investimenti ammissibili, con percentuali differenziate in base alla dimensione dell’impresa e nel rispetto dei massimali previsti per le strutture ricettive e per quelle di ristorazione. Sono ammesse spese per opere edili e impiantistiche, acquisto di attrezzature e tecnologie, investimenti immateriali e servizi di consulenza, nel rispetto delle soglie minime di investimento stabilite dall’avviso.

La proroga della scadenza offre alle imprese un tempo aggiuntivo per valutare le opportunità offerte dalla misura e strutturare progetti di investimento coerenti con gli obiettivi dell’intervento.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Legge di Bilancio 2026: raddoppiata aliquota del Credito di Imposta per Design e Ideazione Estetica.

Moda, arredo, ceramica, agroalimentare, packaging. Meccanica di prodotto, retail evoluto, cosmetica e oggettistica di qualità: sono i settori industriali in cui il credito di imposta per Design e Ideazione Estetica, confermato nella legge di Bilancio 2026, impatta maggiormente a tutela della creatività. 
Ammonta a 60 milioni di euro il plafond complessivo messo a disposizione per le imprese che realizzano in particolare attività di progettazione e sviluppo dell’estetica di nuovi prodotti, design industriale, packaging innovativo, ideazione di collezioni (moda, arredo, accessori, food design), definizione di nuovi concept di prodotto.

Con un’aliquota del 10% sulle spese ammissibili, raddoppiata rispetto al 2025, l’agevolazione copre le spese legate all’innovazione estetica e al design per prodotti industriali e artigianali, con un massimale di 2 milioni di euro annui, da calcolare al netto di eventuali altri contributi pubblici ricevuti sulle stesse spese.

Tra i costi coperti dal credito rientrano: personale tecnico e/o ricercatori dipendenti impiegati in attività di design: consulenze di designer, studi di progettazione e agenzie creative; prototipi, mock-up e campionature; software di progettazione e modellazione; attività di sviluppo dell’estetica e dell’ergonomia del prodotto e tutto ciò che serve per trasformare un’idea in un prodotto con un’identità forte e riconoscibile.

Un credito che si integra con gli altri incentivi. Infatti può essere cumulato con altre agevolazioni, nazionali e regionali. L’impresa può utilizzarlo in un’unica quota annuale ma è tenuta a trasmettere telematicamente al Ministero delle imprese e del made in Italy una comunicazione specifica contenente l’ammontare delle spese sostenute e il relativo credito maturato, seguendo modalità e termini che verranno definiti da un successivo decreto direttoriale.

Se usufruire dei vantaggi dell’agevolazione, richiedi una valutazione preliminare dei costi accumulabili, e ti affiancheremo con il supporto di partner specializzati.

Iperammortamento 2026–2028: in arrivo il decreto attuativo MIMIT–MEF, cosa devono sapere le imprese

La Legge di Bilancio 2026 reintroduce lo strumento dell’Iperammortamento per il triennio 2026–2028, confermando un’agevolazione fiscale strategica per le imprese che investono in innovazione, digitalizzazione ed energia da fonti rinnovabili. Si è ora in attesa del decreto interministeriale MIMIT–MEF, già trasmesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e che definirà nel dettaglio le modalità operative di accesso al beneficio.

L’agevolazione è rivolta a tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione aziendale o dal regime contabile adottato, purché gli investimenti siano destinati a strutture produttive situate in Italia. Restano esclusi i lavoratori autonomi, i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale. Per accedere all’Iperammortamento è inoltre necessario essere in regola con la normativa sulla sicurezza sul lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Il beneficio consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, che si traduce in una più elevata deducibilità delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing. Gli investimenti devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e, entro tale termine, devono risultare effettivamente realizzati secondo l’articolo 109 del TUIR. Le aliquote di maggiorazione sono articolate per scaglioni di investimento e possono arrivare fino al 180%, decrescendo al crescere dell’importo investito.

Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali materiali e immateriali nuovi, inclusi nelle apposite Tabelle IV e V della Legge Finanziaria 2026, a condizione che siano interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Sono inoltre ammessi i beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche a distanza, inclusi i sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Uno degli elementi di maggiore novità introdotti dalla nuova disciplina è il rafforzamento del vincolo territoriale: i beni agevolabili devono essere prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo. Il decreto attuativo chiarisce come dimostrare l’origine dei beni, distinguendo tra beni materiali e beni immateriali. Per macchinari, impianti, robot, sistemi digitali, infrastrutture di calcolo e soluzioni di cybersecurity, l’attestazione dell’origine dovrà avvenire secondo le regole del Codice Doganale dell’Unione Europea, mediante certificati di origine o documentazione equivalente riconosciuta ai fini doganali. Per i beni immateriali, come software, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale, è invece prevista una disciplina specifica, basata su una dichiarazione del produttore o del licenziante che attesti l’origine del bene secondo i criteri stabiliti dal decreto.

Il provvedimento definisce anche gli adempimenti documentali necessari per accedere all’agevolazione, inclusi i modelli di dichiarazione e l’obbligo di conservare tutta la documentazione probatoria per un periodo di dieci anni. Questo aspetto rende particolarmente importante una corretta pianificazione degli investimenti e una gestione accurata della compliance fiscale.

Alla luce delle nuove regole, per le imprese che intendono utilizzare l’Iperammortamento diventa essenziale verificare preventivamente la conformità dei beni al requisito di origine UE/SEE, soprattutto in presenza di tecnologie complesse o beni immateriali, predisporre una documentazione solida e coerente con le indicazioni del decreto e valutare l’impatto degli adempimenti sui tempi e sulle modalità di realizzazione degli investimenti. Un’analisi tecnica e fiscale puntuale consente di massimizzare il beneficio e ridurre il rischio di contestazioni, trasformando l’Iperammortamento in una leva concreta per la crescita e l’innovazione aziendale.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

ZES Unica 2026–2028: un’opportunità strategica per investire e crescere nel Mezzogiorno

Tra le misure più rilevanti a sostegno degli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree ammesse di Umbria e Marche, la ZES Unica 2026-2028 rappresenta una un’occasione strategica per trasformare un’agevolazione fiscale in un motore di crescita.
La ZES Unica è infatti un credito d’imposta particolarmente vantaggioso, riconosciuto per la realizzazione di nuovi impianti, l’ampliamento della capacità produttiva o la diversificazione delle unità produttive esistenti all’interno della ZES. Le imprese possono finanziare l’acquisto di beni strumentali nuovi, come macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario, nonché l’acquisizione di terreni e fabbricati (fino al 50% del valore complessivo del progetto).

Uno dei principali punti di forza della ZES Unica è l’elevata intensità dell’aiuto, che può arrivare fino al 70% dell’investimento per le micro e piccole imprese, fino al 60% per le medie e fino al 50% per le grandi imprese, con percentuali che variano in funzione dell’ubicazione dell’intervento.

La misura sostiene progetti di dimensione rilevante, con investimenti ammissibili compresi tra 200 mila e 100 milioni di euro, offrendo quindi spazio sia alle PMI che intendono spingere la propria crescita, sia alle grandi imprese che pianificano interventi industriali strutturati. Inoltre, la programmazione triennale 2026–2028 garantisce continuità e prevedibilità, grazie alla certezza dei periodi temporali agevolabili che vanno dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascuna delle annualità previste dalla Finanziaria.

Le domande di prenotazione del credito d’imposta potranno essere presentate annualmente all’Agenzia delle Entrate, tra il 31 marzo e il 30 maggio, con una successiva comunicazione integrativa a conclusione degli investimenti. Un iter chiaro che, se accompagnato da una corretta progettazione e da un’adeguata assistenza tecnica, permette alle imprese di sfruttare appieno i benefici della misura.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Manovra di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per le imprese

Mix di incentivi fiscali, rifinanziamenti strutturali e strumenti territoriali. Il tratto distintivo della manovra è la selettività: risorse, vincolate a innovazione, sostenibilità, localizzazione produttiva e filiere strategiche.

