Contrastare i fenomeni di deindustrializzazione e sostenere investimenti strategici nelle aree industriali del Lazio e del Consorzio Piceno. Con avviso pubblico del Dipartimento per le politiche di coesione, sono state stabilte le nuove date per l’agevolazione dedicata al rilancio del tessuto produttivo manifatturiero e destinata sia alle imprese già insediate sia a quelle interessate ad […]
Voucher cybersecurity e cloud computing: il Mimit definisce l’elenco dei soggetti fornitori. Bando per i beneficiari dei servizi in arrivo
Con Decreto Direttoriale del 29 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito l’elenco dei soggetti abilitati alla fornitura dei servizi e prodotti di cloud computing e cyber security a valere sul Voucher di prossima pubblicazione. Ora, le MPMI e i Lavoratori Autonomi, che dispongono di un contratto di connessione internet con velocità minima in download di 30 Mbps e che intendono presentare domanda di agevolazione, possono accedere alla piattaforma di Invitalia, tramite i sistemi di identificazione previsti, e individuare nell’elenco i fornitori selezionabili. A breve anche il provvedimento di attuazione del bando che prevede un’agevolazione a fondo perduto per l’acquisto dei servizi nell’elenco ministeriale che devono essere “nuovi o aggiuntivi” rispetto a quelli già in azienda.
L’agevolazione, in Regime De Minimis, coprirà il 50% delle spese ammissibili fino a un massimo di 20.000 euro per investimenti in cybersecurity, infrastrutture cloud, software gestionali e servizi specialistici di supporto, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza digitale e l’efficienza operativa delle beneficiarie.
Maggiori informazioni nella scheda dedicata.
Gruppi Operativi PEI-AGRI: contributi a fondo perduto per l’innovazione in agricoltura
La Regione Puglia sostiene l’innovazione nel settore agricolo, forestale e nelle aree rurali attraverso il bando dedicato ai Gruppi Operativi PEI-AGRI, finalizzato a finanziare progetti di cooperazione per lo sviluppo, l’adattamento, il collaudo e la diffusione di soluzioni innovative.
Possono partecipare Gruppi Operativi già costituiti, composti da almeno due soggetti giuridici appartenenti a differenti categorie tra imprese agricole e forestali, imprese operanti nelle aree rurali, enti e imprese della ricerca e formazione, consulenti e altri soggetti rilevanti per il progetto. La presenza di un’impresa agricola e/o forestale è indispensabile.
I progetti devono prevedere un investimento compreso tra 100.000 e 500.000 euro e possono beneficiare di un contributo a fondo perduto pari al 100% dei costi ammissibili. Sono finanziabili, tra le altre, spese per personale, consulenze e servizi specialistici, prototipi, attrezzature, materiali, brevetti, software e licenze.
La presentazione dell’istanza di finanziamento sul portale regionale è prevista dal 24 luglio al 13 ottobre 2026, mentre la domanda di sostegno sul portale SIAN dovrà essere presentata entro il 15 ottobre 2026.
Per conoscere nel dettaglio requisiti, spese ammissibili, modalità di partecipazione e scadenze, scarica la scheda di approfondimento.
Sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI: secondo sportello
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato il secondo sportello della misura “Sviluppo Competenze”, un’opportunità rivolta alle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno che intendono investire nella qualificazione del capitale umano per affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica e della transizione verde e digitale. Le domande potranno essere inoltrate dal 10 settembre al 21 dicembre 2026 attraverso la piattaforma Invitalia.
L’intervento dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 50 milioni di euro ed è destinato alle PMI con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’obiettivo è sostenere l’acquisizione di servizi formativi specialistici finalizzati ad accrescere le competenze dei dipendenti nei settori strategici legati alla digitalizzazione, all’innovazione e alla sostenibilità, favorendo al contempo il rafforzamento delle filiere produttive.
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con maggiorazioni previste per i progetti integrati sovraregionali. I percorsi formativi finanziabili devono avere un valore compreso tra 10.000 e 60.000 euro e riguardare tematiche quali le tecnologie innovative, la Strategia nazionale di specializzazione intelligente e i processi di transizione verde e digitale.
Particolare attenzione è riservata alle imprese operanti nelle filiere dell’automotive e della moda, tessile e arredamento, a cui è destinato il 40% delle risorse disponibili. Le domande saranno valutate attraverso una procedura a graduatoria basata su criteri qualitativi e di merito progettuale.
Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.
Incentivi alle imprese: pubblicato il decreto con il nuovo bando-tipo nazionale
Prosegue il percorso di riforma del sistema degli incentivi alle imprese. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026 che approva il bando-tipo previsto dal nuovo Codice degli Incentivi (D.Lgs. n. 184/2025), introducendo un modello uniforme destinato a diventare il riferimento per la predisposizione di bandi e avvisi pubblici.
Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico verso una maggiore semplificazione e standardizzazione delle misure agevolative. L’obiettivo è quello di rendere le procedure più chiare, trasparenti e accessibili, favorendo la partecipazione delle imprese e riducendo le differenze operative che oggi caratterizzano le diverse amministrazioni.
Il nuovo bando-tipo definisce una struttura comune per tutti gli strumenti incentivanti, individuando in modo puntuale gli elementi essenziali che dovranno essere contenuti nei futuri bandi. Tra questi rientrano le finalità dell’incentivo, le risorse finanziarie disponibili, i requisiti di accesso dei beneficiari, le spese ammissibili, le modalità di presentazione delle domande, i criteri di valutazione e concessione delle agevolazioni, nonché gli obblighi dei destinatari, i controlli previsti e le eventuali cause di revoca dei benefici.
Un’altra novità rilevante riguarda la digitalizzazione delle procedure. Il decreto prevede infatti la possibilità per le amministrazioni di avvalersi dei servizi digitali della piattaforma Incentivi Italia per la predisposizione dei bandi, con l’obiettivo di favorire una gestione più efficiente, omogenea e trasparente delle misure di sostegno.
Pur non introducendo nuove agevolazioni, il provvedimento è destinato ad avere un impatto significativo sul rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. La definizione di regole comuni e di format standardizzati consentirà infatti una maggiore certezza interpretativa, facilitando l’analisi delle opportunità disponibili e la preparazione delle domande di accesso agli incentivi. Per imprese e consulenti ciò significa poter contare su bandi più leggibili, confrontabili e prevedibili, con una conseguente riduzione della complessità amministrativa.
AR Consulenza continuerà a seguire l’attuazione del nuovo Codice degli Incentivi e a monitorare l’evoluzione dei bandi nazionali e regionali, fornendo aggiornamenti tempestivi e supporto alle imprese interessate a cogliere le opportunità offerte dagli strumenti agevolativi.
“Cultura Cresce”: ancora disponibili gli incentivi nazionali per rafforzare le imprese culturali nel Mezzogiorno
Musica, audiovisivo, patrimonio culturale, arti visive, architettura, design, editoria, moda e artigianato artistico: è ancora attivo il bando “Cultura Cresce” che punta alla crescita, all’innovazione e al consolidamento delle imprese culturali e creative situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Capo A, B e C sono le tre linee di intervento dell’avviso accomunate dalla finalità di favorire investimenti materiali e immateriali, tra cui impianti, attrezzature, arredi, mezzi tecnici, software, licenze, brevetti, marchi, altri beni immateriali, opere murarie, consulenze nonché spese di gestione, ma differenziati in base alla natura dei beneficiari e alle dimensioni economiche dei progetti.
Capo A è riservato alle micro, piccole e medie imprese già consolidate, attive da oltre cinque anni e con sede operativa in una delle regioni interessate. Per queste realtà mature, è prevista la possibilità di candidare progetti fino a 2,5 milioni di euro. Le agevolazioni coprono fino all’80% delle spese ammissibili, suddivise in un finanziamento a tasso zero pari al 50% e un contributo a fondo perduto fino al 30%.
Capo B si rivolge invece alle imprese più giovani, costituite da meno di cinque anni, e alle persone fisiche che intendano avviare una nuova impresa culturale e creativa entro sessanta giorni dall’ammissione. Anche in questo caso l’importo massimo del progetto può raggiungere i 2,5 milioni di euro, con un’agevolazione strutturata analogamente a quella del Capo A.
