Contratti di Sviluppo Basilicata: prorogata scadenza al 30 giugno 2026

Prorogata al 30 giugno 2026 la data di scadenza per partecipare al bando regionale “Contratti di Sviluppo Basilicata”, che sostiene programmi di investimento di almeno 3 milioni di euro nei settori industriale, turistico e commerciale, con contributi a fondo perduto, in conto interessi o in forma mista.

Il bando si rivolge a imprese di ogni dimensione, anche in fase di costituzione, che siano iscritte (o in corso di iscrizione) al Registro delle Imprese, non abbiano ancora avviato gli investimenti, siano in regola con il DURC, operino nei settori previsti dall’Avviso.

I programmi finanziati devono prevedere investimenti produttivi ai quali è possibile  associare progetti di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RS&I).

Le agevolazioni sono concesse fino al 50% per micro e piccole imprese; fino al 40% per le medie imprese e fino al 30% per le grandi imprese. Per i progetti di RS&I, le percentuali possono arrivare fino al 70%.

Il massimale previsto è di 5 milioni di euro per progetto, di cui fino a 700.000 euro per RS&I.

Sono ammesse spese per acquisto suolo, progettazione, opere murarie, macchinari, software; impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo; consulenze (per MPMI) su business plan, aspetti legali, notarili, tecnici; costi per personale e attrezzature legati a RS&I; tutela e diffusione della proprietà intellettuale.

Per approfondire gli aspetti tecnici del bando, scarica la scheda completa.

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 “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto”: pubblicato l’avviso pubblico 

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 29 gennaio 2026, è entrato nella fase operativa l’Avviso pubblico “TecnoNidi Just Transition Fund Taranto“. L’iniziativa a sportello punta a sostenere la transizione del territorio di Taranto, individuato dalla Commissione Europea come una delle aree italiane più vulnerabili alla transizione verso la neutralità climatica. 

Specificamente rivolto alle micro e piccole imprese innovative della provincia di Taranto, costituite da non più di 5 anni, che intendono avviare o sviluppare piani di investimento ad elevato contenuto tecnologico, tra i destinatari include in particolare: a) startup innovative nelle aree di innovazione della S3 Puglia, con programmi di spesa fino a 400.000 euro, b) imprese a totale partecipazione femminile e c) imprese operanti nei settori delle bio-nanotecnologie, salute dell’uomo e dell’ambiente, sistemi energetici e ambientali sostenibili, aerospazio e tecnologie collegate, con programmi di spesa fino a 500.000. 

L’ammissibilità dei progetti deve essere riconducibile alle aree di innovazione individuate nella Strategia Smart Puglia 2030, tra cui Manifattura sostenibile; Salute dell’uomo e dell’ambiente; Comunità digitali creative. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in c/impianti, sovvenzione soggetta a condizione, prestito agevolato e sovvenzione c/esercizio. 

Per gli investimenti produttivi, le agevolazioni copriranno il 40% a fondo perduto, il 40% nella forma del finanziamento agevolato e, a specifiche condizioni, un ulteriore 20% nella forma di sovvenzione (parte del mutuo si può trasformare in contributo a fondo perduto), raggiungendo così il 100% delle spese. 

Per i costi di funzionamento, è prevista la copertura del 90% delle voci ammissibili nella forma del fondo perduto in c/esercizio. 

La scheda di approfondimento dell’avviso pubblico, gestito da Puglia Sviluppo, è consultabile qui


Bando Turismo e Gusto Regione Basilicata: prorogata la scadenza al 31 marzo 2026

La Regione Basilicata ha disposto la proroga della scadenza dell’avviso “Turismo e Gusto”, estendendo il termine per la presentazione delle domande di agevolazione al 31 marzo 2026. La misura rappresenta un’importante opportunità per le imprese del settore turistico e della ristorazione interessate a realizzare programmi di investimento finalizzati all’innovazione, alla qualificazione e al rilancio dell’offerta turistica regionale.

L’incentivo prevede la concessione di contributi a fondo perduto a favore di imprese di tutte le dimensioni, già costituite e iscritte al Registro Imprese, con sede attiva o da attivare nel territorio della Basilicata. Gli interventi finanziabili riguardano, tra gli altri, l’avvio di nuove attività, l’ampliamento e la riqualificazione di strutture esistenti, nonché lo sviluppo di attività complementari nel comparto turistico-ricettivo e della ristorazione.

Le agevolazioni coprono una quota significativa degli investimenti ammissibili, con percentuali differenziate in base alla dimensione dell’impresa e nel rispetto dei massimali previsti per le strutture ricettive e per quelle di ristorazione. Sono ammesse spese per opere edili e impiantistiche, acquisto di attrezzature e tecnologie, investimenti immateriali e servizi di consulenza, nel rispetto delle soglie minime di investimento stabilite dall’avviso.

La proroga della scadenza offre alle imprese un tempo aggiuntivo per valutare le opportunità offerte dalla misura e strutturare progetti di investimento coerenti con gli obiettivi dell’intervento.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

Legge di Bilancio 2026: raddoppiata aliquota del Credito di Imposta per Design e Ideazione Estetica.

