In vigore il nuovo regolamento sul Rating di Legalità

Legalità, reputazione, affidabilità e opportunità commerciali. Entra in vigore oggi, 16 marzo 2026, il nuovo regolamento sul Rating di Legalità, attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che assegna alle imprese un punteggio compreso tra 1 e 3 “stellette”, sulla base del rispetto di requisiti obbligatori e volontari legati a legalità, trasparenza e correttezza aziendale.

Tra le novità più rilevanti introdotte con l’aggiornamento, adottato in coerenza gli orientamenti giurisprudenziali e con le osservazioni pervenute dai partecipanti alla Consultazione pubblica, emergono la durata triennale, il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo in caso di continuità triennale, la spendibilità sui mercati esteri, con il rilascio dell’attestato anche in lingua inglese.

Le imprese che conseguono il Rating possono beneficiare di agevolazioni nell’accesso a finanziamenti pubblici, di condizioni migliorative nel rapporto con il sistema bancario e di un significativo vantaggio competitivo nell’ambito delle relazioni commerciali. Per l’accesso al Rating di Legalità, le imprese devono avere sede operativa in Italia con iscrizione al Registro Imprese da almeno 2 anni, 2 milioni di euro di fatturato nell’anno precedente alla domanda, assenza di motivi ostativi di natura penale o giudiziaria, concorrenziale o consumeristica, tributaria, contributiva o assicurativa, nonché irregolarità relative ai finanziamenti pubblici e violazioni amministrative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Inasprite anche le conseguenze in caso di violazione degli obblighi informativi con l’impossibilità di presentare nuova domanda per 18 mesi dalla cessazione della causa ostativa.

Per le imprese che intendono ottenere l’attestazione, AR Consulenza Bari offre supporto per: analisi preliminare dei requisiti; verifica dell’assenza di cause ostative; accompagnamento nella compilazione e presentazione della domanda; assistenza continuativa fino all’ottenimento del Rating; supporto in vista del rinnovo e dell’eventuale incremento del punteggio.

Per maggiori informazioni sul nuovo Rating di Legalità, scarica il documento di approfondimento.

Bonus pubblicità: domande dal 2 marzo al 1° aprile 2026

C’è tempo da lunedì 2 marzo al 1° aprile 2026, per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, per presentare la comunicazione di accesso al credito di imposta relativo agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati nel 2026.

L’agevolazione, introdotta dal 2018, meglio conosciuta come Bonus Pubblicità, è una misura a sostegno dell’editoria, ed è rivolta ai soggetti che effettuano investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, cartacea e online.
Sono eleggibili al credito di imposta imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che abbiano effettuato investimenti superiori all’1% sugli stessi mezzi di informazioni nell’anno precedente.  L’incentivo, in Regime De Minimis, consiste in un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti realizzati. Il modello di comunicazione deve essere presentato ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate anche tramite intermediari.

Per informazioni e supporto: info@arconsulenzabari.ti

Bando ISI INAIL: domande dal 13 aprile al 28 maggio 2026

Annunciate le date di apertura della procedura di compilazione del Bando ISI INAIL, una delle misure più rilevanti a livello nazionale per le imprese che intendono investire concretamente nella salute e sicurezza dei lavoratori, riducendo i rischi rispetto alle condizioni preesistenti. L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, in Regime De Minimis, ed è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese su tutto il territorio nazionale, con possibilità di accesso differenziate in base all’asse di finanziamento prescelto.

Uno degli elementi di maggiore interesse per i beneficiari è l’ampiezza degli interventi finanziabili: il bando sostiene progetti non ancora avviati che riguardano l’acquisto di macchinari e attrezzature più sicure, impianti, interventi edili, certificazioni, consulenze specialistiche e l’adozione di modelli organizzativi avanzati. I progetti sono suddivisi in cinque Assi di intervento, che coprono dalla riduzione dei rischi infortunistici e tecnopatici alla bonifica dell’amianto, fino alle misure dedicate a micro e piccole imprese di specifici settori, incluse quelle agricole.

Dal punto di vista finanziario, la misura si distingue per intensità di aiuto particolarmente elevate, che arrivano fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli Assi e fino all’80% per i progetti legati ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per alcune tipologie di imprese agricole, compresi i giovani agricoltori. Il contributo può variare da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, con condizioni di accesso agevolate per le imprese con meno di 50 dipendenti che investono in modelli organizzativi strutturati.

Le domande saranno valutate con procedura a sportello, in apertura il 13 aprile per la compilazione della domanda, e in chiusura il 28 maggio 2026. Per i beneficiari è fondamentale pianificare per tempo gli interventi, verificare la coerenza del progetto con l’Asse di riferimento e predisporre una documentazione tecnica e amministrativa solida, così da massimizzare le possibilità di accesso al contributo e l’impatto dell’investimento sulla sicurezza aziendale.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Nuovi incentivi in Sicilia per startup e PMI: al via le misure delle Azioni 1.3.1 e 1.3.2

La Regione Siciliana si appresta a pubblicare un pacchetto integrato di agevolazioni dedicate alla creazione di nuove imprese innovative e al potenziamento delle PMI già attive sul territorio. Le misure, articolate nelle Azioni 1.3.1 e 1.3.2, mettono a disposizione contributi a fondo perduto e, per alcune linee, finanziamenti agevolati destinati a sostenere innovazione, crescita e investimenti produttivi.

Le linee dell’Azione 1.3.1 sono rivolte a startup innovative, aspiranti imprenditori e lavoratori autonomi con attività avviata da meno di 60 mesi. Gli interventi finanziano progetti di sviluppo di nuovi prodotti e servizi, innovazioni di processo, validazione tecnologica e servizi specialistici di incubazione e accelerazione, con particolare attenzione alle aree urbane funzionali, alle aree interne e ai sistemi intercomunali. La componente territoriale introduce premialità per giovani e donne che intendono avviare un’attività in Sicilia.

L’Azione 1.3.2 sostiene invece investimenti di piccole e medie imprese operative da almeno due anni, con progetti che vanno dalla creazione o ampliamento di unità produttive alla riqualificazione e riconversione dei siti esistenti. In questo caso gli investimenti possono essere di dimensioni rilevanti e, nella linea regionale, sono previsti anche finanziamenti agevolati oltre al contributo a fondo perduto.

Le domande saranno presentabili dopo la pubblicazione ufficiale dei bandi. Le imprese interessate possono fin da ora valutare l’ammissibilità dei propri progetti e prepararsi a cogliere queste nuove opportunità per innovare, crescere e investire sul territorio siciliano.

Maggiori informazioni saranno disponibili alla pubblicazione dei bandi.

FRI Calabria: agevolazioni innovazione tecnologica e industriale

Ai nastri di partenza il bando FRI Calabria, la misura regionale che supporta micro, piccole, medie e grandi imprese nella realizzazione di programmi di innovazione tecnologica e industriale, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021–2027 della Regione Calabria. L’opportunità è rivolta alle aziende con sede operativa attiva o da attivare sul territorio regionale e rimarrà disponibile fino a esaurimento fondi.