Capo C è dedicato agli enti del Terzo Settore, alle imprese sociali, alle associazioni e alle fondazioni che svolgono attività economica nell’ambito culturale e creativo. Per questi soggetti è previsto un budget più contenuto, fino a 500.000 euro, con un’agevolazione che mantiene la copertura fino all’80% dell’investimento ma suddivisa equamente in finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, ciascuno fino al 40%.
Tra i requisiti specifici per tutti i potenziali beneficiari, l’iscrizione al Registro delle Imprese (o REA/RUNTS nei casi previsti), la qualifica di impresa culturale e creativa, la regolarità contributiva e la stipula delle assicurazioni obbligatorie contro i danni catastrofali laddove stabilito dalla normativa.
È ancora possibile presentare domanda tramite portale di Invitalia. La procedura a sportello premierà chi sarà più tempestivo: l’accesso alle risorse sarà garantito in base all’ordine cronologico di presentazione fino al completo esaurimento dei fondi.
Per maggiori informazioni, scarica le schede del bando.
Cultura Cresce Imprese > 5 anni
Cultura Cresce Imprese < 5 anni
Cultura Cresce– Imprese Sociali- No Profit
Voucher Doppia Transizione 2026: nuove opportunità per le PMI tra innovazione digitale e sostenibilità
Sostegno agli investimenti innovativi e accompagnamento nei processi di trasformazione digitale, ed ecologica del sistema produttivo. Con il Bando Voucher Doppia Transizione 2026, le micro, piccole e medie imprese italiane possono contare su uno strumento di sostegno, ormai consolidato, grazie all’iniziativa nazionale promossa da Unioncamere e dal network dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di Commercio.
Il programma prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto destinati alle imprese che investono in tecnologie avanzate, percorsi di sostenibilità e formazione specialistica, in coerenza con gli obiettivi del Piano Transizione 5.0. Tra gli ambiti finanziabili rientrano soluzioni di Intelligenza Artificiale, cybersecurity, cloud computing, Internet of Things, sistemi ERP e CRM, big data, blockchain, robotica collaborativa, realtà aumentata e virtuale, oltre a progetti legati alla sostenibilità e alle comunità energetiche rinnovabili. Sono inoltre ammissibili attività di consulenza specialistica e formazione del personale finalizzate alla doppia transizione digitale e green.
L’iniziativa è rivolta alle MPMI regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, con sede operativa nel territorio della Camera di Commercio di riferimento e in possesso dei requisiti previsti dai singoli bandi territoriali. Gli importi dei voucher e le specifiche spese ammissibili vengono infatti definiti autonomamente dalle Camere di Commercio aderenti, che gestiscono l’apertura degli sportelli e le modalità operative di presentazione delle domande.
Le imprese possono beneficiare di un supporto completo nell’individuazione degli investimenti agevolabili, nella verifica dei requisiti di accesso, nella predisposizione della documentazione e nella gestione dell’intero iter di candidatura. Un affiancamento strategico che consente di trasformare l’opportunità del voucher in un concreto progetto di crescita, innovazione e competitività.
Le domande potranno essere predisposte attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere, mentre l’accesso effettivo alle agevolazioni dipenderà dai calendari e dalle condizioni stabilite dalle singole Camere di Commercio aderenti all’iniziativa.
Per approfondire il bando e verificare la disponibilità nel proprio territorio è possibile consultare il portale ufficiale PID.
“Puglia Moltiplica: Piano di azione per la crescita del sistema impresa”
Sette nuovi strumenti finanziari, una dotazione di 360 milioni di euro per un piano che punta ad attivare 2,9 miliardi di euro di investimenti. È stato presentato il 6 luglio scorso “Puglia Moltiplica: Piano di azione per la crescita del sistema impresa”, il nuovo programma che inaugura una stagione innovativa delle politiche industriali regionali, mettendo a disposizione delle aziende un ampio pacchetto di strumenti finanziari dedicati allo sviluppo, all’innovazione e alla competitività.
L’obiettivo è accompagnare le imprese in ogni fase del loro percorso di crescita: dalla nascita all’innovazione, dagli investimenti produttivi all’internazionalizzazione, fino all’accesso a strumenti di finanza evoluta e ai mercati dei capitali.
Attraverso Puglia Sviluppo, il nuovo sistema di misure offrirà soluzioni diversificate e calibrate sulle reali esigenze aziendali, sostenendo startup, PMI e imprese già consolidate nei loro progetti di crescita e innovazione.
In elenco, gli strumenti finanziari attivati e le opportunità messe a disposizione dal Piano, per valorizzare i propri investimenti e accelerare i percorsi di sviluppo e competitività sui mercati nazionali e internazionali.
1. Minibond
È lo strumento finanziario, attivato lo scorso 4 giugno, teso a mobilitare capitali privati attraverso emissioni obbligazionarie garantite da Puglia Sviluppo.
Le imprese potranno raccogliere risorse per investimenti in innovazione, ricerca, digitalizzazione, internazionalizzazione, transizione energetica, sviluppo aziendale, operazioni straordinarie e capitale circolante. sarà possibile presentare le manifestazioni d’interesse fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Durata fino a 7 anni (di cui fino a 24 mesi di preammortamento); Taglio Min 2mln€; Taglio Max 20mln€
Dotazione finanziaria
80 mln €
Imprese ammissibili
PMI (fatturato>5mln€) e Small MidCap
Esempio pratico
Una PMI industriale pugliese emette un minibond da 10mln€ per finanziare investimenti produttivi, R&S e acquisizioni industriali. La presenza della garanzia pubblica abbatte il costo finanziario dell’operazione e facilita il coinvolgimento degli investitori istituzionali Cassa Depositi e Prestiti e Banca Sella che sottoscrivono il Minibond e forniscono all’impresa la relativa liquidità.
2. Equity Puglia (Venture Capital)
È uno strumento di co-investimento con dotazione pubblica che affianca un fondo di investimento principale privato gestito da operatore professionale specializzato in operazioni di Venture Capital. Finalizzato a favorire gli investimenti in capitale di rischio ed orientato a sostenere innovazione, crescita e sviluppo delle start-up tecnologiche e delle imprese innovative.
Taglio dell’operazione fino a 10mln€.
Dotazione finanziaria
100 mln €
Imprese ammissibili
Start-up, scale-up e imprese innovative
Esempio pratico
Una start-up pugliese ad alto potenziale raccoglie capitale tramite uno dei fondi di Venture Capital tra quelli selezionati da Puglia Sviluppo e finanzia sviluppo di prodotto, assunzioni e go-to-market in settori strategici come aerospazio, intelligenza artificiale, biotecnologie, robotica, digitale, energia, agroalimentare e blue economy.
3. Finanziamento JTF Taranto
È uno strumento finanziario nell’ambito del Just Transition Fund, destinato a programmi di investimento nella provincia di Taranto. Finanzia transizione energetica e ambientale, energie rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare, digitalizzazione, beni materiali, immobilizzazioni immateriali, consulenze specialistiche e interventi di tutela ambientale, oltre al capitale circolante. Il 25% del finanziamento può diventare “sovvenzione soggetta a condizione” (fondo perduto) se sono rispettati gli obiettivi di performance su digitalizzazione, efficientamento produttivo, transizione energetica e sostenibilità.
Durata 60 mesi; taglio minimo 10.000 €. Il taglio massimo 200.000 €.
Dotazione finanziaria
60 mln €
Imprese ammissibili
Micro e Piccole imprese con sede nella provincia di Taranto con un fatturato massimo fino a 5mln€.
Esempio pratico
Un’impresa della provincia di Taranto richiede 200.000 € per rinnovare il punto vendita e acquistare un nuovo sistema gestionale per la gestione efficiente del magazzino, oltre al circolante per finanziare lo stesso magazzino. Il finanziamento sarà erogato direttamente da Puglia Sviluppo a tasso 0%. Al termine dell’investimento, in presenza di una attestazione di un tecnico che certifichi il raggiungimento degli obiettivi performance, l’impresa non dovrà restituire le ultime 15 rate, beneficiando di un aiuto pari a € 50.000 (25%).