Moda, arredo, ceramica, agroalimentare, packaging. Meccanica di prodotto, retail evoluto, cosmetica e oggettistica di qualità: sono i settori industriali in cui il credito di imposta per Design e Ideazione Estetica, confermato nella legge di Bilancio 2026, impatta maggiormente a tutela della creatività. 
Ammonta a 60 milioni di euro il plafond complessivo messo a disposizione per le imprese che realizzano in particolare attività di progettazione e sviluppo dell’estetica di nuovi prodotti, design industriale, packaging innovativo, ideazione di collezioni (moda, arredo, accessori, food design), definizione di nuovi concept di prodotto.

Con un’aliquota del 10% sulle spese ammissibili, raddoppiata rispetto al 2025, l’agevolazione copre le spese legate all’innovazione estetica e al design per prodotti industriali e artigianali, con un massimale di 2 milioni di euro annui, da calcolare al netto di eventuali altri contributi pubblici ricevuti sulle stesse spese.

Tra i costi coperti dal credito rientrano: personale tecnico e/o ricercatori dipendenti impiegati in attività di design: consulenze di designer, studi di progettazione e agenzie creative; prototipi, mock-up e campionature; software di progettazione e modellazione; attività di sviluppo dell’estetica e dell’ergonomia del prodotto e tutto ciò che serve per trasformare un’idea in un prodotto con un’identità forte e riconoscibile.

Un credito che si integra con gli altri incentivi. Infatti può essere cumulato con altre agevolazioni, nazionali e regionali. L’impresa può utilizzarlo in un’unica quota annuale ma è tenuta a trasmettere telematicamente al Ministero delle imprese e del made in Italy una comunicazione specifica contenente l’ammontare delle spese sostenute e il relativo credito maturato, seguendo modalità e termini che verranno definiti da un successivo decreto direttoriale.

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Iperammortamento 2026–2028: in arrivo il decreto attuativo MIMIT–MEF, cosa devono sapere le imprese

La Legge di Bilancio 2026 reintroduce lo strumento dell’Iperammortamento per il triennio 2026–2028, confermando un’agevolazione fiscale strategica per le imprese che investono in innovazione, digitalizzazione ed energia da fonti rinnovabili. Si è ora in attesa del decreto interministeriale MIMIT–MEF, già trasmesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e che definirà nel dettaglio le modalità operative di accesso al beneficio.

L’agevolazione è rivolta a tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione aziendale o dal regime contabile adottato, purché gli investimenti siano destinati a strutture produttive situate in Italia. Restano esclusi i lavoratori autonomi, i soggetti in regime forfetario e le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale. Per accedere all’Iperammortamento è inoltre necessario essere in regola con la normativa sulla sicurezza sul lavoro e con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Il beneficio consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, che si traduce in una più elevata deducibilità delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing. Gli investimenti devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e, entro tale termine, devono risultare effettivamente realizzati secondo l’articolo 109 del TUIR. Le aliquote di maggiorazione sono articolate per scaglioni di investimento e possono arrivare fino al 180%, decrescendo al crescere dell’importo investito.

Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali materiali e immateriali nuovi, inclusi nelle apposite Tabelle IV e V della Legge Finanziaria 2026, a condizione che siano interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Sono inoltre ammessi i beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, anche a distanza, inclusi i sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Uno degli elementi di maggiore novità introdotti dalla nuova disciplina è il rafforzamento del vincolo territoriale: i beni agevolabili devono essere prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo. Il decreto attuativo chiarisce come dimostrare l’origine dei beni, distinguendo tra beni materiali e beni immateriali. Per macchinari, impianti, robot, sistemi digitali, infrastrutture di calcolo e soluzioni di cybersecurity, l’attestazione dell’origine dovrà avvenire secondo le regole del Codice Doganale dell’Unione Europea, mediante certificati di origine o documentazione equivalente riconosciuta ai fini doganali. Per i beni immateriali, come software, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale, è invece prevista una disciplina specifica, basata su una dichiarazione del produttore o del licenziante che attesti l’origine del bene secondo i criteri stabiliti dal decreto.

Il provvedimento definisce anche gli adempimenti documentali necessari per accedere all’agevolazione, inclusi i modelli di dichiarazione e l’obbligo di conservare tutta la documentazione probatoria per un periodo di dieci anni. Questo aspetto rende particolarmente importante una corretta pianificazione degli investimenti e una gestione accurata della compliance fiscale.

Alla luce delle nuove regole, per le imprese che intendono utilizzare l’Iperammortamento diventa essenziale verificare preventivamente la conformità dei beni al requisito di origine UE/SEE, soprattutto in presenza di tecnologie complesse o beni immateriali, predisporre una documentazione solida e coerente con le indicazioni del decreto e valutare l’impatto degli adempimenti sui tempi e sulle modalità di realizzazione degli investimenti. Un’analisi tecnica e fiscale puntuale consente di massimizzare il beneficio e ridurre il rischio di contestazioni, trasformando l’Iperammortamento in una leva concreta per la crescita e l’innovazione aziendale.

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ZES Unica 2026–2028: un’opportunità strategica per investire e crescere nel Mezzogiorno

Tra le misure più rilevanti a sostegno degli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree ammesse di Umbria e Marche, la ZES Unica 2026-2028 rappresenta una un’occasione strategica per trasformare un’agevolazione fiscale in un motore di crescita.
La ZES Unica è infatti un credito d’imposta particolarmente vantaggioso, riconosciuto per la realizzazione di nuovi impianti, l’ampliamento della capacità produttiva o la diversificazione delle unità produttive esistenti all’interno della ZES. Le imprese possono finanziare l’acquisto di beni strumentali nuovi, come macchinari, impianti e attrezzature, anche tramite leasing finanziario, nonché l’acquisizione di terreni e fabbricati (fino al 50% del valore complessivo del progetto).