Il bando finanzia progetti di investimento produttivo della durata massima di 24 mesi, con importi compresi tra 25.000 e 750.000 euro, nei settori Manifattura, Costruzioni, Turismo e i Servizi. Sono ammissibili interventi per la creazione di nuove unità produttive, l’ampliamento della capacità esistente, la diversificazione della produzione, la trasformazione dei processi e l’acquisizione di impianti già operativi. A questi si possono affiancare progetti di innovazione, finanziabili fino al 50% del budget complessivo di progetto.

Le agevolazioni consistono in contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese; finanziamento agevolato fino al 30% degli investimenti; finanziamento a tasso di mercato fino al 30%; contributo sugli interessi del mutuo agevolato.

Sono riconosciute come spese ammissibili l’acquisto di macchinari e impianti in ottica Industria 4.0 e Green Deal, immobili e opere murarie, software, brevetti, consulenze, ricerca a contratto, personale qualificato e materiali di consumo legati al progetto di innovazione.

Le domande possono essere inviate esclusivamente tramite procedura.

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Facility Parco Agrisolare: al via gli incentivi per il fotovoltaico in agricoltura 

Con l’approvazione del Regolamento Operativo sulle modalità di presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale prende il via Facility Parco Agrisolare, l’incentivo della misura PNRR a sostegno degli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi.  

Le domande potranno essere presentate, esclusivamente tramite la piattaforma informatica GSE a decorrere dalle ore 12 del giorno 10 marzo 2026 e fino alle ore 12 del giorno 09 aprile 2026.
 
La misura incentiva in particolare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici aziendali, inclusi quelli destinati all’attività agrituristica, accompagnata da interventi complementari di efficientamento energetico e riqualificazione strutturale

Beneficiari sono imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, anche in forma aggregata attraverso ATI, RTI o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché regolarmente costituiti, iscritti al Registro Imprese e con DURC in regola. In fase di valutazione sarà riconosciuta priorità ai progetti che non hanno già beneficiato del Bando “Parco Agrisolare” e a quelli presentati da soggetti iscritti alla Rete Agricola di Qualità

La misura finanzia interventi da realizzare entro 18 mesi, per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 6 e 1.000 kWp, includendo anche sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete, rimozione dell’amianto, isolamento e ventilazione dei tetti, nonché spese tecniche e professionali.  

È previsto un contributo fino all’80% per le imprese dell’agricoltura primaria e della trasformazione di prodotti agricoli che restano tali, mentre per specifiche tipologie di intervento l’intensità dell’aiuto potrà variare dal 30% al 65%, in funzione delle caratteristiche del progetto e del regime applicabile.

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Staff House: l’incentivo per riqualificare gli alloggi ai lavoratori del turismo

Il Ministero del Turismo lancia Staff House – Titolo II, una misura nazionale che sostiene le imprese del settore turistico‑ricettivo nella realizzazione o riqualificazione di alloggi destinati ai propri dipendenti, inclusi quelli impiegati presso gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, attraverso programmi compresi tra 500 mila e 5 milioni di euro.

L’incentivo, rivolto ad aziende di ogni dimensione operanti nelle sezioni ATECO 55, 56, 93 e 96, punta a migliorare il benessere dei lavoratori e a favorire politiche di welfare aziendale sempre più strategiche nel comparto turismo.

Sono finanziabili interventi che vanno dalle opere edilizie all’efficientamento energetico, dalla realizzazione di impianti tecnologici alla sostituzione di attrezzature e arredi, fino a una quota di consulenze per le PMI. Gli alloggi devono offrire almeno dieci posti letto e prevedere un canone ridotto del 30% rispetto al mercato, con vincolo d’uso per nove anni.

Le agevolazioni possono coprire fino al 75% dell’investimento per micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, con percentuali ridotte per altre tipologie di spesa e territori. La procedura sarà attivata dopo la pubblicazione del provvedimento ministeriale con modalità e tempistiche ufficiali.

Per le aziende interessate, è già possibile avviare una valutazione preliminare per prepararsi all’apertura del bando e cogliere al meglio questa opportunità.

Per approfondimenti, è possibile scaricare la scheda del bando.



Sviluppo Rurale Sicilia: pacchetto di 3 bandi a sostegno di investimenti, trasformazione e filiere

C’è tempo dal 9 marzo all’8 giugno 2026 per le imprese agricole siciliane di partecipare ai bandi finanziati nell’ambito della programmazione regionale per lo sviluppo rurale. Investimenti Produttivi Agricoli, Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli e Progetto Integrato di filiera: sono i tre interventi strategici messi in campo dalla Regione Siciliana che mirano a sostenere investimenti volti a migliorare la competitività delle imprese, la loro sostenibilità ambientale e la capacità di adeguarsi alle sfide tecnologiche e climatiche e modernizzare il sistema produttivo delle filiere regionali.

ll bando “Investimenti Produttivi Agricoli” sostiene gli imprenditori agricoli, singoli o associati, che rispettano i requisiti essenziali previsti – tra cui fascicolo aziendale aggiornato, iscrizione a CCIAA e INPS, DURC regolare e qualifica di agricoltore in attività – e operano in aziende con una dimensione economica minima di 8.000 euro calcolata in base alla Produzione Standard regionale.

L’intervento mette a disposizione contributi a fondo perduto che arrivano al 65% per la gran parte delle imprese e raggiungono l’80% per i giovani agricoltori sotto i 40 anni insediati come capi azienda nei cinque anni precedenti. Il bando finanzia un ampio ventaglio di investimenti destinati a potenziare la competitività delle aziende e a favorire un modello produttivo più moderno e sostenibile: dalle opere strutturali nei fabbricati ai miglioramenti fondiari, dalle attrezzature agricole alle soluzioni tecnologiche per la trasformazione e la commercializzazione, fino agli interventi per la gestione idrica, l’efficienza energetica e il benessere animale.

Il bando “Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli” è dedicato alle imprese che operano nelle fasi successive alla produzione primaria, con l’esclusione di cantine e frantoi. Possono partecipare imprenditori agricoli in possesso dei requisiti amministrativi richiesti, mentre sono escluse le attività di sola selvicoltura, acquacoltura, oltre a cantine e frantoi. Il bando finanzia interventi su strutture, impianti, macchinari, tecnologie, risparmio energetico, fonti rinnovabili e investimenti digitali, includendo anche ristrutturazioni e ammodernamenti. Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto fino al 50%, con percentuali variabili in base alla tipologia di prodotto e dimensione dell’impresa.

Il bando “Progetto Integrato di Filiera è rivolto alle imprese agricole siciliane con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle filiere, consolidare i rapporti tra i diversi attori del comparto e promuovere modelli di produzione più innovativi, sostenibili e orientati al mercato. L’iniziativa prevede un sostegno a fondo perduto destinato a gruppi di imprese aggregate in ATS, reti d’impresa o forme associative riconosciute dalla normativa vigente, con un numero minimo di quattro partecipanti e il coinvolgimento obbligatorio di realtà attive sia nella produzione primaria sia nella trasformazione e commercializzazione.