4. MicroPrestito Puglia
È un finanziamento agevolato erogato in partnership con Banche e Confidi, finalizzato a finanziare investimenti materiali, immateriali e capitale circolante funzionale agli investimenti. Quota con fondi pubblici a tasso 0% e quota con risorse bancarie a tasso di mercato.
Il 25% del finanziamento può trasformarsi in “sovvenzione soggetta a condizione”, cioè un contributo a fondo perduto, se sono rispettati gli obiettivi di performance su digitalizzazione, efficientamento produttivo, transizione energetica e sostenibilità.
Durata 60 mesi; taglio minimo 10.000 €, taglio massimo 100.000 €.
Dotazione finanziaria
40 mln €
Imprese ammissibili
Microimprese e lavoratori autonomi, con sede in Puglia, meno di 10 occupati e fatturato o attivo annuo non superiore a 2 mln €
Esempio pratico
Una microimpresa pugliese richiede 100.000 € per acquistare beni strumentali, pompe di calore e LED. Il finanziamento sarà composto da 50.000 € di risorse pubbliche a tasso 0% e 50.000 € di risorse bancarie a tasso di mercato. Al termine dell’investimento, in presenza di una attestazione di un tecnico che certifichi il raggiungimento degli obiettivi performance, l’impresa non dovrà restituire le ultime 15 rate, beneficiando di un aiuto pari a € 25.000 (25%).
5. Garanzia per il breve termine (Short Term Facility)
Attraverso strumenti finanziari dedicati, le imprese potranno trasformare più rapidamente i propri crediti commerciali in liquidità, migliorando la gestione finanziaria quotidiana, riducendo il ricorso al credito bancario e liberando risorse da destinare a investimenti, innovazione e crescita. Un intervento che rende più solido il capitale circolante e aumenta la competitività delle imprese. Puglia Sviluppo concede una garanzia di cassa a favore di società di factoring o veicolo di cartolarizzazione o fintech specializzata.
Dotazione finanziaria
40 mln €
Imprese ammissibili
PMI pugliesi con fabbisogni di liquidità di breve periodo legati a crediti commerciali, fatture, crediti IVA, crediti verso PA o magazzino
Esempio pratico
Una PMI agroalimentare cede fatture per 100.000 € con incasso a 90 giorni e riceve subito fino al 98% del valore facciale. La garanzia pubblica facilita l’anticipo fatture, lo rende più conveniente e consente alle imprese di avere flussi finanziari più lineari.
6. Venture Debt
La misura consente alle aziende di ottenere nuova liquidità per finanziare lo sviluppo senza dover cedere ulteriori quote societarie. È uno strumento che accompagna la fase di espansione delle imprese innovative, aiutandole a crescere, consolidarsi e prepararsi a nuovi investimenti. Puglia Sviluppo rilascia una garanzia di portafoglio che abbatte il costo delle singole operazioni. Lo strumento consente di ottenere dei finanziamenti ponte per accompagnare le imprese verso round di Venture Capital più ampi o verso finanza bancaria.
Taglio medio 2mln €; durata fino a 4/5 anni.
Dotazione finanziaria
15 mln €
Imprese ammissibili
Start-up e imprese innovative
Esempio pratico
Una PMI industriale pugliese già finanziata da Venture Capital emette un Minibond da 2mln € per finanziare la crescita prima del successivo round di Venture Capital. La società veicolo acquista il bond e la garanzia pubblica riduce il rischio per gli investitori.
7. Rilancio & Crescita
È uno strumento di co-investimento pubblico che opera a condizione di mercato affiancando un fondo di investimento specializzato e gestito da operatore professionale selezionato da Puglia Sviluppo. Supporta la crescita organica, il riequilibrio finanziario e il rilancio del business.
L’obiettivo è aiutare imprese sane e con potenzialità di crescita a superare un momento delicato, evitando che difficoltà finanziarie rallentino progetti di investimento, innovazione o sviluppo. La misura sostiene investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti, l’espansione sui mercati, l’internazionalizzazione e il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese.
Durata fino a 60 mesi e taglio medio 3mln €.
Dotazione finanziaria
25 mln €
Imprese ammissibili
PMI pugliesi con temporanea difficoltà di accesso al credito bancario, ma con potenziale di mercato
Esempio pratico
Una PMI manifatturiera pugliese con rating bancario debole, ma ordini in crescita, emette un prestito obbligazionario (bond) di 3mln € per finanziare la crescita del business e rimodulare il debito nell’ambito di un piano di rilancio.
Contratti di Sviluppo Basilicata: prorogata scadenza al 30 giugno 2027
Prorogata al 30 giugno 2027 la data di scadenza per partecipare al bando regionale “Contratti di Sviluppo Basilicata”, che sostiene programmi di investimento di almeno 3 milioni di euro nei settori industriale, turistico e commerciale, con contributi a fondo perduto, in conto interessi o in forma mista.
Il bando si rivolge a imprese di ogni dimensione, anche in fase di costituzione, che siano iscritte (o in corso di iscrizione) al Registro delle Imprese, non abbiano ancora avviato gli investimenti, siano in regola con il DURC, operino nei settori previsti dall’Avviso.
I programmi finanziati devono prevedere investimenti produttivi ai quali è possibile associare progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RS&I).
Le agevolazioni sono concesse fino al 50% per micro e piccole imprese; fino al 40% per le medie imprese e fino al 30% per le grandi imprese. Per i progetti di RS&I, le percentuali possono arrivare fino al 70%.
Il massimale previsto è di 5 milioni di euro per progetto, di cui fino a 700.000 euro per RS&I.
Sono ammesse spese per acquisto suolo, progettazione, opere murarie, macchinari, software; impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo; consulenze (per MPMI) su business plan, aspetti legali, notarili, tecnici; costi per personale e attrezzature legati a RS&I; tutela e diffusione della proprietà intellettuale.
Per approfondire gli aspetti tecnici del bando, scarica la scheda completa.
Se hai un’idea strutturata o vuoi capire se il tuo progetto può ottenere l’agevolazione, contattaci per una valutazione gratuita.
Insieme possiamo costruire un’opportunità concreta di sviluppo per la tua impresa.
Reti per Taranto JTF 2026: approvate le modifiche al bando in arrivo con spazio alle Grandi Imprese
Il bando “Reti per Taranto – JTF 2026” apre una nuova finestra per la presentazione delle domande, grazie alla individuazione di risorse aggiuntive. Al centro della misura ci sono progetti congiunti tra imprese e organismi di ricerca, finanziati con contributi a fondo perduto fino a 2 milioni di euro. La principale novità rispetto alla precedente […]
Consorzi industriali del Lazio e Piceno Consind: contributi a fondo perduto fino al 100% per le imprese manifatturiere
Contrastare i fenomeni di deindustrializzazione e sostenere investimenti strategici nelle aree industriali del Lazio e del Consorzio Piceno. Nuovamente attiva l’agevolazione dedicata al rilancio del tessuto produttivo manifatturiero e destinata sia alle imprese già insediate sia a quelle interessate ad avviare nuove unità produttive. Rivolta alle imprese del settore manifatturiero che operano o intendono operare […]
Scoperta Imprenditoriale 2026: riparte l’incentivo per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato la misura “Scoperta Imprenditoriale II”, un importante strumento di sostegno, che segue allo sportello 2023, destinato a finanziare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle Regioni del Mezzogiorno, nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. L’intervento punta a rafforzare la competitività delle imprese attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi innovativi, favorendo al contempo la transizione digitale e sostenibile dei sistemi produttivi territoriali.
La misura si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione, comprese quelle agroindustriali, artigiane e operanti nei servizi all’industria, nonché alle imprese agricole e ai centri e organismi di ricerca, pubblici e privati, che partecipano a progetti in forma collaborativa, di importo compreso tra 1 e 5 milioni di euro. I programmi finanziabili devono essere realizzati nelle Regioni meno sviluppate del Paese e risultare coerenti con le priorità della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente o contribuire all’individuazione di nuove traiettorie tecnologiche e applicative.