Uno dei principali punti di forza della ZES Unica è l’elevata intensità dell’aiuto, che può arrivare fino al 70% dell’investimento per le micro e piccole imprese, fino al 60% per le medie e fino al 50% per le grandi imprese, con percentuali che variano in funzione dell’ubicazione dell’intervento.

La misura sostiene progetti di dimensione rilevante, con investimenti ammissibili compresi tra 200 mila e 100 milioni di euro, offrendo quindi spazio sia alle PMI che intendono spingere la propria crescita, sia alle grandi imprese che pianificano interventi industriali strutturati. Inoltre, la programmazione triennale 2026–2028 garantisce continuità e prevedibilità, grazie alla certezza dei periodi temporali agevolabili che vanno dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascuna delle annualità previste dalla Finanziaria.

Le domande di prenotazione del credito d’imposta potranno essere presentate annualmente all’Agenzia delle Entrate, tra il 31 marzo e il 30 maggio, con una successiva comunicazione integrativa a conclusione degli investimenti. Un iter chiaro che, se accompagnato da una corretta progettazione e da un’adeguata assistenza tecnica, permette alle imprese di sfruttare appieno i benefici della misura.

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Manovra di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per le imprese

Mix di incentivi fiscali, rifinanziamenti strutturali e strumenti territoriali. Il tratto distintivo della manovra è la selettività: risorse, vincolate a innovazione, sostenibilità, localizzazione produttiva e filiere strategiche.

Iperammortamento: ritorno rafforzato e più mirato

Tra le misure di maggiore impatto spicca il nuovo Iperammortamento, che torna con percentuali molto elevate (fino al 180%) per investimenti in beni 4.0 e per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
La vera novità è la forte integrazione tra digitalizzazione ed energia, con incentivi specifici per impianti fotovoltaici ad alta efficienza, a condizione che i moduli siano prodotti nell’Unione europea. Un segnale chiaro di politica industriale che intreccia transizione digitale, green e autonomia strategica europea.
Attenzione però alle regole di esclusione: la misura non è cumulabile con Transizione 4.0 e richiede una situazione aziendale “pulita” (DURC regolare, assenza di procedure concorsuali o sanzioni interdittive).

ZES e ZLS: la leva territoriale diventa strutturale

La Zona Economica Speciale viene rifinanziata su base triennale (2026-2028) con dotazioni significative e una platea territoriale ampliata (entrano anche Umbria e Marche). La misura resta centrale per chi investe in nuovi impianti, ampliamenti o diversificazioni produttive.
Elemento chiave per gli imprenditori è la programmazione temporale: finestre annuali ben definite per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate e obbligo di comunicazione integrativa a investimento realizzato. La gestione corretta delle scadenze diventa determinante quanto la qualità dell’investimento.
Accanto alla ZES, vengono rafforzate anche le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), con un credito d’imposta dedicato ai territori portuali e retroportuali, confermando la centralità della logistica nelle strategie di sviluppo.

Agricoltura, pesca e acquacoltura: incentivi dedicati e più intensi

Il settore primario beneficia di un pacchetto articolato di misure:

  • Credito d’imposta 4.0 al 40% per investimenti fino a 1 milione di euro;
  • ZES Agricoltura, Pesca e Acquacoltura con fondi dedicati nel 2026;
  • Rideterminazione al rialzo delle percentuali ZES 2025 per imprese agricole e forestali.

Qui la peculiarità è la specializzazione degli strumenti: l’accesso agli incentivi è alternativo (non cumulabile con Iperammortamento o Transizione 4.0), ma le aliquote sono elevate. Fondamentale la certificazione delle spese, che diventa parte integrante del beneficio.

Nuova Sabatini: continuità e certezze per le MPMI

La Nuova Sabatini viene nuovamente rifinanziata, confermandosi lo strumento più stabile per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese. L’ampliamento delle risorse per il 2026 e 2027 garantisce continuità operativa, con un perimetro settoriale molto ampio (inclusi agricoltura e pesca).
Rimane sempre una misura efficace per investimenti ordinari in macchinari, attrezzature e software.

Contratti di sviluppo e turismo: focus su grandi progetti e filiere

I Contratti di sviluppo ricevono nuova linfa finanziaria dal 2027, confermando il loro ruolo nel sostenere grandi programmi industriali, anche con componenti di ricerca e innovazione.
Sul fronte turismo, viene istituito un fondo triennale da 50 milioni l’anno per contributi anche a fondo perduto: una misura potenzialmente rilevante, ma la cui efficacia dipenderà molto dai decreti attuativi.

Altri segnali da non sottovalutare

Completano il quadro:

  • un Fondo Transizione 4.0 per coprire investimenti già effettuati entro il 2025 e per i quali sono state già presentate le comunicazioni al GSE;
  • interventi mirati su cultura e industria musicale;
  • un Fondo per il benessere psicologico che introduce, per la prima volta, incentivi alle imprese che investono nel supporto psicologico ai dipendenti;
  • misure dedicate alle imprese energivore, agganciate alla logica di Transizione 5.0.