Il progetto deve integrare gli interventi SRD01, SRD13 e SRG01, garantendo così la presenza lungo l’intera filiera delle fasi produttive, dell’innovazione dei processi e delle attività di cooperazione. Possono assumere il ruolo di capofila le Organizzazioni di Produttori e le loro associazioni, le reti di impresa, le cooperative agricole e le imprese di trasformazione. Le azioni finanziate riguardano diversi comparti, tra cui agrumicolo, bufalino e cerealicolo, e puntano a migliorare la qualità delle produzioni, sviluppare nuove strategie di marketing, aumentare il valore aggiunto dei prodotti, introdurre tecnologie innovative, promuovere sistemi di certificazione e ottimizzare la gestione dei costi. Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai temi dell’efficientamento energetico, della sostenibilità ambientale e dell’incremento occupazionale.

Scarica le schede di approfondimento e contattaci per supporto e assistenza.
Investimenti Produttivi Agricoli
Investimenti per la Trasformazione e Commercializzazione dei prodotti agricoli
Progetto Integrato di Filiera



AR Consulenza Bari offre il nuovo servizio di consulenza DNSH per imprese e PA nei bandi PNRR

Definizione dei requisiti, preparazione delle check list, verifica della conformità dei materiali e tracciabilità degli smaltimenti, redazione delle dichiarazioni e asseverazioni. Sono solo alcune delle attività previste nel nuovo servizio specialistico offerto da AR Consulenza Bari dedicato al principio europeo “Do No Significant Harm” (DNSH), requisito ormai imprescindibile nei programmi finanziati dal PNRR e in numerose misure nazionali e regionali. L’obiettivo, semplice e cruciale, è accompagnare imprese e Pubbliche Amministrazioni nel rispetto del DNSH lungo tutto il ciclo di vita del progetto, dalla candidatura alla rendicontazione finale, trasformando un adempimento complesso in un vantaggio competitivo concreto.

Sono due le direttrici complementari in cui si articola il servizio. La prima riguarda l’assistenza ex ante, ovvero la fase in cui occorre attestare che il progetto sarà realizzato in conformità al principio DNSH. Qui AR Consulenza Bari affianca i beneficiari nella lettura puntuale dei requisiti applicabili e nella predisposizione di tutta la documentazione necessaria per la domanda, assicurando coerenza tra investimenti previsti e criteri ambientali. L’approccio metodico riduce al minimo il rischio di compilazioni incomplete o non allineate, previene richieste di integrazione e accelera l’iter di approvazione, evitando quei rallentamenti che possono compromettere tempi e opportunità di finanziamento.

La seconda direttrice è l’assistenza ex post, decisiva in sede di rendicontazione e controlli. Quanto dichiarato in candidatura deve essere dimostrato con evidenze oggettive e tracciabili; per questo, AR Consulenza Bari supporta imprese e PA nella raccolta, organizzazione e verifica di prove documentali, come certificazioni e schede tecniche dei fornitori, attestazioni su materiali e smaltimenti, report e registri operativi, fino alle eventuali asseverazioni di tecnici abilitati. Una catena documentale solida si traduce in maggiore certezza sull’erogazione del contributo e tutela il beneficio ottenuto, salvaguardando l’investimento nel tempo.

Il valore per le imprese è duplice: da un lato, la consulenza DNSH consente di impostare i progetti in modo conforme sin dall’inizio, selezionando beni e soluzioni con caratteristiche ambientali adeguate, verificando impatti su rifiuti, emissioni e risorse e controllando la corretta presenza dei titoli autorizzativi; dall’altro, garantisce una gestione strutturata del requisito durante l’esecuzione, assicurando continuità tra quanto pianificato e quanto realizzato. Questo approccio riduce le incertezze, rende più fluido il dialogo con gli enti finanziatori e accelera i passaggi decisionali, con un beneficio tangibile su tempi, costi e reputazione aziendale.

“Il DNSH non è un allegato formale, ma una condizione trasversale che accompagna ogni fase del progetto”, è il principio alla base del nuovo servizio. Per questo AR Consulenza Bari propone un percorso end-to-end capace di integrare competenze normative, tecniche e documentali. Dalla definizione dei requisiti alla preparazione delle checklist, dalla verifica delle conformità dei materiali alla tracciabilità degli smaltimenti, fino alla redazione delle dichiarazioni e all’eventuale coinvolgimento di professionisti per le asseverazioni, ogni passaggio è pensato per prevenire contestazioni, velocizzare le verifiche e facilitare il pieno rispetto delle regole.

Per le realtà che ambiscono a massimizzare le opportunità della finanza agevolata, la conformità DNSH rappresenta oggi una condizione abilitante e consente di ottenere più prevedibilità nell’iter, più solidità nella rendicontazione, più tutela del contributo e dell’immagine dell’impresa. AR Consulenza Bari mette a disposizione un team dedicato, strumenti operativi e una governance documentale che rende la conformità non solo possibile, ma misurabile e difendibile.

Per informazioni operative sul servizio di consulenza DNSH, per valutare l’idoneità dei progetti o per programmare una sessione di assessment iniziale, contattaci adesso.

Investimenti in India: Con SIMEST agevolazioni per le imprese italiane

Il rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e India passa attraverso una nuova misura SIMEST dedicata alle imprese italiane con interessi industriali o commerciali nel mercato indiano. La misura prevede un finanziamento agevolato accompagnato da un contributo a fondo perduto, pensato per sostenere progetti di investimento produttivo, iniziative di digitalizzazione e sostenibilità, oltre alla formazione e all’inserimento di personale locale.

Possono accedere all’agevolazione le micro, piccole e medie imprese e altre realtà ammesse dalla normativa, purché con sede legale e operativa in Italia, due bilanci depositati e una polizza catastrofale attiva. L’impresa dovrà inoltre dimostrare un concreto collegamento economico con l’India, che può derivare da un piano di investimenti pari almeno al 30% delle spese ammissibili nel Paese, da un livello minimo di fatturato export o da una serie specifica di requisiti commerciali con l’India.

La misura finanzia programmi mirati allo sviluppo aziendale, dalla realizzazione di investimenti produttivi all’innovazione digitale, dal rafforzamento patrimoniale alle iniziative orientate alla transizione ecologica. Il finanziamento agevolato è concesso al tasso dello 0,319%, con una durata di sei anni di cui due di preammortamento. A questo può aggiungersi un contributo a fondo perduto fino al 20%, con un tetto massimo di 200mila euro per le imprese con sedi al Sud, oppure fino al 10% e massimo 100mila euro negli altri casi.

I programmi di spesa devono avere un valore minimo di 10mila euro e rispettare limiti massimi legati al fatturato medio o a soglie definite in base alla dimensione aziendale. Sono ammissibili investimenti in macchinari, tecnologie digitali, soluzioni 4.0 e 5.0, progetti di efficientamento sostenibile, acquisti o ampliamenti immobiliari in India, nonché attività legate a formazione, promozione commerciale e sviluppo di partnership locali.

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il portale SIMEST dedicato ai finanziamenti. La nostra organizzazione supporta le imprese in tutte le fasi: dalla verifica dei requisiti alla predisposizione del progetto, dall’invio della domanda fino alla rendicontazione finale, mettendo a disposizione anche competenze specialistiche in ambito innovazione, ESG, proprietà intellettuale e DNSH.