I progetti devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate all’introduzione di innovazioni significative sul mercato e possono avere una durata compresa tra 18 e 36 mesi. Le iniziative devono essere realizzate in forma collaborativa, favorendo così la creazione di ecosistemi dell’innovazione e il trasferimento tecnologico tra il mondo accademico e quello delle imprese.
Le agevolazioni sono concesse attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Per le imprese, il finanziamento copre fino al 40% delle spese ammissibili, mentre il contributo diretto alla spesa varia in funzione della dimensione aziendale, con percentuali più elevate per micro, piccole e medie imprese. Sono inoltre previste condizioni particolarmente favorevoli per gli organismi di ricerca coinvolti nei progetti, ai quali è destinato il solo contributo a fondo perduto.
La nuova edizione della misura rappresenta un’opportunità strategica per le imprese che intendono investire in innovazione, ricerca applicata e sviluppo tecnologico, valorizzando le competenze presenti nei territori del Sud e accelerando la crescita di filiere ad alto valore aggiunto. Le aziende interessate sono chiamate a predisporre progetti caratterizzati da un elevato contenuto innovativo e da una concreta capacità di generare impatti economici e occupazionali sul territorio.
Per maggiori informazioni, scarica la scheda di approfondimento.
Internazionalizzazione Startup 2026: al via i nuovi bandi ICE per l’estero
Abbattere i costi di partecipazione e accedere a network esclusivi di investitori internazionali.
L’Agenzia ICE ha pianificato il calendario delle iniziative all’estero per il 2026, offrendo agevolazioni e supporto all’export per consolidare il proprio posizionamento competitivo oltreconfine.
Immediata l’apertura dei termini di adesione per due tra i più rilevanti appuntamenti del panorama tecnologico autunnale. C’è tempo infatti fino al 19 giugno per presentare domanda di partecipazione a Govware, l’evento cardine per la cybersicurezza a Singapore, mentre restano aperte fino al 19 luglio le iscrizioni per Slush ad Helsinki, punto di riferimento assoluto per il matchmaking con i venture capitalist nordeuropei.
Tra le prossime tappe si segnalano il Forum Industriale Startup Days a Lugano e l’Expand North Star a Dubai, a cui seguiranno nei primi mesi del prossimo anno l’AEEDC a Dubai e il Gitex AI Mediterranean a Roma, senza dimenticare la prestigiosa RSA Conference di San Francisco i cui termini apriranno nella seconda metà dell’anno.
Tempestività, precisa verifica dei requisiti e una gestione impeccabile della candidatura consentono di accedere ai bandi e ottenere le agevolazioni previste.
Contattaci per maggiori informazioni.
Al via Green Tour per lo sviluppo offerta turistica
Riqualificazione energetica, innovazione e digitalizzazione delle strutture turistiche. Al nastri di partenza la misura nazionale Green Tour dedicata alle imprese del comparto turistico attivata dal Ministero del Turismo per il sostegno a tutte le aziende del settore. Sono incluse attività di ristorazione, stabilimenti balneari, centri termali e operatori dell’intrattenimento, interessate a migliorare la propria competitività riducendo al contempo i costi energetici e l’impatto ambientale.
La misura prevede un mix particolarmente vantaggioso di agevolazioni, composto da una quota significativa a fondo perduto e da una parte di finanziamento agevolato, consentendo alle imprese di realizzare investimenti di rilevante entità con un impegno finanziario ridotto. I programmi finanziabili, di importo compreso tra 1 e 15 milioni di euro, possono riguardare interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’introduzione di tecnologie innovative per la gestione intelligente dei consumi.
Tra gli interventi ammissibili rientrano opere di riqualificazione dell’involucro edilizio, la sostituzione degli impianti con soluzioni ad alta efficienza, l’installazione di sistemi per la produzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile e l’adozione di tecnologie digitali per l’automazione e l’ottimizzazione dei processi aziendali. Gli investimenti consentono alle imprese di ridurre sensibilmente i costi operativi, aumentare il comfort per gli utenti e migliorare la sostenibilità complessiva delle strutture.
Particolarmente rilevanti sono le intensità di aiuto, che risultano più elevate per le imprese localizzate nel Mezzogiorno e per le realtà di dimensioni più contenute, rendendo la misura ancora più interessante per il tessuto imprenditoriale del territorio pugliese. In molti casi, le agevolazioni possono coprire una quota consistente dell’investimento, soprattutto quando si ottiene un significativo miglioramento delle prestazioni energetiche o si realizzano impianti da fonti rinnovabili.
La misura consente inoltre di finanziare servizi di consulenza specialistica in ambito ambientale, energetico e di innovazione, offrendo alle imprese l’opportunità di essere accompagnate da professionisti qualificati nella definizione e realizzazione dei progetti. Questo aspetto permette non solo di accedere al contributo, ma anche di massimizzare l’efficacia degli interventi e il ritorno dell’investimento nel medio-lungo periodo.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 15 luglio 2026 fino al 15 settembre 2026, secondo una procedura valutativa a graduatoria, rendendo fondamentale una preparazione tempestiva e accurata della candidatura.
Per informazioni, scarica la scheda di approfondimento.
Iperammortamento 2026–2028: le novità chiave
Il nuovo decreto attuativo, approvato lo scorso 4 maggio dal Ministero del Made in Italy insieme al MEF, rilancia l’iperammortamento per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, rafforzando il sostegno alla trasformazione digitale ed energetica delle imprese.
Tra le novità più rilevanti, la conferma della maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni, applicata alle quote di ammortamento e ai canoni di leasing, e l’introduzione di un sistema più strutturato e controllato. Le aliquote restano progressive, con un beneficio più elevato per i primi investimenti e decrescente all’aumentare degli importi.
Tra le altre novità emerge l’ampliamento degli ambiti agevolabili, che includono non solo i beni strumentali 4.0 ma anche gli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, rafforzando il legame tra innovazione e sostenibilità.
Rilevanti anche le modifiche procedurali, con l’introduzione di un iter digitale gestito dal GSE articolato in più fasi e accompagnato da obblighi di monitoraggio periodico. Il beneficio diventa inoltre fruibile solo a seguito della comunicazione di completamento e delle verifiche positive, a garanzia della corretta realizzazione degli investimenti.
Nel complesso, il nuovo iperammortamento si configura come uno strumento più rigoroso ma anche più mirato, in grado di sostenere gli investimenti in chiave innovativa e sostenibile nel prossimo ciclo industriale.
Nella scheda di approfondimento tutte le informazioni sulla misura.
Contributi a fondo perduto fino a 400mila euro per il turismo in Molise
C’è tempo fino al 5 agosto 2026 per partecipare al bando dedicato alla ricettività extralabrghiera in Molise che prevede contributi a fondo perduto per sostenere la nascita e la crescita di imprese ricettive nelle aree marittime, costiere e montane della regione. L’iniziativa punta a valorizzare il territorio finanziando progetti di sviluppo moderni e sostenibili.
Possono accedere ai fondi le micro, piccole e medie imprese già attive in Molise, le aziende di altre regioni pronte ad aprire una sede operativa sul territorio e anche i privati cittadini che desiderano fondare una nuova attività dopo l’approvazione del progetto. Sono ammessi alle agevolazioni anche i raggruppamenti di imprese già formalizzati.
I progetti devono prevedere un investimento minimo di 50mila euro e concludersi entro trenta mesi. Il bando sostiene quattro tipologie di intervento: l’apertura di nuove strutture tramite il recupero di immobili, la riattivazione di attività ferme da almeno due anni, l’ampliamento dei servizi o dei posti letto (anche con nuove volumetrie collegate entro il limite del trenta per cento) e la riqualificazione qualitativa delle realtà esistenti.
Le agevolazioni coprono diverse spese tra cui l’acquisto di strutture come i bungalow fino alle opere murarie e al rifacimento degli impianti, con una preferenza per le soluzioni ecosostenibili in linea con i principi DNSH. Sono inoltre finanziabili i servizi di progettazione e ingegneria, l’acquisto di arredi, macchinari, software, licenze e le consulenze strategiche di marketing.