La Manovra 2026 non punta a incentivi “a pioggia”, ma a scelte selettive: chi investe in tecnologia, energia, filiere strategiche e territori prioritari trova strumenti potenti, ma complessi. Per le imprese, la vera sfida non è solo decidere se investire, ma come e con quale combinazione di misure, pianificando per tempo e con un’attenta regia tecnica e finanziaria.

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In fase di attivazione il Bando ISI INAIL

È in fase di attivazione il Bando ISI INAIL, una delle misure più rilevanti a livello nazionale per le imprese che intendono investire concretamente nella salute e sicurezza dei lavoratori, riducendo i rischi rispetto alle condizioni preesistenti. L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto, in Regime De Minimis, ed è rivolta a micro, piccole, medie e grandi imprese su tutto il territorio nazionale, con possibilità di accesso differenziate in base all’asse di finanziamento prescelto.

Uno degli elementi di maggiore interesse per i beneficiari è l’ampiezza degli interventi finanziabili: il bando sostiene progetti non ancora avviati che riguardano l’acquisto di macchinari e attrezzature più sicure, impianti, interventi edili, certificazioni, consulenze specialistiche e l’adozione di modelli organizzativi avanzati. I progetti sono suddivisi in cinque Assi di intervento, che coprono dalla riduzione dei rischi infortunistici e tecnopatici alla bonifica dell’amianto, fino alle misure dedicate a micro e piccole imprese di specifici settori, incluse quelle agricole.

Dal punto di vista finanziario, la misura si distingue per intensità di aiuto particolarmente elevate, che arrivano fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli Assi e fino all’80% per i progetti legati ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per alcune tipologie di imprese agricole, compresi i giovani agricoltori. Il contributo può variare da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro, con condizioni di accesso agevolate per le imprese con meno di 50 dipendenti che investono in modelli organizzativi strutturati.

Le domande saranno valutate con procedura a sportello, secondo una calendarizzazione che sarà definita e aggiornata da INAIL. Per i beneficiari è fondamentale pianificare per tempo gli interventi, verificare la coerenza del progetto con l’Asse di riferimento e predisporre una documentazione tecnica e amministrativa solida, così da massimizzare le possibilità di accesso al contributo e l’impatto dell’investimento sulla sicurezza aziendale.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Welfare Aziendale Taranto JTF: contributi a fondo perduto per il benessere organizzativo

Coniugare crescita, responsabilità sociale e attenzione alle persone. È attiva la misura Welfare Aziendale Taranto JTF, un’opportunità di finanziamento a fondo perduto pensata per le PMI e i liberi professionisti con sede operativa in provincia di Taranto che intendono investire nel benessere dei lavoratori e nel miglioramento dell’organizzazione aziendale. L’agevolazione sostiene la realizzazione di Piani di conciliazione vita-lavoro e benessere organizzativo, con una durata massima di 12 mesi, finalizzati ad aumentare la produttività e la qualità della vita in azienda.

Il contributo è concesso in regime de minimis e copre fino al 75% delle spese ammissibili, percentuale che può salire all’80% per le imprese in possesso della certificazione di parità di genere, nel rispetto del limite massimo di 300.000 euro nell’arco di tre anni. Un aspetto centrale da considerare per i beneficiari è la struttura del piano di spesa: almeno il 70% dei costi deve essere destinato a misure di welfare a supporto della salute, mentre gli investimenti per la flessibilità organizzativa hanno limiti ben definiti per garantire l’equilibrio del progetto.

La misura finanzia interventi concreti come l’introduzione di orari flessibili e soluzioni organizzative innovative, anche attraverso l’acquisto di software e strumenti ICT, ma soprattutto voucher o rimborsi per spese sanitarie e di benessere dei lavoratori e dei loro familiari. Rientrano, ad esempio, le spese per la tutela della maternità, la prevenzione e diagnosi precoce di patologie, le cure dentarie, gli ausili protesici e i servizi di supporto psicologico e psico-fisico, con un tetto massimo di 5.000 euro per dipendente previsto dal piano.

Per accedere al bando è fondamentale verificare alcuni requisiti chiave: l’impresa deve essere regolarmente iscritta ai registri competenti, avere il DURC in regola, disporre di almeno un lavoratore iscritto nel Libro Unico del Lavoro presso la sede di Taranto e non rientrare nei casi di pantouflage. Le domande potranno essere presentate a sportello, esclusivamente in modalità telematica, a partire dalle ore 12 del 15 gennaio 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

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Riconversione delle aree di crisi industriale di Trieste: al via le agevolazioni con la legge 181/1989

Aiuti per il Territorio dell’area di crisi industriale complessa di Trieste. Con apposita circolare, il 16 dicembre scorso, è stata disposta la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione per progetti di riconversione e riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Trieste.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, a eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 26 febbraio 2026 fino alle ore 12:00 del 23 aprile 2026. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

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Facility Parco Agrisolare: in attivazione misura a fondo perduto per il fotovoltaico in agricoltura 

 
Con la pubblicazione del decreto Facility Parco Agrisolare, il MASAF ha definito le direttive necessarie all’attuazione dell’agevolazione a fondo perduto atta a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi.  
 