Nella sezione bandi è possibile scaricare, oltre alla scheda sugli investimenti strategici in INDIA, anche le schede per gli investimenti nei diversi paesi esteri.

Sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI

È attivo il nuovo bando “Sostegno allo sviluppo di competenze specialistiche delle PMI”, rivolto alle imprese con sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno. L’iniziativa sostiene, attraverso un contributo a fondo perduto, progetti di formazione destinati a sviluppare competenze strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde del personale aziendale. Le imprese possono presentare proposte dal valore compreso tra 10.000 e 60.000 euro, con intensità di aiuto fino al 50%, che può salire al 70% per micro e piccole imprese coinvolte in progetti sovraregionali. Le iniziative devono essere realizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia e riguardare tematiche quali tecnologie digitali, transizione ecologica, industria intelligente, aerospazio, biotecnologie, turismo innovativo e molto altro. Le domande possono essere presentate tramite piattaforma dedicata dal 12 marzo al 14 maggio 2026.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Contratti di Sviluppo Basilicata: prorogata scadenza al 30 giugno 2026

Prorogata al 30 giugno 2026 la data di scadenza per partecipare al bando regionale “Contratti di Sviluppo Basilicata”, che sostiene programmi di investimento di almeno 3 milioni di euro nei settori industriale, turistico e commerciale, con contributi a fondo perduto, in conto interessi o in forma mista.

Il bando si rivolge a imprese di ogni dimensione, anche in fase di costituzione, che siano iscritte (o in corso di iscrizione) al Registro delle Imprese, non abbiano ancora avviato gli investimenti, siano in regola con il DURC, operino nei settori previsti dall’Avviso.

I programmi finanziati devono prevedere investimenti produttivi ai quali è possibile  associare progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RS&I).

Le agevolazioni sono concesse fino al 50% per micro e piccole imprese; fino al 40% per le medie imprese e fino al 30% per le grandi imprese. Per i progetti di RS&I, le percentuali possono arrivare fino al 70%.

Il massimale previsto è di 5 milioni di euro per progetto, di cui fino a 700.000 euro per RS&I.

Sono ammesse spese per acquisto suolo, progettazione, opere murarie, macchinari, software; impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo; consulenze (per MPMI) su business plan, aspetti legali, notarili, tecnici; costi per personale e attrezzature legati a RS&I; tutela e diffusione della proprietà intellettuale.

Per approfondire gli aspetti tecnici del bando, scarica la scheda completa.

Se hai un’idea strutturata o vuoi capire se il tuo progetto può ottenere l’agevolazione, contattaci per una valutazione gratuita.
Insieme possiamo costruire un’opportunità concreta di sviluppo per la tua impresa.

 “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto”: pubblicato l’avviso pubblico 

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 29 gennaio 2026, è entrato nella fase operativa l’Avviso pubblico “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto“. L’iniziativa a sportello punta a sostenere la transizione del territorio di Taranto, individuato dalla Commissione Europea come una delle aree italiane più vulnerabili alla transizione verso la neutralità climatica. 

Specificamente rivolto alle micro e piccole imprese innovative della provincia di Taranto, costituite da non più di 5 anni, che intendono avviare o sviluppare piani di investimento ad elevato contenuto tecnologico, tra i destinatari include in particolare: a) startup innovative nelle aree di innovazione della S3 Puglia, con programmi di spesa fino a 400.000 euro, b) imprese a totale partecipazione femminile e c) imprese operanti nei settori delle bio-nanotecnologie, salute dell’uomo e dell’ambiente, sistemi energetici e ambientali sostenibili, aerospazio e tecnologie collegate, con programmi di spesa fino a 500.000. 

L’ammissibilità dei progetti deve essere riconducibile alle aree di innovazione individuate nella Strategia Smart Puglia 2030, tra cui Manifattura sostenibile; Salute dell’uomo e dell’ambiente; Comunità digitali creative. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in c/impianti, sovvenzione soggetta a condizione, prestito agevolato e sovvenzione c/esercizio. 

Per gli investimenti produttivi, le agevolazioni copriranno il 40% a fondo perduto, il 40% nella forma del finanziamento agevolato e, a specifiche condizioni, un ulteriore 20% nella forma di sovvenzione (parte del mutuo si può trasformare in contributo a fondo perduto), raggiungendo così il 100% delle spese. 

Per i costi di funzionamento, è prevista la copertura del 90% delle voci ammissibili nella forma del fondo perduto in c/esercizio. 

La scheda di approfondimento dell’avviso pubblico, gestito da Puglia Sviluppo, è consultabile qui


Bando Turismo e Gusto Regione Basilicata: prorogata la scadenza al 31 marzo 2026

La Regione Basilicata ha disposto la proroga della scadenza dell’avviso “Turismo e Gusto”, estendendo il termine per la presentazione delle domande di agevolazione al 31 marzo 2026. La misura rappresenta un’importante opportunità per le imprese del settore turistico e della ristorazione interessate a realizzare programmi di investimento finalizzati all’innovazione, alla qualificazione e al rilancio dell’offerta turistica regionale.

L’incentivo prevede la concessione di contributi a fondo perduto a favore di imprese di tutte le dimensioni, già costituite e iscritte al Registro Imprese, con sede attiva o da attivare nel territorio della Basilicata. Gli interventi finanziabili riguardano, tra gli altri, l’avvio di nuove attività, l’ampliamento e la riqualificazione di strutture esistenti, nonché lo sviluppo di attività complementari nel comparto turistico-ricettivo e della ristorazione.

Le agevolazioni coprono una quota significativa degli investimenti ammissibili, con percentuali differenziate in base alla dimensione dell’impresa e nel rispetto dei massimali previsti per le strutture ricettive e per quelle di ristorazione. Sono ammesse spese per opere edili e impiantistiche, acquisto di attrezzature e tecnologie, investimenti immateriali e servizi di consulenza, nel rispetto delle soglie minime di investimento stabilite dall’avviso.

La proroga della scadenza offre alle imprese un tempo aggiuntivo per valutare le opportunità offerte dalla misura e strutturare progetti di investimento coerenti con gli obiettivi dell’intervento.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Legge di Bilancio 2026: raddoppiata aliquota del Credito di Imposta per Design e Ideazione Estetica.

Moda, arredo, ceramica, agroalimentare, packaging. Meccanica di prodotto, retail evoluto, cosmetica e oggettistica di qualità: sono i settori industriali in cui il credito di imposta per Design e Ideazione Estetica, confermato nella legge di Bilancio 2026, impatta maggiormente a tutela della creatività. 
Ammonta a 60 milioni di euro il plafond complessivo messo a disposizione per le imprese che realizzano in particolare attività di progettazione e sviluppo dell’estetica di nuovi prodotti, design industriale, packaging innovativo, ideazione di collezioni (moda, arredo, accessori, food design), definizione di nuovi concept di prodotto.

Con un’aliquota del 10% sulle spese ammissibili, raddoppiata rispetto al 2025, l’agevolazione copre le spese legate all’innovazione estetica e al design per prodotti industriali e artigianali, con un massimale di 2 milioni di euro annui, da calcolare al netto di eventuali altri contributi pubblici ricevuti sulle stesse spese.