Iperammortamento: ritorno rafforzato e più mirato

Tra le misure di maggiore impatto spicca il nuovo Iperammortamento, che torna con percentuali molto elevate (fino al 180%) per investimenti in beni 4.0 e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
La vera novità è la forte integrazione tra digitalizzazione ed energia, con incentivi specifici per impianti fotovoltaici ad alta efficienza, a condizione che i moduli siano prodotti nell’Unione europea. Un segnale chiaro di politica industriale che intreccia transizione digitale, green e autonomia strategica europea.
Attenzione però alle regole di esclusione: la misura non è cumulabile con Transizione 4.0 e richiede una situazione aziendale “pulita” (DURC regolare, assenza di procedure concorsuali o sanzioni interdittive).

ZES e ZLS: la leva territoriale diventa strutturale

La Zona Economica Speciale viene rifinanziata su base triennale (2026-2028) con dotazioni significative e una platea territoriale ampliata (entrano anche Umbria e Marche). La misura resta centrale per chi investe in nuovi impianti, ampliamenti o diversificazioni produttive.
Elemento chiave per gli imprenditori è la programmazione temporale: finestre annuali ben definite per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate e obbligo di comunicazione integrativa a investimento realizzato. La gestione corretta delle scadenze diventa determinante quanto la qualità dell’investimento.
Accanto alla ZES, vengono rafforzate anche le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), con un credito d’imposta dedicato ai territori portuali e retroportuali, confermando la centralità della logistica nelle strategie di sviluppo.

Agricoltura, pesca e acquacoltura: incentivi dedicati e più intensi

Il settore primario beneficia di un pacchetto articolato di misure:

  • Credito d’imposta 4.0 al 40% per investimenti fino a 1 milione di euro;
  • ZES Agricoltura, Pesca e Acquacoltura con fondi dedicati nel 2026;
  • Rideterminazione al rialzo delle percentuali ZES 2025 per imprese agricole e forestali.

Qui la peculiarità è la specializzazione degli strumenti: l’accesso agli incentivi è alternativo (non cumulabile con Iperammortamento o Transizione 4.0), ma le aliquote sono elevate. Fondamentale la certificazione delle spese, che diventa parte integrante del beneficio.

Nuova Sabatini: continuità e certezze per le MPMI

La Nuova Sabatini viene nuovamente rifinanziata, confermandosi lo strumento più stabile per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese. L’ampliamento delle risorse per il 2026 e 2027 garantisce continuità operativa, con un perimetro settoriale molto ampio (inclusi agricoltura e pesca).
Rimane sempre una misura efficace per investimenti ordinari in macchinari, attrezzature e software.

Contratti di sviluppo e turismo: focus su grandi progetti e filiere

I Contratti di sviluppo ricevono nuova linfa finanziaria dal 2027, confermando il loro ruolo nel sostenere grandi programmi industriali, anche con componenti di ricerca e innovazione.
Sul fronte turismo, viene istituito un fondo triennale da 50 milioni l’anno per contributi anche a fondo perduto: una misura potenzialmente rilevante, ma la cui efficacia dipenderà molto dai decreti attuativi.

Altri segnali da non sottovalutare

Completano il quadro:

  • un Fondo Transizione 4.0 per coprire investimenti già effettuati entro il 2025 e per i quali sono state già presentate le comunicazioni al GSE;
  • interventi mirati su cultura e industria musicale;
  • un Fondo per il benessere psicologico che introduce, per la prima volta, incentivi alle imprese che investono nel supporto psicologico ai dipendenti;
  • misure dedicate alle imprese energivore, agganciate alla logica di Transizione 5.0.

La Manovra 2026 non punta a incentivi “a pioggia”, ma a scelte selettive: chi investe in tecnologia, energia, filiere strategiche e territori prioritari trova strumenti potenti, ma complessi. Per le imprese, la vera sfida non è solo decidere se investire, ma come e con quale combinazione di misure, pianificando per tempo e con un’attenta regia tecnica e finanziaria.

Con AR Consulenza Bari, ti affianchiamo per valutazioni gratuite e pianificazioni strategiche sui prossimi investimenti della tua impresa.

In fase di attivazione il Bando ISI INAIL

È in fase di attivazione il Bando ISI INAIL, una delle misure più rilevanti a livello nazionale per le imprese che intendono investire concretamente nella salute e sicurezza dei lavoratori, riducendo i rischi rispetto alle condizioni preesistenti. L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, in Regime De Minimis, ed è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese su tutto il territorio nazionale, con possibilità di accesso differenziate in base all’asse di finanziamento prescelto.