La misura nazionale PNRR incentiva in particolare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici aziendali, inclusi quelli destinati all’attività agrituristica, accompagnata da interventi complementari di efficientamento energetico e riqualificazione strutturale

Beneficiari sono imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, anche in forma aggregata attraverso ATI, RTI o Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), purché regolarmente costituiti, iscritti al Registro Imprese e con DURC in regola. In fase di valutazione sarà riconosciuta priorità ai progetti che non hanno già beneficiato del Bando “Parco Agrisolare” e a quelli presentati da soggetti iscritti alla Rete Agricola di Qualità

La misura finanzia interventi da realizzare entro 18 mesi, per l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 6 e 1.000 kWp, includendo anche sistemi di accumulo, costi di connessione alla rete, rimozione dell’amianto, isolamento e ventilazione dei tetti, nonché spese tecniche e professionali.  

È previsto un contributo fino all’80% per le imprese dell’agricoltura primaria e della trasformazione di prodotti agricoli che restano tali, mentre per specifiche tipologie di intervento l’intensità dell’aiuto potrà variare dal 30% al 65%, in funzione delle caratteristiche del progetto e del regime applicabile. Resta fermo il limite massimo di spesa ammissibile di 1.500 euro/kWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, mentre per gli altri massimali si dovrà attendere l’Avviso Pubblico. 

Le domande potranno essere presentate solo dopo la pubblicazione degli Avvisi del MASAF.  
 
Per saperne di più, scarica la scheda di approfondimento.  

Formazione continua Calabria: contributi a fondo perduto per lo sviluppo delle competenze

Ai nastri di partenza il bando Formazione Continua Calabria, una misura regionale che sostiene la crescita delle competenze e la riqualificazione del capitale umano attraverso contributi a fondo perduto destinati a imprese di tutte le dimensioni, lavoratori autonomi e liberi professionisti con sede operativa in Calabria.

Possono accedere alla misura i soggetti regolarmente iscritti ai registri di riferimento e con DURC in regola, mentre restano escluse le imprese che negli ultimi dodici mesi abbiano ridotto il personale o effettuato sospensioni e licenziamenti collettivi.

Il bando finanzia progetti formativi individuali o collettivi, con un numero di partecipanti variabile e una durata massima di 300 ore, purché coerenti con una delle aree strategiche della S3 regionale, che spaziano dall’Agricoltura 4.0 alla Blue Economy, passando per digitale, turismo, smart manufacturing ed economia circolare.

Le agevolazioni possono essere concesse sia in regime di De Minimis, con copertura fino al 100% della tariffa oraria ammissibile entro il limite di 300.000 euro in tre anni, sia ai sensi del Regolamento 651/2014, con intensità di aiuto differenziata in base alla dimensione dell’impresa. Tra le spese ammissibili rientrano i costi dei formatori, le spese di esercizio e consulenza legate ai progetti formativi, i costi dei partecipanti e le spese generali indirette.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 dell’8 gennaio 2026, esclusivamente tramite procedura telematica, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando.

Riconversione delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela: al via le agevolazioni con la legge 181/1989

Rilancio delle attività imprenditoriali e salvaguardia dei livelli occupazionali. Con apposita circolare è stata disposta la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione per progetti di riconversione e riqualificazione dei territori delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, a eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 26 novembre 2025 fino a esaurimento fondi. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

Per approfondimenti, scarica la scheda del bando.

STEP Sicilia: attiva la nuova agevolazione regionale per investimenti innovativi e progetti di R&S

Produzione e sviluppo di tecnologie critiche innovative nei settori digitale, deep-tech, transizione green, biotecnologie, medicinali e materie prime strategiche: è attiva STEP Sicilia, la misura regionale che mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere imprese e aggregazioni con sede operativa in Sicilia interessate a realizzare investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e ridurre la dipendenza dell’Unione Europea da Paesi terzi.

Sono ammesse a partecipare imprese di qualsiasi dimensione e specifiche forme di aggregazione, iscritte al Registro Imprese, con DURC regolare, in regime di contabilità ordinaria e con adeguata capacità finanziaria. La misura finanzia attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e investimenti produttivi, che devono contribuire allo sviluppo e alla successiva fabbricazione su scala commerciale di tecnologie in grado di raggiungere un livello di maturità TRL 9 prima della conclusione del progetto.

Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, con intensità variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia dell’intervento: per gli investimenti produttivi il contributo può arrivare fino al 70% per le piccole imprese, mentre per i progetti di ricerca e sviluppo le percentuali possono raggiungere l’80% per la ricerca industriale e il 60% per lo sviluppo sperimentale. Le spese ammissibili comprendono, tra le altre, l’acquisto e l’adeguamento di immobili e terreni, attrezzature e macchinari, software e licenze, consulenze specialistiche, costi del personale di ricerca, ammortamenti e altri costi operativi strettamente connessi ai progetti.

Le domande preliminari possono essere presentate attraverso il portale dedicato a partire dal 15 dicembre 2025 e fino al 13 febbraio 2026. Il nostro team offre supporto completo alle imprese interessate, dalla verifica dei requisiti alla definizione del progetto, dalla predisposizione della domanda all’assistenza durante tutto l’iter istruttorio e fino alla rendicontazione finale degli interventi.

Per maggiori informazioni, scarica la scheda del bando e contatta un esperto di AR Consulenza Bari.

Voucher nazionale per cloud e cyber security: sostegno a PMI e professionisti

Ai nastri di partenza il nuovo voucher nazionale dedicato ai servizi di cloud computing e cyber security, rivolto a PMI e lavoratori autonomi di tutto il territorio italiano, rappresenta un’occasione strategica per rafforzare sicurezza e innovazione nei processi digitali delle imprese.