L’entità del sostegno varia in base al regime di aiuto: in Regime De Minimis il fondo perduto copre fino al cinquanta per cento per le imprese esistenti e al sessanta per cento per le nuove attività, con un tetto massimo di 300mila euro. In regime GBER, il contributo arriva al cinquanta per cento per micro e piccole imprese e al quaranta per cento per le medie imprese, fino a un massimo di 400mila euro.
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In arrivo il bando del GAL Sud Est Barese per startup e investimenti non agricoli
È di prossima attivazione il nuovo bando promosso dal GAL Sud Est Barese, un’iniziativa pensata per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup operanti in ambito non agricolo nei territori di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Bitritto, Casamassima, Conversano, Mola di Bari, Noicattaro, Polignano a Mare e Rutigliano.
La misura si inserisce nel quadro delle politiche regionali a favore dell’imprenditorialità locale e mira a incentivare nuovi progetti d’impresa attraverso contributi a fondo perduto, con un approccio integrato che combina il sostegno all’avviamento con il finanziamento degli investimenti produttivi.
Il bando si rivolge a microimprese e piccole imprese non agricole, ma anche a persone fisiche e a gruppi informali intenzionati a costituire una nuova realtà imprenditoriale. Tra i requisiti principali, i proponenti devono configurarsi come startup e non devono essere già titolari o soci di imprese attive, né aver svolto attività nello stesso settore nei dodici mesi precedenti la pubblicazione del bando.
L’agevolazione prevede un sostegno articolato su due linee obbligatorie e complementari. Da un lato viene finanziato l’avvio dell’impresa tramite un contributo forfettario a fondo perduto pari a 18.000 euro, che copre il 100% dei costi ammissibili relativi alla fase iniziale. Dall’altro lato è previsto un contributo in conto capitale pari al 50% per gli investimenti materiali e immateriali, con programmi di spesa compresi tra 36.000 e 100.000 euro.
Nel complesso, l’agevolazione può arrivare fino a un massimo di 200.000 euro per progetto, rappresentando una leva significativa per favorire la nascita di nuove attività economiche sul territorio.
Tra le spese ammissibili rientrano interventi su immobili come ristrutturazioni e ampliamenti, l’acquisto o leasing di macchinari, impianti e attrezzature, oltre a costi generali legati alla progettazione e alla gestione dell’investimento. Sono inoltre ammesse spese per beni immateriali, come software, brevetti e marchi, entro determinati limiti percentuali. Le domande potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica, secondo le tempistiche che saranno definite a seguito della pubblicazione ufficiale del provvedimento attuativo sul Bollettino della Regione Puglia.
Il bando rappresenta un’importante opportunità per aspiranti imprenditori e nuove iniziative locali, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto economico del Sud Est barese e promuovere la diversificazione delle attività produttive al di fuori del settore agricolo.
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Manifestazione di interesse Minibond Puglia 2021-2027
Al via in Puglia una nuova opportunità di finanza alternativa dedicata alle imprese di maggiore dimensione, con l’obiettivo di sostenere programmi di crescita, innovazione e sviluppo sul territorio regionale. La Regione, attraverso il Fondo Minibond Puglia 2021-2027, ha attivato una manifestazione di interesse rivolta a PMI e MidCap finanziariamente solide, interessate a raccogliere capitali tramite l’emissione di minibond, strumenti obbligazionari pensati per diversificare le fonti di finanziamento rispetto al tradizionale canale bancario.La misura si inserisce nel più ampio quadro delle politiche di supporto agli investimenti produttivi e punta a favorire l’accesso delle imprese pugliesi al mercato dei capitali, anche attraverso operazioni strutturate in forma di “Basket Bond”, che consentono di aggregare più emissioni in un unico portafoglio, riducendo il rischio per gli investitori grazie alla presenza di una garanzia pubblica. Possono partecipare le imprese non micro, costituite in forma societaria e con sede in Puglia, che presentano adeguati requisiti economico-finanziari o un rating creditizio almeno pari a B+. Sono inoltre previste condizioni di accesso flessibili per le imprese appartenenti a gruppi e per realtà innovative, al fine di ampliare la platea dei potenziali beneficiari e sostenere anche percorsi di crescita più dinamici.
L’iniziativa consente di finanziare piani di sviluppo di medio-lungo periodo attraverso emissioni comprese tra 2 e 20 milioni di euro, con durata fino a sette anni. Gli interventi possono riguardare investimenti materiali e immateriali, progetti di ricerca e innovazione, percorsi di digitalizzazione e transizione energetica, iniziative di internazionalizzazione e operazioni straordinarie funzionali alla crescita aziendale, includendo anche il rafforzamento del capitale circolante se collegato ai programmi di espansione.
Il principale beneficio per le imprese consiste in una riduzione del costo del finanziamento, resa possibile grazie all’intervento pubblico che agisce sul tasso di remunerazione dei minibond. Per le PMI sono inoltre previste agevolazioni aggiuntive, sotto forma di contributi a fondo perduto per la copertura fino al 50% dei costi di strutturazione dell’operazione, oltre alla garanzia di portafoglio fino al 100% nei limiti della disciplina europea sugli aiuti “de minimis”. L’iter di accesso è articolato in due fasi: una prima verifica dei requisiti da parte di Puglia Sviluppo e una successiva valutazione di finanziabilità da parte degli operatori di mercato coinvolti, che analizzano il merito creditizio e la sostenibilità dell’emissione. Le domande possono essere presentate a partire dal 4 giugno 2026 e saranno esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili.
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Investimenti produttivi agricoli. Al via le domande fino a luglio 2026
C’è tempo fino a metà luglio per presentare domanda sul portale dedicato Sian e ottenere l’agevolazione a fondo perduto rivolta alle imprese della Puglia attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del TFUE. La misura mira a sostenere investimenti produttivi sostenibili, favorendo l’innovazione dei processi aziendali e l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’autoconsumo.
Il bando si rivolge a PMI e Grandi Imprese, anche in forma associata, comprese cooperative, consorzi e Organizzazioni di Produttori con almeno cinque soci agricoli. Le imprese beneficiarie devono essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, avere il DURC in regola e il fascicolo agricolo aggiornato. Sono escluse le attività legate alla pesca e all’acquacoltura.
L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per le PMI e fino al 25% per le Grandi Imprese. Per alcune tipologie di intervento che riguardano prodotti non agricoli, il contributo sarà concesso in regime De Minimis.
Sono finanziabili progetti di investimento compresi tra 200.000 e 4.000.000 di euro, finalizzati alla modernizzazione di impianti e strutture agroindustriali, al miglioramento tecnologico ed energetico dei processi produttivi, all’aumento del valore aggiunto delle produzioni e all’apertura verso nuovi mercati. Il bando sostiene inoltre la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, esclusivamente destinata all’autoconsumo aziendale, nonché le spese tecniche e di consulenza connesse al progetto.
Le domande potranno essere presentate in modalità telematica tramite il portale SIAN, come segue:
- Operazioni 2 e 3 (accreditamento e delega portale): entro il 02/07/2026
- Operazione 4 (compilazione EIP): entro il 09/07/2026 ore 11:59:59
- Operazioni 5, 6 e 7 (rilascio DdS): entro il 16/07/2026 ore 11:59:59
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Imprese artigiane: Fondo di 50 Meuro per la promozione
Innovazione, crescita, competitività. Con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro ripartiti in due annualità, 20 milioni nel 2027 e 30 milioni nel 2028, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), nell’ambito della conversione del decreto fiscale, ha dato il via libera al Fondo per la promozione lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane.
Il nuovo strumento di sostegno, dedicato al comparto artigiano, facilita l’accesso al credito per programmi di investimento e progetti di sviluppo aziendale qualificati. Le agevolazioni saranno riservate alle imprese artigiane che rispettano i requisiti previsti dalla Legge Quadro sull’Artigianato, tra cui il ruolo diretto e prevalente dell’imprenditore nell’attività aziendale.
Per l’operatività, è atteso un prossimo decreto del Mimit, in accordo con il Mef, attraverso cui saranno definiti criteri di accesso, modalità operative e selezione dei progetti finanziabili.