Tra i costi coperti dal credito rientrano: personale tecnico e/o ricercatori dipendenti impiegati in attività di design: consulenze di designer, studi di progettazione e agenzie creative; prototipi, mock-up e campionature; software di progettazione e modellazione; attività di sviluppo dell’estetica e dell’ergonomia del prodotto e tutto ciò che serve per trasformare un’idea in un prodotto con un’identità forte e riconoscibile.

Un credito che si integra con gli altri incentivi. Infatti può essere cumulato con altre agevolazioni, nazionali e regionali. L’impresa può utilizzarlo in un’unica quota annuale ma è tenuta a trasmettere telematicamente al Ministero delle imprese e del made in Italy una comunicazione specifica contenente l’ammontare delle spese sostenute e il relativo credito maturato, seguendo modalità e termini che verranno definiti da un successivo decreto direttoriale.

Se usufruire dei vantaggi dell’agevolazione, richiedi una valutazione preliminare dei costi accumulabili, e ti affiancheremo con il supporto di partner specializzati.

Iperammortamento 2026–2028: in arrivo il decreto attuativo MIMIT–MEF, cosa devono sapere le imprese

La Legge di Bilancio 2026 reintroduce lo strumento dell’Iperammortamento per il triennio 2026–2028, confermando un’agevolazione fiscale strategica per le imprese che investono in innovazione, digitalizzazione ed energia da fonti rinnovabili. Si è ora in attesa del decreto interministeriale MIMIT–MEF, già trasmesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e che definirà nel dettaglio le modalità operative di accesso al beneficio.

L’agevolazione è rivolta a tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione aziendale o dal regime contabile adottato, purché gli investimenti siano destinati a strutture produttive situate in Italia. Restano esclusi i lavoratori autonomi, i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale. Per accedere all’Iperammortamento è inoltre necessario essere in regola con la normativa sulla sicurezza sul lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Il beneficio consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, che si traduce in una più elevata deducibilità delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing. Gli investimenti devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e, entro tale termine, devono risultare effettivamente realizzati secondo l’articolo 109 del TUIR. Le aliquote di maggiorazione sono articolate per scaglioni di investimento e possono arrivare fino al 180%, decrescendo al crescere dell’importo investito.

Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali materiali e immateriali nuovi, inclusi nelle apposite Tabelle IV e V della Legge Finanziaria 2026, a condizione che siano interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Sono inoltre ammessi i beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche a distanza, inclusi i sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Uno degli elementi di maggiore novità introdotti dalla nuova disciplina è il rafforzamento del vincolo territoriale: i beni agevolabili devono essere prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo. Il decreto attuativo chiarisce come dimostrare l’origine dei beni, distinguendo tra beni materiali e beni immateriali. Per macchinari, impianti, robot, sistemi digitali, infrastrutture di calcolo e soluzioni di cybersecurity, l’attestazione dell’origine dovrà avvenire secondo le regole del Codice Doganale dell’Unione Europea, mediante certificati di origine o documentazione equivalente riconosciuta ai fini doganali. Per i beni immateriali, come software, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale, è invece prevista una disciplina specifica, basata su una dichiarazione del produttore o del licenziante che attesti l’origine del bene secondo i criteri stabiliti dal decreto.

Il provvedimento definisce anche gli adempimenti documentali necessari per accedere all’agevolazione, inclusi i modelli di dichiarazione e l’obbligo di conservare tutta la documentazione probatoria per un periodo di dieci anni. Questo aspetto rende particolarmente importante una corretta pianificazione degli investimenti e una gestione accurata della compliance fiscale.

Alla luce delle nuove regole, per le imprese che intendono utilizzare l’Iperammortamento diventa essenziale verificare preventivamente la conformità dei beni al requisito di origine UE/SEE, soprattutto in presenza di tecnologie complesse o beni immateriali, predisporre una documentazione solida e coerente con le indicazioni del decreto e valutare l’impatto degli adempimenti sui tempi e sulle modalità di realizzazione degli investimenti. Un’analisi tecnica e fiscale puntuale consente di massimizzare il beneficio e ridurre il rischio di contestazioni, trasformando l’Iperammortamento in una leva concreta per la crescita e l’innovazione aziendale.

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ZES Unica 2026–2028: un’opportunità strategica per investire e crescere nel Mezzogiorno

Tra le misure più rilevanti a sostegno degli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree ammesse di Umbria e Marche, la ZES Unica 2026-2028 rappresenta una un’occasione strategica per trasformare un’agevolazione fiscale in un motore di crescita.
La ZES Unica è infatti un credito d’imposta particolarmente vantaggioso, riconosciuto per la realizzazione di nuovi impianti, l’ampliamento della capacità produttiva o la diversificazione delle unità produttive esistenti all’interno della ZES. Le imprese possono finanziare l’acquisto di beni strumentali nuovi, come macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario, nonché l’acquisizione di terreni e fabbricati (fino al 50% del valore complessivo del progetto).

Uno dei principali punti di forza della ZES Unica è l’elevata intensità dell’aiuto, che può arrivare fino al 70% dell’investimento per le micro e piccole imprese, fino al 60% per le medie e fino al 50% per le grandi imprese, con percentuali che variano in funzione dell’ubicazione dell’intervento.

La misura sostiene progetti di dimensione rilevante, con investimenti ammissibili compresi tra 200 mila e 100 milioni di euro, offrendo quindi spazio sia alle PMI che intendono spingere la propria crescita, sia alle grandi imprese che pianificano interventi industriali strutturati. Inoltre, la programmazione triennale 2026–2028 garantisce continuità e prevedibilità, grazie alla certezza dei periodi temporali agevolabili che vanno dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascuna delle annualità previste dalla Finanziaria.

Le domande di prenotazione del credito d’imposta potranno essere presentate annualmente all’Agenzia delle Entrate, tra il 31 marzo e il 30 maggio, con una successiva comunicazione integrativa a conclusione degli investimenti. Un iter chiaro che, se accompagnato da una corretta progettazione e da un’adeguata assistenza tecnica, permette alle imprese di sfruttare appieno i benefici della misura.

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Manovra di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per le imprese

Mix di incentivi fiscali, rifinanziamenti strutturali e strumenti territoriali. Il tratto distintivo della manovra è la selettività: risorse, vincolate a innovazione, sostenibilità, localizzazione produttiva e filiere strategiche.

Iperammortamento: ritorno rafforzato e più mirato

Tra le misure di maggiore impatto spicca il nuovo Iperammortamento, che torna con percentuali molto elevate (fino al 180%) per investimenti in beni 4.0 e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
La vera novità è la forte integrazione tra digitalizzazione ed energia, con incentivi specifici per impianti fotovoltaici ad alta efficienza, a condizione che i moduli siano prodotti nell’Unione europea. Un segnale chiaro di politica industriale che intreccia transizione digitale, green e autonomia strategica europea.
Attenzione però alle regole di esclusione: la misura non è cumulabile con Transizione 4.0 e richiede una situazione aziendale “pulita” (DURC regolare, assenza di procedure concorsuali o sanzioni interdittive).