La misura, accessibile a sportello, offre un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, per l’acquisto di servizi digitali innovativi non ancora disponibili presso il beneficiario.

Il bando finanzia interventi tra 4.000 e 40.000 euro, con progetti realizzabili entro dodici mesi. Sono ammesse soluzioni hardware e software per la sicurezza informatica, servizi cloud infrastrutturali e applicazioni SaaS, oltre a supporto e configurazione specialistica. Possono partecipare imprese e professionisti in possesso di connessione internet adeguata e polizza contro calamità naturali, mentre restano escluse le realtà dell’agricoltura primaria, pesca e acquacoltura. Le domande saranno presentabili tramite portale online dopo la pubblicazione del provvedimento ministeriale.
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Formazione Continua Basilicata: aperto il bando regionale per aggiornare le competenze del personale

C’è tempo fino alle 18.00 del 31 dicembre 2026 per partecipare al bando pubblicato dalla Regione Basilicata dedicato alla formazione continua rivolto a PMI e Grandi Imprese che operano sul territorio lucano. L’obiettivo è sostenere percorsi di aggiornamento professionale che accompagnino l’innovazione dei processi aziendali e migliorino l’organizzazione interna delle imprese. Una misura strategica che punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale attraverso il potenziamento delle competenze dei lavoratori.

Possono presentare domanda le imprese con sede operativa in Basilicata e con DURC regolare, attive in un vasto ventaglio di settori che spazia dall’agricoltura alla meccanica, dai servizi digitali al turismo, includendo anche filiere emergenti come deep tech, tecnologie pulite e biotecnologie. I progetti formativi, della durata massima di 180 giorni, potranno essere monoaziendali o pluriaziendali e saranno finanziati in base alle ore effettive di formazione svolte.

Il contributo è concesso a fondo perduto, secondo il regime De Minimis o il Regolamento 651/2014. La tariffa oraria massima è pari a 23,99 euro ora/allievo, con un’intensità di aiuto che arriva al 52,44% per le PMI e al 50% per le grandi imprese.

Le domande possono essere inoltrate esclusivamente online fino alle ore 18 del 31 dicembre 2026, dando alle imprese un ampio margine di tempo per strutturare percorsi formativi mirati alle proprie esigenze e alle trasformazioni tecnologiche in atto.

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Turismo Sicilia: prorogata la data di scadenza del bando da 135 milioni di euro

C’è tempo fino al 26 febbraio 2026 per partecipare all’avviso pubblico emanato dalla Regione Sicilia nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 20212027, destinato a rafforzare l’accoglienza turistica con una dotazione di 135 milioni di euro per agevolare, a fondo perduto, le micro, piccole, medie e grandi imprese – dagli alberghi ai B&B, campeggi, rifugi, case vacanza, ostelli, etc.

Sono concessi contributi da 50.000€ fino a 3,5milioni per singola impresa e gli interventi ammessi riguardano ristrutturazione, ammodernamento o riattivazione di strutture esistenti; realizzazione o riconversione di immobili in strutture turistico ricettive; recupero di immobili o interventi funzionali sulle strutture. 

Gli interventi devono rispettare le normative urbanistiche e ambientali, senza consumare nuovo suolo né aumentare la cubatura. I termini di realizzazione sono di 24 mesi dalla concessione del contributo.  

Un’opportunità importante per le imprese turistiche siciliane che desiderano investire in qualità, sostenibilità e innovazione dell’offerta. 

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“Cultura Cresce”: al via gli incentivi nazionali per rafforzare le imprese culturali nel Mezzogiorno 

Musica, audiovisivo, patrimonio culturale, arti visive, architettura, design, editoria, moda e artigianato artistico: è attivo il bando “Cultura Cresce” che punta alla crescita, all’innovazione e al consolidamento delle imprese culturali e creative situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

Capo A, B e C sono le tre linee di intervento dell’avviso accomunate dalla finalità di favorire investimenti materiali e immateriali, tra cui impianti, attrezzature, arredi, mezzi tecnici, software, licenze, brevetti, marchi, altri beni immateriali, opere murarie, consulenze nonché spese di gestione, ma differenziati in base alla natura dei beneficiari e alle dimensioni economiche dei progetti. 

Capo A è riservato alle micro, piccole e medie imprese già consolidate, attive da oltre cinque anni e con sede operativa in una delle regioni interessate. Per queste realtà mature, è prevista la possibilità di candidare progetti fino a 2,5 milioni di euro. Le agevolazioni coprono fino all’80% delle spese ammissibili, suddivise in un finanziamento a tasso zero pari al 50% e un contributo a fondo perduto fino al 30%. 

Capo B si rivolge invece alle imprese più giovani, costituite da meno di cinque anni, e alle persone fisiche che intendano avviare una nuova impresa culturale e creativa entro sessanta giorni dall’ammissione. Anche in questo caso l’importo massimo del progetto può raggiungere i 2,5 milioni di euro, con un’agevolazione strutturata analogamente a quella del Capo A.  

Capo C è dedicato agli enti del Terzo Settore, alle imprese sociali, alle associazioni e alle fondazioni che svolgono attività economica nell’ambito culturale e creativo. Per questi soggetti è previsto un budget più contenuto, fino a 500.000 euro, con un’agevolazione che mantiene la copertura fino all’80% dell’investimento ma suddivisa equamente in finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, ciascuno fino al 40%.  