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Decreto Automotive: 1,3 miliardi per la filiera dell’auto
Ammontano a oltre 1,3 miliardi di euro le risorse stanziate attraverso il nuovo DPCM Automotive per rafforzare la filiera dell’auto, che dovrebbe trovare attuazione a partire dal prossimo luglio. Il provvedimento segna un cambio di approccio: meno incentivi all’acquisto e più investimenti diretti alle imprese per sostenere produzione, innovazione e ricerca.
La maggior parte dei fondi è destinata a progetti industriali, attraverso strumenti come Accordi per l’Innovazione, Contratti e Mini Contratti i Sviluppo pensati anche per le PMI. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione del settore, favorendo tecnologie avanzate, elettrificazione e sviluppo della componentistica.
Una parte delle risorse è dedicata anche alla mobilità sostenibile, con incentivi mirati ai veicoli commerciali e al rinnovo delle flotte aziendali, con benefici concreti in termini di efficienza e costi operativi.
Nel complesso, il decreto rappresenta un’opportunità strategica per le imprese della filiera automotive, che potranno investire in innovazione e crescita. L’accesso ai fondi sarà operativo con l’attivazione di provvedimenti ad hoc, rendendo fondamentale prepararsi in anticipo per cogliere al meglio le opportunità disponibili.
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Nuovo servizio di supporto strutturato alle imprese per crescita, welfare e formazione
AR Consulenza Bari amplia la propria offerta introducendo un servizio strutturato pensato per accompagnare le imprese in un percorso concreto di sviluppo organizzativo, valorizzazione delle risorse umane e incremento della competitività. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere pienamente accessibili e fruibili gli strumenti messi a disposizione dagli Enti Bilaterali e dai Fondi Interprofessionali, spesso sottoutilizzati nonostante rappresentino un’opportunità significativa per il sistema aziendale.
Grazie a una rete qualificata di Consulenti e Partner, AR Consulenza Bari si propone come interlocutore unico in grado di guidare le aziende in tutte le fasi del processo, trasformando risorse già disponibili in interventi mirati e realmente efficaci.
Il nuovo approccio si sviluppa attraverso un’attenzione particolare al benessere organizzativo e al welfare aziendale, elementi sempre più centrali nelle strategie di crescita. Attraverso il supporto degli Enti Bilaterali, le Imprese vengono affiancate nella progettazione di soluzioni capaci di migliorare la qualità della vita lavorativa, sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti e favorire un miglior equilibrio tra sfera professionale e personale. Un investimento che si traduce non solo in maggior soddisfazione dei lavoratori, ma anche in un aumento dell’engagement e, di conseguenza, della produttività complessiva.
Accanto al welfare, un ruolo chiave è ricoperto dalla formazione continua. AR Consulenza Bari supporta le imprese nell’accesso ai Fondi Interprofessionali, attraverso i quali è possibile attivare percorsi formativi finanziati e costruiti su misura in base alle specifiche esigenze aziendali. Si tratta di interventi che spaziano dall’aggiornamento tecnico-professionale alla formazione obbligatoria in materia di sicurezza, fino allo sviluppo di competenze trasversali e manageriali. In un contesto economico in costante evoluzione, la formazione rappresenta infatti uno strumento essenziale per favorire l’innovazione e garantire la capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato.
Il servizio si distingue inoltre per l’attenzione dedicata agli aspetti organizzativi e alla gestione delle risorse umane. Attraverso un’analisi approfondita dei fabbisogni aziendali, AR Consulenza Bari affianca le imprese nella definizione di strategie volte a ottimizzare i processi interni, migliorare la pianificazione del personale e rendere più efficiente l’intera struttura organizzativa. L’approccio adottato è sempre personalizzato e orientato alla sostenibilità nel tempo, con l’obiettivo di generare risultati concreti e duraturi.
A completare l’offerta vi è un servizio di assistenza tecnica e amministrativa completo, che libera le aziende dalla complessità delle procedure legate all’accesso ai finanziamenti. Dall’individuazione delle opportunità alla progettazione degli interventi, fino alla gestione delle pratiche e alla rendicontazione finale, ogni fase viene seguita con precisione e competenza, consentendo all’impresa di concentrarsi sul proprio core business.
I vantaggi per le aziende sono molteplici e immediatamente tangibili: dall’utilizzo efficiente dei contributi già versati all’accesso a risorse finanziarie senza costi aggiuntivi, fino al miglioramento del capitale umano e del clima aziendale. In questo modo, le imprese possono rafforzare la propria posizione competitiva e affrontare con maggiore solidità le sfide del mercato.
Con questa nuova proposta, AR Consulenza Bari conferma la propria vocazione a essere un partner strategico per le Imprese del Mezzogiorno, offrendo soluzioni concrete, accessibili e orientate ai risultati. Un’opportunità da cogliere per chi desidera investire sul proprio futuro, valorizzando pienamente le risorse già a disposizione.
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Investimenti Sostenibili Innovativi 4.0: misura in fase di attivazione
Innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale: riconfermata anche quest’anno l’opportunità offerta dal MIMIT per le imprese del Mezzogiorno dedicata agli “Investimenti Sostenibili Innovativi 4.0”, uno strumento strategico nazionale finalizzato a rafforzare la competitività delle PMI attraverso un sostegno concreto a progetti ad alto contenuto tecnologico, in linea con gli obiettivi della transizione ecologica e digitale.
L’intervento si inserisce nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” e prevede una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. L’obiettivo è quello di favorire la crescita sostenibile delle imprese attraverso la realizzazione di programmi capaci di migliorare l’efficienza produttiva, ridurre l’impatto ambientale e incrementare il livello di digitalizzazione dei processi aziendali.
Sono ammissibili iniziative caratterizzate da un forte orientamento all’innovazione tecnologica e coerenti con il piano Transizione 4.0. In particolare, i programmi di investimento dovranno integrare tecnologie abilitanti quali intelligenza artificiale, big data, cloud computing, cybersecurity, Internet of Things e molte altre soluzioni avanzate, con l’obiettivo di favorire la trasformazione dei processi produttivi, l’ampliamento della capacità produttiva, la diversificazione delle attività o la creazione di nuove unità produttive. Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che contribuiscono concretamente alla sostenibilità ambientale, all’economia circolare e all’efficientamento energetico.
La misura si rivolge alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori manifatturiero e dei servizi alle imprese, purché in possesso di specifici requisiti tra cui la regolare iscrizione al Registro delle Imprese, la disponibilità di almeno due bilanci approvati e la presenza di un’unità produttiva nelle Regioni del Mezzogiorno interessate dall’intervento. È inoltre richiesta la piena regolarità contributiva e il rispetto degli obblighi normativi vigenti.
Dal punto di vista dell’intensità dell’aiuto, il bando prevede una copertura significativa delle spese ammissibili, fino al 75% dell’investimento complessivo, articolata in una quota del 35% a fondo perduto e una quota del 40% sotto forma di finanziamento agevolato. Le spese finanziabili includono macchinari, impianti, attrezzature, opere murarie entro limiti definiti, software e programmi informatici, certificazioni ambientali e servizi di consulenza specialistica funzionali all’implementazione delle tecnologie previste. Nel caso di interventi di efficientamento energetico, è previsto anche il supporto per servizi di diagnosi energetica, a condizione che siano rispettati specifici requisiti di risparmio energetico.
L’accesso alle agevolazioni avverrà tramite procedura valutativa a sportello, secondo criteri di selezione basati su punteggi che premiano la qualità del progetto, l’impatto ambientale e il grado di innovatività. I termini per la presentazione delle domande saranno definiti con successivo provvedimento ministeriale, attualmente in fase di pubblicazione.
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Regione Calabria: al via i Contratti di Programma
Innovazione, capacità produttiva e sviluppo tecnologico: la Regione Calabria rilancia la leva dei Contratti di Programma come strumento strategico per attrarre e consolidare investimenti di grande dimensione sul territorio. Il bando, attivo da qualche giorno, con procedura a sportello fino a esaurimento fondi, si rivolge esclusivamente alle grandi imprese che abbiano una sede operativa già attiva o da attivare in Calabria, confermando una chiara volontà di rafforzare il tessuto industriale regionale attraverso progetti strutturati e ad alto impatto, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021–2027.