ZES e ZLS: la leva territoriale diventa strutturale

La Zona Economica Speciale viene rifinanziata su base triennale (2026-2028) con dotazioni significative e una platea territoriale ampliata (entrano anche Umbria e Marche). La misura resta centrale per chi investe in nuovi impianti, ampliamenti o diversificazioni produttive.
Elemento chiave per gli imprenditori è la programmazione temporale: finestre annuali ben definite per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate e obbligo di comunicazione integrativa a investimento realizzato. La gestione corretta delle scadenze diventa determinante quanto la qualità dell’investimento.
Accanto alla ZES, vengono rafforzate anche le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), con un credito d’imposta dedicato ai territori portuali e retroportuali, confermando la centralità della logistica nelle strategie di sviluppo.

Agricoltura, pesca e acquacoltura: incentivi dedicati e più intensi

Il settore primario beneficia di un pacchetto articolato di misure:

  • Credito d’imposta 4.0 al 40% per investimenti fino a 1 milione di euro;
  • ZES Agricoltura, Pesca e Acquacoltura con fondi dedicati nel 2026;
  • Rideterminazione al rialzo delle percentuali ZES 2025 per imprese agricole e forestali.

Qui la peculiarità è la specializzazione degli strumenti: l’accesso agli incentivi è alternativo (non cumulabile con Iperammortamento o Transizione 4.0), ma le aliquote sono elevate. Fondamentale la certificazione delle spese, che diventa parte integrante del beneficio.

Nuova Sabatini: continuità e certezze per le MPMI

La Nuova Sabatini viene nuovamente rifinanziata, confermandosi lo strumento più stabile per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese. L’ampliamento delle risorse per il 2026 e 2027 garantisce continuità operativa, con un perimetro settoriale molto ampio (inclusi agricoltura e pesca).
Rimane sempre una misura efficace per investimenti ordinari in macchinari, attrezzature e software.

Contratti di sviluppo e turismo: focus su grandi progetti e filiere

I Contratti di sviluppo ricevono nuova linfa finanziaria dal 2027, confermando il loro ruolo nel sostenere grandi programmi industriali, anche con componenti di ricerca e innovazione.
Sul fronte turismo, viene istituito un fondo triennale da 50 milioni l’anno per contributi anche a fondo perduto: una misura potenzialmente rilevante, ma la cui efficacia dipenderà molto dai decreti attuativi.

Altri segnali da non sottovalutare

Completano il quadro:

  • un Fondo Transizione 4.0 per coprire investimenti già effettuati entro il 2025 e per i quali sono state già presentate le comunicazioni al GSE;
  • interventi mirati su cultura e industria musicale;
  • un Fondo per il benessere psicologico che introduce, per la prima volta, incentivi alle imprese che investono nel supporto psicologico ai dipendenti;
  • misure dedicate alle imprese energivore, agganciate alla logica di Transizione 5.0.

La Manovra 2026 non punta a incentivi “a pioggia”, ma a scelte selettive: chi investe in tecnologia, energia, filiere strategiche e territori prioritari trova strumenti potenti, ma complessi. Per le imprese, la vera sfida non è solo decidere se investire, ma come e con quale combinazione di misure, pianificando per tempo e con un’attenta regia tecnica e finanziaria.

Con AR Consulenza Bari, ti affianchiamo per valutazioni gratuite e pianificazioni strategiche sui prossimi investimenti della tua impresa.

In fase di attivazione il Bando ISI INAIL

È in fase di attivazione il Bando ISI INAIL, una delle misure più rilevanti a livello nazionale per le imprese che intendono investire concretamente nella salute e sicurezza dei lavoratori, riducendo i rischi rispetto alle condizioni preesistenti. L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, in Regime De Minimis, ed è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese su tutto il territorio nazionale, con possibilità di accesso differenziate in base all’asse di finanziamento prescelto.

Uno degli elementi di maggiore interesse per i beneficiari è l’ampiezza degli interventi finanziabili: il bando sostiene progetti non ancora avviati che riguardano l’acquisto di macchinari e attrezzature più sicure, impianti, interventi edili, certificazioni, consulenze specialistiche e l’adozione di modelli organizzativi avanzati. I progetti sono suddivisi in cinque Assi di intervento, che coprono dalla riduzione dei rischi infortunistici e tecnopatici alla bonifica dell’amianto, fino alle misure dedicate a micro e piccole imprese di specifici settori, incluse quelle agricole.

Dal punto di vista finanziario, la misura si distingue per intensità di aiuto particolarmente elevate, che arrivano fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli Assi e fino all’80% per i progetti legati ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per alcune tipologie di imprese agricole, compresi i giovani agricoltori. Il contributo può variare da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, con condizioni di accesso agevolate per le imprese con meno di 50 dipendenti che investono in modelli organizzativi strutturati.

Le domande saranno valutate con procedura a sportello, secondo una calendarizzazione che sarà definita e aggiornata da INAIL. Per i beneficiari è fondamentale pianificare per tempo gli interventi, verificare la coerenza del progetto con l’Asse di riferimento e predisporre una documentazione tecnica e amministrativa solida, così da massimizzare le possibilità di accesso al contributo e l’impatto dell’investimento sulla sicurezza aziendale.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Welfare Aziendale Taranto JTF: contributi a fondo perduto per il benessere organizzativo

Coniugare crescita, responsabilità sociale e attenzione alle persone. È attiva la misura Welfare Aziendale Taranto JTF, un’opportunità di finanziamento a fondo perduto pensata per le PMI e i liberi professionisti con sede operativa in provincia di Taranto che intendono investire nel benessere dei lavoratori e nel miglioramento dell’organizzazione aziendale. L’agevolazione sostiene la realizzazione di Piani di conciliazione vita-lavoro e benessere organizzativo, con una durata massima di 12 mesi, finalizzati ad aumentare la produttività e la qualità della vita in azienda.

Il contributo è concesso in regime de minimis e copre fino al 75% delle spese ammissibili, percentuale che può salire all’80% per le imprese in possesso della certificazione di parità di genere, nel rispetto del limite massimo di 300.000 euro nell’arco di tre anni. Un aspetto centrale da considerare per i beneficiari è la struttura del piano di spesa: almeno il 70% dei costi deve essere destinato a misure di welfare a supporto della salute, mentre gli investimenti per la flessibilità organizzativa hanno limiti ben definiti per garantire l’equilibrio del progetto.

La misura finanzia interventi concreti come l’introduzione di orari flessibili e soluzioni organizzative innovative, anche attraverso l’acquisto di software e strumenti ICT, ma soprattutto voucher o rimborsi per spese sanitarie e di benessere dei lavoratori e dei loro familiari. Rientrano, ad esempio, le spese per la tutela della maternità, la prevenzione e diagnosi precoce di patologie, le cure dentarie, gli ausili protesici e i servizi di supporto psicologico e psico-fisico, con un tetto massimo di 5.000 euro per dipendente previsto dal piano.