Tra i requisiti specifici per tutti i potenziali beneficiari, l’iscrizione al Registro delle Imprese (o REA/RUNTS nei casi previsti), la qualifica di impresa culturale e creativa, la regolarità contributiva e la stipula delle assicurazioni obbligatorie contro i danni catastrofali laddove stabilito dalla normativa. 

Sarà possibile presentare domanda a partire dal 10 dicembre 2025 alle ore 12.00 tramite portale di Invitalia. La procedura a sportello premierà chi sarà più tempestivo: l’accesso alle risorse sarà garantito in base all’ordine cronologico di presentazione fino al completo esaurimento dei fondi. 
 

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Cultura Cresce Imprese > 5 anni 
Cultura Cresce Imprese < 5 anni 
Cultura Cresce– Imprese Sociali- No Profit  


Credito d’imposta per materiali di recupero 2024: incentivi fino a 20.000 euro

È ufficialmente attivo il bando nazionale “Credito d’imposta – Materiale di consumo 2024”, rivolto alle imprese di ogni dimensione che operano sull’intero territorio italiano. L’agevolazione sostiene gli investimenti effettuati nel corso del 2024 per l’acquisto di imballaggi e prodotti realizzati con materiali provenienti da filiere di recupero o da raccolta differenziata, incentivando pratiche aziendali orientate all’economia circolare.

L’incentivo prevede un credito d’imposta pari al 36% delle spese ammissibili, fino a un massimo annuale di 20.000 euro per impresa, utilizzabile esclusivamente tramite modello F24 e con applicazione del regime de minimis. Tra le spese riconosciute rientrano prodotti in plastica rigenerata da circuito post-consumo, imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla UNI EN 13432:2002, nonché imballaggi in carta, cartone, legno non impregnato, alluminio e vetro derivanti da raccolta differenziata.

Possono accedere al beneficio le imprese regolarmente iscritte al Registro Imprese, con sede in Italia e che abbiano sostenuto le spese ammissibili nel 2024. La finestra temporale per la presentazione delle domande sarà aperta dalle ore 12:00 del 1° dicembre 2025 fino alle ore 12:00 del 30 gennaio 2026, tramite piattaforma online dedicata.

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STEP Campania II Edizione: al via le agevolazioni per innovazione, transizione green e digitale

È in fase di attivazione la seconda edizione del bando STEP Campania, una misura strategica pensata per sostenere gli investimenti delle imprese che puntano su innovazione tecnologica, transizione verde e digitale e sviluppo di soluzioni avanzate nei settori deep-tech e biotech. L’iniziativa, rivolta alle aziende di qualsiasi dimensione con sede operativa in Campania (o che intendano attivarla entro l’avvio del progetto), mette a disposizione contributi a fondo perduto per progetti ad alto impatto innovativo, con durata massima di 24 mesi e un investimento minimo pari a 1 milione di euro.

L’obiettivo del bando è favorire la realizzazione di interventi in grado di apportare al mercato elementi emergenti e all’avanguardia, con elevato potenziale economico, oppure di contribuire alla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Unione Europea. Sono ammissibili sia investimenti produttivi che attività di ricerca e sviluppo, purché rientranti nei settori delle tecnologie digitali e deep-tech, delle tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse e delle biotecnologie.

Il contributo massimo varia a seconda della tipologia progettuale e della dimensione aziendale, arrivando fino al 70% per i piccoli progetti di investimento produttivo e fino all’80% per la ricerca industriale. Dall’acquisto di macchinari e tecnologie, fino a costi di personale, ricerca contrattuale e consulenze specialistiche, il bando si propone come uno strumento altamente competitivo per la crescita tecnologica territoriale.

Le domande potranno essere presentate online dal 4 febbraio 2026 fino alle ore 16:00 del 26 febbraio 2026. Vista la complessità della misura e l’elevato livello di innovazione richiesto, è fondamentale strutturare fin da subito proposte progettuali solide, sostenibili e coerenti con i requisiti previsti.

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Startup Innovative Calabria: scadenza il 30 giugno 2026

L’iniziativa Startup Innovative Calabria sostiene la nascita e il consolidamento di nuove realtà imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico sul territorio regionale, in linea con le priorità della Strategia di Specializzazione Intelligente 2021-2027. Il bando, aperto fino al 30 giugno 2026, si rivolge sia a persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa, sia a imprese già avviate da meno di cinque anni, chiamate a dimostrare adeguata capacità economico-finanziaria per realizzare i loro progetti.

Previsto un contributo a fondo perduto pari al 75% delle spese ritenute ammissibili. Tra queste rientrano investimenti in attrezzature, impianti tecnologici, hardware, software e servizi in cloud, ma anche brevetti, know-how e altre forme di proprietà intellettuale utili ai processi di innovazione. Sono previsti inoltre costi per consulenze tecnologiche, marketing, attività di incubazione e accelerazione, oltre a materiali, forniture e canoni strettamente legati alla realizzazione del progetto. Completano il quadro le spese di personale e le spese generali calcolate in forma forfettaria.

Il bando esclude i progetti riconducibili alla pesca, all’acquacoltura, all’agricoltura primaria e alle attività di trasformazione non classificabili come agroindustria.