I programmi di investimento devono avere un valore almeno pari a 3 milioni di euro e una durata massima di 24 mesi. Una soglia significativa che seleziona interventi industriali di rilievo e che rende il bando particolarmente attrattivo per realtà imprenditoriali già consolidate, interessate a realizzare nuove unità produttive, ampliare la capacità esistente, diversificare la produzione, introdurre cambiamenti radicali nei processi produttivi o acquisire unità produttive già operative. Un ulteriore elemento qualificante del bando è l’integrazione obbligatoria tra investimenti produttivi e innovazione. Accanto agli interventi materiali, infatti, possono essere finanziati progetti di innovazione tecnologica, a condizione che partano almeno da un livello di maturità tecnologica pari a TRL 6, e progetti di R&S.
Dal punto di vista delle agevolazioni, il bando prevede contributi a fondo perduto fino al 40% per gli investimenti produttivi e fino al 65% per le altre spese. Un mix di incentivi che rende il Contratto di Programma uno degli strumenti più generosi attualmente disponibili a livello regionale per le grandi imprese.
Ampio e articolato anche il ventaglio delle spese ammissibili. Per gli investimenti produttivi, che devono rappresentare almeno il 60% del programma complessivo, rientrano costi per macchinari, impianti e attrezzature, l’acquisto di suolo aziendale entro il limite del 10%, immobili, opere murarie, beni immateriali come brevetti e know-how, oltre a spese tecniche e studi di fattibilità entro specifici massimali. Per i progetti di innovazione e di ricerca e sviluppo sono invece ammesse spese di personale altamente qualificato, costi di ammortamento delle attrezzature, ricerca contrattuale, acquisto di brevetti e licenze, materiali direttamente imputabili ai progetti e una quota di spese generali.
Le progettualità possono essere presentate a partire dal 20 aprile 2026 e vengono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Un meccanismo che premia la progettualità pronta e ben strutturata, ma che richiede al tempo stesso un’attenta verifica preventiva dei requisiti di ammissibilità, del rispetto del principio DNSH e della coerenza con le priorità regionali.
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Investimenti e liquidità: due interventi per il commercio in Sicilia
Investimenti delle PMI del Commercio
Destinatari della misura sono le Piccole, Medie e Micro imprese operanti in Sicilia, anche se con sede legale al di fuori del territorio della Regione Siciliana, attive nel commercio all’ingrosso e al dettaglio nella classificazione ATECO alla lettera G, divisioni 46 e 47, con esclusione delle società cooperative e delle imprese artigiane.
Le proponenti dovranno, tra gli altri requisiti, dimostrare di:
- essere costituite e regolarmente iscritte come attive presso il Registro Imprese
- avere almeno due bilanci approvati o, allorché non previsti (ad es. società di persone), aver presentato almeno 2 dichiarazioni dei redditi
- essere in possesso di almeno un’unità operativa nel territorio della Regione Siciliana
- avere avviato un programma di investimento, avente ad oggetto lo sviluppo di nuovi impianti, il loro ampliamento, ammodernamento o riconversione, non oltre sei mesi prima della data di presentazione della relativa istanza (non costituisce avvio del programma di investimento l’acquisto del suolo, il pagamento degli oneri di progettazione e di concessione/autorizzazione).
Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso agevolato con le seguenti caratteristiche: - Importo massimo finanziabile: euro 400.000 comunque correlato alle esigenze finanziarie aziendali e nei limiti del Regolamento “de minimis”. In caso di start-up, ovvero costituite da non più di 24 mesi con sede operativa in Sicilia e non risultanti da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda, l’importo massimo finanziabile è pari a Euro 200.000
- Durata: sino ad un massimo di 15 anni, compreso un periodo di preammortamento massimo di 2 anni. Nel caso in cui il finanziamento agevolato sia assistito da garanzia MCC, il periodo di preammortamento dovrà essere non superiore ad 1 anno e 6 mesi ed almeno il 25% del finanziamento dovrà essere erogato entro 6 mesi dalla concessione della garanzia
I finanziamenti dovranno essere assistiti dalle seguenti garanzie per l’intero importo:
A) in misura non inferiore al 50% da garanzie reali, aziendali e/o extraziendali e per la restante quota da garanzie consortili e fideiussione bancaria o assicurativa
B) da garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia gestito da MCC per almeno il 50% dell’importo finanziato e per la restante quota da garanzie consortili e fideiussione bancaria o assicurativa
C) da fideiussione bancaria o assicurativa per l’intero importo
Sono agevolabili programmi di investimento, avviati non oltre sei mesi prima la data di presentazione della richiesta di agevolazione, aventi ad oggetto: - Nuovi impianti
- Ampliamenti
- Ammodernamenti
- Riconversioni
Sono ammissibili spese per: - oneri di progettazione, direzione lavori, collaudi e verifiche, nella misura massima complessiva del 4% rispetto all’investimento ammissibile
- acquisto di suolo aziendale, fabbricati o immobili destinati all’attività economica nella misura massima complessiva del 30% rispetto all’investimento ammissibile
- opere edili aventi ad oggetto interventi di costruzione e/o ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’esercizio dell’attività economica nella misura massima complessiva del 70% rispetto all’investimento ammissibile (comprensivo degli eventuali costi per l’acquisto dell’immobile aziendale)
- programmi informatici nel limite del 20% rispetto all’investimento ammissibile
- macchinari, impianti tecnologici, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica destinati all’esecuzione di specifiche funzioni connesse ai processi produttivi e/o di erogazione dei servizi oggetto del progetto imprenditoriale
Le agevolazioni sono concesse, a seguito di istruttoria, sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione, a partire dalle ore 12 del 5 maggio 2026 tramite il portale IRFIS.
Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.
Capitale circolante per le PMI del Commercio
Destinatari della misura sono le Piccole, Medie e Micro imprese operanti in Sicilia, anche se con sede legale al di fuori del territorio della Regione Siciliana, attive nel commercio all’ingrosso e al dettaglio nella classificazione ATECO alla lettera G, divisioni 46 e 47, con esclusione delle società cooperative e delle imprese artigiane.
Le proponenti dovranno, tra gli altri requisiti, dimostrare di:
- essere costituite e regolarmente iscritte come attive presso il Registro Imprese
- avere almeno due bilanci approvati o, allorché non previsti (ad es. società di persone), aver presentato almeno 2 dichiarazioni dei redditi
- essere in possesso di almeno un’unità operativa nel territorio della Regione Siciliana
Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso agevolato con le seguenti caratteristiche: - Importo massimo: euro 200.000, comunque correlato alle esigenze finanziarie aziendali e nei limiti del Regolamento “de minimis”;
- Durata: sino ad un massimo di 5 anni
- Tasso: non superiore al tasso BCE tempo per tempo vigente, maggiorato di uno spread pari allo 0,25% annuo. Nell’ipotesi di tasso BCE con valore negativo, l’indicatore sarà posto a zero e il tasso applicato sarà pari al suddetto spread. In ogni caso, il tasso applicato non potrà essere superiore allo 0,25% annuo
- Rimborso: sino ad un massimo di 20 rate trimestrali costanti (con scadenza al 31/3 – 30/6 – 30/9 – 31/12 di ogni anno)
- Garanzie: I finanziamenti sono assistiti da garanzie reali aziendali e/o extraziendali, garanzie consortili, fideiussioni, garanzie rilasciate da enti pubblici, garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia gestito da Medio Credito Centrale (quest’ultima non cumulabile con altre garanzie pubbliche)
Il finanziamento è concesso, a seguito di istruttoria, sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione, a partire dalle ore 12 del 5 maggio 2026 tramite il portale IRFIS.
Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.
Al via le agevolazioni per Nuove Imprese a Tasso Zero
Sono disponibili, fino a esaurimento fondi, le agevolazioni Nuove Imprese a Tasso Zero, dedicate alle micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. La misura sostiene sia la creazione di nuove imprese sia la crescita di aziende già avviate, attraverso un mix di finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto.
Le imprese costituite da meno di tre anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro, mentre quelle costituite da oltre tre anni e fino a cinque possono accedere a programmi fino a 3 milioni di euro.
In entrambi i casi, la copertura delle spese può arrivare fino al 90% dell’investimento, con un contributo a fondo perduto fino al 20%.