Per accedere al bando è fondamentale verificare alcuni requisiti chiave: l’impresa deve essere regolarmente iscritta ai registri competenti, avere il DURC in regola, disporre di almeno un lavoratore iscritto nel Libro Unico del Lavoro presso la sede di Taranto e non rientrare nei casi di pantouflage. Le domande potranno essere presentate a sportello, esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 12 del 15 gennaio 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

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Riconversione delle aree di crisi industriale di Trieste: al via le agevolazioni con la legge 181/1989

Aiuti per il Territorio dell’area di crisi industriale complessa di Trieste. Con apposita circolare, il 16 dicembre scorso, è stata disposta la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione per progetti di riconversione e riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Trieste.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, a eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 26 febbraio 2026 fino alle ore 12:00 del 23 aprile 2026. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

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Facility Parco Agrisolare: in attivazione misura a fondo perduto per il fotovoltaico in agricoltura 

 
Con la pubblicazione del decreto Facility Parco Agrisolare, il MASAF ha definito le direttive necessarie all’attuazione dell’agevolazione a fondo perduto atta a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi.  
 
La misura nazionale PNRR incentiva in particolare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici aziendali, inclusi quelli destinati all’attività agrituristica, accompagnata da interventi complementari di efficientamento energetico e riqualificazione strutturale

Beneficiari sono imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, anche in forma aggregata attraverso ATI, RTI o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché regolarmente costituiti, iscritti al Registro Imprese e con DURC in regola. In fase di valutazione sarà riconosciuta priorità ai progetti che non hanno già beneficiato del Bando “Parco Agrisolare” e a quelli presentati da soggetti iscritti alla Rete Agricola di Qualità

La misura finanzia interventi da realizzare entro 18 mesi, per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 6 e 1.000 kWp, includendo anche sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete, rimozione dell’amianto, isolamento e ventilazione dei tetti, nonché spese tecniche e professionali.  

È previsto un contributo fino all’80% per le imprese dell’agricoltura primaria e della trasformazione di prodotti agricoli che restano tali, mentre per specifiche tipologie di intervento l’intensità dell’aiuto potrà variare dal 30% al 65%, in funzione delle caratteristiche del progetto e del regime applicabile. Resta fermo il limite massimo di spesa ammissibile di 1.500 euro/kWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, mentre per gli altri massimali si dovrà attendere l’Avviso Pubblico. 

Le domande potranno essere presentate solo dopo la pubblicazione degli Avvisi del MASAF.  
 
Per saperne di più, scarica la scheda di approfondimento.  

Formazione continua Calabria: contributi a fondo perduto per lo sviluppo delle competenze

Ai nastri di partenza il bando Formazione Continua Calabria, una misura regionale che sostiene la crescita delle competenze e la riqualificazione del capitale umano attraverso contributi a fondo perduto destinati a imprese di tutte le dimensioni, lavoratori autonomi e liberi professionisti con sede operativa in Calabria.

Possono accedere alla misura i soggetti regolarmente iscritti ai registri di riferimento e con DURC in regola, mentre restano escluse le imprese che negli ultimi dodici mesi abbiano ridotto il personale o effettuato sospensioni e licenziamenti collettivi.

Il bando finanzia progetti formativi individuali o collettivi, con un numero di partecipanti variabile e una durata massima di 300 ore, purché coerenti con una delle aree strategiche della S3 regionale, che spaziano dall’Agricoltura 4.0 alla Blue Economy, passando per digitale, turismo, smart manufacturing ed economia circolare.

Le agevolazioni possono essere concesse sia in regime di De Minimis, con copertura fino al 100% della tariffa oraria ammissibile entro il limite di 300.000 euro in tre anni, sia ai sensi del Regolamento 651/2014, con intensità di aiuto differenziata in base alla dimensione dell’impresa. Tra le spese ammissibili rientrano i costi dei formatori, le spese di esercizio e consulenza legate ai progetti formativi, i costi dei partecipanti e le spese generali indirette.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 dell’8 gennaio 2026, esclusivamente tramite procedura telematica, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Riconversione delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela: al via le agevolazioni con la legge 181/1989

Rilancio delle attività imprenditoriali e salvaguardia dei livelli occupazionali. Con apposita circolare è stata disposta la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione per progetti di riconversione e riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, a eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 26 novembre 2025 fino a esaurimento fondi. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

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STEP Sicilia: attiva la nuova agevolazione regionale per investimenti innovativi e progetti di R&S

Produzione e sviluppo di tecnologie critiche innovative nei settori digitale, deep-tech, transizione green, biotecnologie, medicinali e materie prime strategiche: è attiva STEP Sicilia, la misura regionale che mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere imprese e aggregazioni con sede operativa in Sicilia interessate a realizzare investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e ridurre la dipendenza dell’Unione Europea da Paesi terzi.

Sono ammesse a partecipare imprese di qualsiasi dimensione e specifiche forme di aggregazione, iscritte al Registro Imprese, con DURC regolare, in regime di contabilità ordinaria e con adeguata capacità finanziaria. La misura finanzia attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e investimenti produttivi, che devono contribuire allo sviluppo e alla successiva fabbricazione su scala commerciale di tecnologie in grado di raggiungere un livello di maturità TRL 9 prima della conclusione del progetto.

Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, con intensità variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia dell’intervento: per gli investimenti produttivi il contributo può arrivare fino al 70% per le piccole imprese, mentre per i progetti di ricerca e sviluppo le percentuali possono raggiungere l’80% per la ricerca industriale e il 60% per lo sviluppo sperimentale. Le spese ammissibili comprendono, tra le altre, l’acquisto e l’adeguamento di immobili e terreni, attrezzature e macchinari, software e licenze, consulenze specialistiche, costi del personale di ricerca, ammortamenti e altri costi operativi strettamente connessi ai progetti.

Le domande preliminari possono essere presentate attraverso il portale dedicato a partire dal 15 dicembre 2025 e fino al 13 febbraio 2026. Il nostro team offre supporto completo alle imprese interessate, dalla verifica dei requisiti alla definizione del progetto, dalla predisposizione della domanda all’assistenza durante tutto l’iter istruttorio e fino alla rendicontazione finale degli interventi.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando e contatta un esperto di AR Consulenza Bari.

Voucher nazionale per cloud e cyber security: sostegno a PMI e professionisti

Ai nastri di partenza il nuovo voucher nazionale dedicato ai servizi di cloud computing e cyber security, rivolto a PMI e lavoratori autonomi di tutto il territorio italiano, rappresenta un’occasione strategica per rafforzare sicurezza e innovazione nei processi digitali delle imprese.

La misura, accessibile a sportello, offre un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, per l’acquisto di servizi digitali innovativi non ancora disponibili presso il beneficiario.