Uno degli elementi di maggiore interesse per i beneficiari è l’ampiezza degli interventi finanziabili: il bando sostiene progetti non ancora avviati che riguardano l’acquisto di macchinari e attrezzature più sicure, impianti, interventi edili, certificazioni, consulenze specialistiche e l’adozione di modelli organizzativi avanzati. I progetti sono suddivisi in cinque Assi di intervento, che coprono dalla riduzione dei rischi infortunistici e tecnopatici alla bonifica dell’amianto, fino alle misure dedicate a micro e piccole imprese di specifici settori, incluse quelle agricole.

Dal punto di vista finanziario, la misura si distingue per intensità di aiuto particolarmente elevate, che arrivano fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli Assi e fino all’80% per i progetti legati ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per alcune tipologie di imprese agricole, compresi i giovani agricoltori. Il contributo può variare da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, con condizioni di accesso agevolate per le imprese con meno di 50 dipendenti che investono in modelli organizzativi strutturati.

Le domande saranno valutate con procedura a sportello, secondo una calendarizzazione che sarà definita e aggiornata da INAIL. Per i beneficiari è fondamentale pianificare per tempo gli interventi, verificare la coerenza del progetto con l’Asse di riferimento e predisporre una documentazione tecnica e amministrativa solida, così da massimizzare le possibilità di accesso al contributo e l’impatto dell’investimento sulla sicurezza aziendale.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Welfare Aziendale Taranto JTF: contributi a fondo perduto per il benessere organizzativo

Coniugare crescita, responsabilità sociale e attenzione alle persone. È attiva la misura Welfare Aziendale Taranto JTF, un’opportunità di finanziamento a fondo perduto pensata per le PMI e i liberi professionisti con sede operativa in provincia di Taranto che intendono investire nel benessere dei lavoratori e nel miglioramento dell’organizzazione aziendale. L’agevolazione sostiene la realizzazione di Piani di conciliazione vita-lavoro e benessere organizzativo, con una durata massima di 12 mesi, finalizzati ad aumentare la produttività e la qualità della vita in azienda.

Il contributo è concesso in regime de minimis e copre fino al 75% delle spese ammissibili, percentuale che può salire all’80% per le imprese in possesso della certificazione di parità di genere, nel rispetto del limite massimo di 300.000 euro nell’arco di tre anni. Un aspetto centrale da considerare per i beneficiari è la struttura del piano di spesa: almeno il 70% dei costi deve essere destinato a misure di welfare a supporto della salute, mentre gli investimenti per la flessibilità organizzativa hanno limiti ben definiti per garantire l’equilibrio del progetto.

La misura finanzia interventi concreti come l’introduzione di orari flessibili e soluzioni organizzative innovative, anche attraverso l’acquisto di software e strumenti ICT, ma soprattutto voucher o rimborsi per spese sanitarie e di benessere dei lavoratori e dei loro familiari. Rientrano, ad esempio, le spese per la tutela della maternità, la prevenzione e diagnosi precoce di patologie, le cure dentarie, gli ausili protesici e i servizi di supporto psicologico e psico-fisico, con un tetto massimo di 5.000 euro per dipendente previsto dal piano.

Per accedere al bando è fondamentale verificare alcuni requisiti chiave: l’impresa deve essere regolarmente iscritta ai registri competenti, avere il DURC in regola, disporre di almeno un lavoratore iscritto nel Libro Unico del Lavoro presso la sede di Taranto e non rientrare nei casi di pantouflage. Le domande potranno essere presentate a sportello, esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 12 del 15 gennaio 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

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Riconversione delle aree di crisi industriale di Trieste: al via le agevolazioni con la legge 181/1989

Aiuti per il Territorio dell’area di crisi industriale complessa di Trieste. Con apposita circolare, il 16 dicembre scorso, è stata disposta la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione per progetti di riconversione e riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Trieste.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, a eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 26 febbraio 2026 fino alle ore 12:00 del 23 aprile 2026. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

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