Sono finanziabili investimenti nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione agroalimentare, servizi, commercio e turismo. Per le imprese più giovani è previsto anche un servizio di tutoraggio tecnico-gestionale, a supporto dello sviluppo del progetto imprenditoriale.
Le domande devono essere presentate online tramite il portale dedicato e sono valutate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Per approfondimenti, scarica le schede dei bandi.
Nuove Imprese a Tasso Zero Imprese < 3 anni
Nuove Imprese a Tasso Zero Imprese > 3 anni
Investimenti produttivi agricoli. Nuovo bando in arrivo dalla Regione Puglia
È in fase di attivazione una nuova importante agevolazione a fondo perduto rivolta alle imprese della Puglia attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del TFUE. La misura mira a sostenere investimenti produttivi sostenibili, favorendo l’innovazione dei processi aziendali e l’utilizzo di fonti rinnovabili per l’autoconsumo.
Il bando si rivolge a PMI e Grandi Imprese, anche in forma associata, comprese cooperative, consorzi e Organizzazioni di Produttori con almeno cinque soci agricoli. Le imprese beneficiarie devono essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, avere il DURC in regola e il fascicolo agricolo aggiornato. Sono escluse le attività legate alla pesca e all’acquacoltura.
L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per le PMI e fino al 25% per le Grandi Imprese. Per alcune tipologie di intervento che riguardano prodotti non agricoli, il contributo sarà concesso in regime De Minimis.
Sono finanziabili progetti di investimento compresi tra 200.000 e 4.000.000 di euro, finalizzati alla modernizzazione di impianti e strutture agroindustriali, al miglioramento tecnologico ed energetico dei processi produttivi, all’aumento del valore aggiunto delle produzioni e all’apertura verso nuovi mercati. Il bando sostiene inoltre la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, esclusivamente destinata all’autoconsumo aziendale, nonché le spese tecniche e di consulenza connesse al progetto.
Le domande potranno essere presentate in modalità telematica tramite il portale SIAN, successivamente alla pubblicazione del provvedimento attuativo.
Per informazioni e approfondimenti, scarica la scheda del bando.
Riapertura Bando STEP Sicilia: agevolazione regionale per investimenti innovativi e progetti di R&S
Riaperti i termini fino alle 12.00 del 13 giugno 2026 per la presentazione delle istanze per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni previste dall’Avviso pubblico STEP – Strategic Technologies for Europe Platform in Cohesion Policy.
La misura regionale mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere imprese e aggregazioni con sede operativa in Sicilia interessate a realizzare investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e ridurre la dipendenza dell’Unione Europea da Paesi terzi.
Sono ammesse a partecipare imprese di qualsiasi dimensione e specifiche forme di aggregazione, iscritte al Registro Imprese, con DURC regolare, in regime di contabilità ordinaria e con adeguata capacità finanziaria. La misura finanzia attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e investimenti produttivi, che devono contribuire allo sviluppo e alla successiva fabbricazione su scala commerciale di tecnologie in grado di raggiungere un livello di maturità TRL 9 prima della conclusione del progetto.
Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, con intensità variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia dell’intervento: per gli investimenti produttivi il contributo può arrivare fino al 70% per le piccole imprese, mentre per i progetti di ricerca e sviluppo le percentuali possono raggiungere l’80% per la ricerca industriale e il 60% per lo sviluppo sperimentale. Le spese ammissibili comprendono, tra le altre, l’acquisto e l’adeguamento di immobili e terreni, attrezzature e macchinari, software e licenze, consulenze specialistiche, costi del personale di ricerca, ammortamenti e altri costi operativi strettamente connessi ai progetti.
Le domande possono essere presentate attraverso il portale dedicato fino alle ore 12.00 del 13 giugno 2026. Il nostro team offre supporto completo alle imprese interessate, dalla verifica dei requisiti alla definizione del progetto, dalla predisposizione della domanda all’assistenza durante tutto l’iter istruttorio e fino alla rendicontazione finale degli interventi.
Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando e contatta un esperto di AR Consulenza Bari.
Nuova misura a sostegno delle MPMI siciliane sui mercati internazionali
Sostenere realtà attive nei principali comparti dell’economia regionale, dall’agroalimentare alla nautica, dall’artigianato alla moda, dalla meccatronica all’ICT, fino ai settori emergenti come la nutraceutica e il novel food.
È la misura promossa dalla Regione Siciliana rivolta alle MPMI, alle reti d’impresa e alle startup innovative con sede produttiva in Sicilia e regolare iscrizione alla Camera di Commercio che punta a rafforzare la presenza del tessuto produttivo locale sui mercati esteri.
Il programma mette al centro una visione moderna dell’internazionalizzazione, finanziando progetti collettivi che coinvolgano almeno dieci imprese e che si sviluppino nell’arco di sei mesi. Il cuore dell’intervento è rappresentato dalla partecipazione fisica a fiere internazionali di settore, sia in Italia che all’estero, comprese quelle previste nel calendario 2026 come Food & Hotel, The Saudi Food Show, Vicenza Oro, SIAL, FHC China, ADIFE e altre manifestazioni di rilievo mondiale. Accanto alle fiere, la misura include missioni istituzionali all’estero, eventi di partenariato, attività di scouting su nuovi mercati, partecipazione a eventi dedicati all’innovazione, iniziative di incoming e outgoing e azioni di orientamento e visibilità sui media internazionali e sulle principali piattaforme digitali.
Tra le spese coperte rientrano il noleggio e l’allestimento degli spazi espositivi, i servizi tecnici e organizzativi necessari alla partecipazione agli eventi, le attività di comunicazione e promozione, i servizi di consulenza per la digitalizzazione dei processi di export e ulteriori interventi che accompagnano le imprese nell’ingresso nei mercati globali anche attraverso marketplace e canali digitali.
Gli aiuti, erogati in regime de minimis, sono calcolati pro-quota sulla base della normativa regionale vigente e possono essere richiesti esclusivamente tramite portale dedicato nelle finestre comprese tra aprile e giugno 2026.
Per conoscere le date di presentazione delle domande, scarica la scheda del bando e approfondisci l’opportunità di avviare o consolidare un percorso di internazionalizzazione strutturato, innovativo e sostenibile.
Sviluppo Offerta Turistica: in arrivo il nuovo incentivo nazionale
Rilanciare la competitività del comparto turistico attraverso investimenti ad alta intensità tecnologica ed energetica: è in fase di attivazione il nuovo bando nazionale “Sviluppo Offerta Turistica”, composto da un mix di agevolazioni e rivolto alle imprese di ogni dimensione presenti sul territorio nazionale a sostegno di interventi di riqualificazione energetica, digitalizzazione e sviluppo infrastrutturale nelle strutture turistico-ricettive, della ristorazione, dell’organizzazione eventi, dei parchi tematici e dei centri termali.
Il bando finanzia progetti compresi tra 1 e 15 milioni di euro, realizzabili entro 18 mesi, con l’obiettivo di ampliare l’offerta turistica, favorire la destagionalizzazione, potenziare le filiere e promuovere gli investimenti in ottica ESG. Il supporto economico combina contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese (max 4,5 milioni) e finanziamento agevolato fino al 70%, con tasso notevolmente ridotto e durata massima di cinque anni.
Possono partecipare le imprese con ATECO prevalente rientrante nelle sezioni 55, 56, 82, 93 e 96, comprese attività agrituristiche e stabilimenti balneari, oltre alle aziende attive da almeno tre anni che producono fatturato certificabile e rilevante nei settori ammessi, ai proprietari degli immobili in accordo con i gestori e alle reti d’impresa costituite da almeno tre anni.
Sono considerate ammissibili le spese destinate all’efficientamento energetico, all’installazione di fonti rinnovabili, alla digitalizzazione e infrastrutturazione tecnologica, alla riqualificazione di piscine, centri congressi e strutture wellness, allo sviluppo di software e tecnologie innovative, oltre alle consulenze per le PMI. Tutti gli interventi dovranno essere completati entro il 30 settembre 2028.
La procedura di presentazione sarà definita con un provvedimento ministeriale in via di pubblicazione, che stabilirà modalità operative e tempistiche.
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