Il bando finanzia interventi tra 4.000 e 40.000 euro, con progetti realizzabili entro dodici mesi. Sono ammesse soluzioni hardware e software per la sicurezza informatica, servizi cloud infrastrutturali e applicazioni SaaS, oltre a supporto e configurazione specialistica. Possono partecipare imprese e professionisti in possesso di connessione internet adeguata e polizza contro calamità naturali, mentre restano escluse le realtà dell’agricoltura primaria, pesca e acquacoltura. Le domande saranno presentabili tramite portale online dopo la pubblicazione del provvedimento ministeriale.
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Formazione Continua Basilicata: aperto il bando regionale per aggiornare le competenze del personale

C’è tempo fino alle 18.00 del 31 dicembre 2026 per partecipare al bando pubblicato dalla Regione Basilicata dedicato alla formazione continua rivolto a PMI e Grandi Imprese che operano sul territorio lucano. L’obiettivo è sostenere percorsi di aggiornamento professionale che accompagnino l’innovazione dei processi aziendali e migliorino l’organizzazione interna delle imprese. Una misura strategica che punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale attraverso il potenziamento delle competenze dei lavoratori.

Possono presentare domanda le imprese con sede operativa in Basilicata e con DURC regolare, attive in un vasto ventaglio di settori che spazia dall’agricoltura alla meccanica, dai servizi digitali al turismo, includendo anche filiere emergenti come deep tech, tecnologie pulite e biotecnologie. I progetti formativi, della durata massima di 180 giorni, potranno essere monoaziendali o pluriaziendali e saranno finanziati in base alle ore effettive di formazione svolte.

Il contributo è concesso a fondo perduto, secondo il regime De Minimis o il Regolamento 651/2014. La tariffa oraria massima è pari a 23,99 euro ora/allievo, con un’intensità di aiuto che arriva al 52,44% per le PMI e al 50% per le grandi imprese.

Le domande possono essere inoltrate esclusivamente online fino alle ore 18 del 31 dicembre 2026, dando alle imprese un ampio margine di tempo per strutturare percorsi formativi mirati alle proprie esigenze e alle trasformazioni tecnologiche in atto.

Per approfondimenti e valutazioni scarica la scheda del bando e contatta un esperto di AR Consulenza Bari.

Turismo Sicilia: prorogata la data di scadenza del bando da 135 milioni di euro

C’è tempo fino al 26 febbraio 2026 per partecipare all’avviso pubblico emanato dalla Regione Sicilia nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 20212027, destinato a rafforzare l’accoglienza turistica con una dotazione di 135 milioni di euro per agevolare, a fondo perduto, le micro, piccole, medie e grandi imprese – dagli alberghi ai B&B, campeggi, rifugi, case vacanza, ostelli, etc.

Sono concessi contributi da 50.000€ fino a 3,5milioni per singola impresa e gli interventi ammessi riguardano ristrutturazione, ammodernamento o riattivazione di strutture esistenti; realizzazione o riconversione di immobili in strutture turistico ricettive; recupero di immobili o interventi funzionali sulle strutture. 

Gli interventi devono rispettare le normative urbanistiche e ambientali, senza consumare nuovo suolo né aumentare la cubatura. I termini di realizzazione sono di 24 mesi dalla concessione del contributo.  

Un’opportunità importante per le imprese turistiche siciliane che desiderano investire in qualità, sostenibilità e innovazione dell’offerta. 

Per approfondimenti, leggi la scheda del bando e consulta un esperto di AR Consulenza Bari

“Cultura Cresce”: al via gli incentivi nazionali per rafforzare le imprese culturali nel Mezzogiorno 

Musica, audiovisivo, patrimonio culturale, arti visive, architettura, design, editoria, moda e artigianato artistico: è attivo il bando “Cultura Cresce” che punta alla crescita, all’innovazione e al consolidamento delle imprese culturali e creative situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

Capo A, B e C sono le tre linee di intervento dell’avviso accomunate dalla finalità di favorire investimenti materiali e immateriali, tra cui impianti, attrezzature, arredi, mezzi tecnici, software, licenze, brevetti, marchi, altri beni immateriali, opere murarie, consulenze nonché spese di gestione, ma differenziati in base alla natura dei beneficiari e alle dimensioni economiche dei progetti. 

Capo A è riservato alle micro, piccole e medie imprese già consolidate, attive da oltre cinque anni e con sede operativa in una delle regioni interessate. Per queste realtà mature, è prevista la possibilità di candidare progetti fino a 2,5 milioni di euro. Le agevolazioni coprono fino all’80% delle spese ammissibili, suddivise in un finanziamento a tasso zero pari al 50% e un contributo a fondo perduto fino al 30%. 

Capo B si rivolge invece alle imprese più giovani, costituite da meno di cinque anni, e alle persone fisiche che intendano avviare una nuova impresa culturale e creativa entro sessanta giorni dall’ammissione. Anche in questo caso l’importo massimo del progetto può raggiungere i 2,5 milioni di euro, con un’agevolazione strutturata analogamente a quella del Capo A.  

Capo C è dedicato agli enti del Terzo Settore, alle imprese sociali, alle associazioni e alle fondazioni che svolgono attività economica nell’ambito culturale e creativo. Per questi soggetti è previsto un budget più contenuto, fino a 500.000 euro, con un’agevolazione che mantiene la copertura fino all’80% dell’investimento ma suddivisa equamente in finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, ciascuno fino al 40%.  

Tra i requisiti specifici per tutti i potenziali beneficiari, l’iscrizione al Registro delle Imprese (o REA/RUNTS nei casi previsti), la qualifica di impresa culturale e creativa, la regolarità contributiva e la stipula delle assicurazioni obbligatorie contro i danni catastrofali laddove stabilito dalla normativa. 

Sarà possibile presentare domanda a partire dal 10 dicembre 2025 alle ore 12.00 tramite portale di Invitalia. La procedura a sportello premierà chi sarà più tempestivo: l’accesso alle risorse sarà garantito in base all’ordine cronologico di presentazione fino al completo esaurimento dei fondi. 
 

Per maggiori informazioni, scarica le schede del bando. 

Cultura Cresce Imprese > 5 anni 
Cultura Cresce Imprese < 5 anni 
Cultura Cresce– Imprese Sociali- No Profit  


Credito d’imposta per materiali di recupero 2024: incentivi fino a 20.000 euro

È ufficialmente attivo il bando nazionale “Credito d’imposta – Materiale di consumo 2024”, rivolto alle imprese di ogni dimensione che operano sull’intero territorio italiano. L’agevolazione sostiene gli investimenti effettuati nel corso del 2024 per l’acquisto di imballaggi e prodotti realizzati con materiali provenienti da filiere di recupero o da raccolta differenziata, incentivando pratiche aziendali orientate all’economia circolare.

L’incentivo prevede un credito d’imposta pari al 36% delle spese ammissibili, fino a un massimo annuale di 20.000 euro per impresa, utilizzabile esclusivamente tramite modello F24 e con applicazione del regime de minimis. Tra le spese riconosciute rientrano prodotti in plastica rigenerata da circuito post-consumo, imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla UNI EN 13432:2002, nonché imballaggi in carta, cartone, legno non impregnato, alluminio e vetro derivanti da raccolta differenziata.

Possono accedere al beneficio le imprese regolarmente iscritte al Registro Imprese, con sede in Italia e che abbiano sostenuto le spese ammissibili nel 2024. La finestra temporale per la presentazione delle domande sarà aperta dalle ore 12:00 del 1° dicembre 2025 fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2026, tramite piattaforma online dedicata.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.