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Staff House Ministero del Turismo: prorogata la data di scadenza

C’è tempo fino al 19 dicembre 2025 per partecipare alla misura nazionale promossa dal Ministero del Turismo “Staff House”, intervento nazionale dedicato al miglioramento del benessere dei lavoratori del comparto turistico-ricettivo attraverso contributi a fondo perduto destinati alle imprese di ogni dimensione. L’agevolazione sostiene progetti compresi tra 500 mila e 5 milioni di euro finalizzati alla riqualificazione, all’ammodernamento o alla realizzazione di alloggi da destinare ai dipendenti, con canoni calmierati almeno del 30% rispetto ai valori medi di mercato. Possono partecipare le imprese iscritte al Registro Imprese con i codici ATECO previsti, operanti nelle sezioni 55, 56, 93 e 96, comprese le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole e ittiche, gli stabilimenti balneari e i centri termali, purché in regola con il DURC e con sede legale e operativa in Italia. Sono ammesse anche società inattive, purché dimostrino l’avvio delle opere propedeutiche all’attività. Il contributo, variabile in base alla tipologia di intervento e alla localizzazione, può arrivare fino al 60% per micro e piccole imprese del Mezzogiorno e include anche il sostegno ai canoni di locazione degli alloggi destinati al personale. Le spese finanziabili comprendono opere edilizie e impiantistiche orientate all’efficientamento energetico, alla sostenibilità e alla sicurezza, nonché l’acquisto di impianti, attrezzature e arredi. Le domande potranno essere compilate sulla piattaforma Invitalia dal 17 novembre e inviate dal 21 novembre fino al 19 dicembre 2025.

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Prorogata data invio domande “DIGIT IMPRESE – Azione 1.1.2”: opportunità di innovazione tecnologica per imprese siciliane

Contributi a fondo perduto per progetti di innovazione tecnologica, digitale e green. Prorogata al 15 dicembre 2025, la data di invio delle domande tramite procedura telematica per il bando DIGIT IMPRESE – Azione 1.1.2” rivolto alle micro, piccole e medie Imprese della Sicilia in forma singola o aggregata, (consorzi, reti d’impresa, società consortili), attive da almeno 12 mesi e con sede in Sicilia.
Le risorse a fondo perduto puntano a rafforzare la competitività, introdurre nuove competenze in azienda, accelerare i processi di digitalizzazione e sostenibilità, migliorare la tutela della proprietà intellettuale e facilitare l’ingresso sui mercati con prodotti e servizi innovativi.
Sono ammissibili programmi di:

Innovazione di prodotti, processi e modelli organizzativi (upgrading tecnologico); accelerazione dei processi di innovazione, riducendo tempi e rischi di adozione di nuove soluzioni; servizi qualificati: tutela della proprietà intellettuale, inserimento di personale altamente qualificato, consulenza per transizione digitale e verde, accesso a infrastrutture di test e sperimentazione, accompagnamento al mercato e certificazioni.

Le agevolazioni prevedono 50% di contributo per brevetti e personale altamente qualificato; 80% di contributo per servizi di consulenza e sostegno all’innovazione, fino a 220.000 € in tre anni. Gli importi complessivi dei progetti possono arrivare fino a 60.000 € per microimprese, 100.000 € per piccole imprese e 150.000 € per medie imprese.
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Prorogata data invio domande “DIGIT IMPRESE – Azione 1.2.2”: sostegno alla transizione digitale delle imprese siciliane

A fondo perduto, in Regime di De Minimis e a sostegno della trasformazione digitale.
È pari all’80% l’agevolazione prevista dal bando DIGIT IMPRESE – Azione 1.2.2 rivolto alle imprese siciliane con l’obiettivo di facilitare i processi di innovazione attraverso percorsi di transizione digitale.

La finestra di accesso per partecipare e inoltrare domanda sarà aperta a partire dalle ore 12 del 2 dicembre ed entro la stessa ora del 16 dicembre 2025. La misura sostiene progetti di valore compreso tra 20.000 e 150.000€ e finanzia spese di consulenze specialistiche, software gestionali, piattaforme di e-commerce, sistemi digitali per la logistica, soluzioni avanzate come intelligenza artificiale, blockchain, big data, cloud e cybersecurity, oltre all’acquisto di attrezzature tecnologiche funzionali alla digitalizzazione.

Le imprese possono avvantaggiarsi di un’opportunità concreta per investire in innovazione con un impegno economico ridotto e con un supporto concreto all’adozione di tecnologie di ultima generazione.

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Nuova data di scadenza per agevolazioni alle imprese nell’Area di Crisi Terni-Narni

Prorogata al 6 marzo 2026 per le micro, piccole e medie imprese la data di scadenza per accedere al bando “UMBRIA FSC 2021-2027 – Area di Crisi Terni-Narni”, finalizzato a rilanciare il tessuto produttivo locale e a promuovere la transizione tecnologica e sostenibile del territorio.

L’agevolazione prevede contributi a fondo perduto per progetti di investimento compresi tra 200.000 euro e 10 milioni di euro, di durata massima di 36 mesi. Le imprese possono presentare iniziative volte alla creazione di nuove unità produttive oppure all’ampliamento e alla riqualificazione di quelle esistenti, introducendo soluzioni innovative di prodotto o di processo, oppure acquisendo stabilimenti che rischierebbero la chiusura senza il sostegno pubblico. Il bando finanzia inoltre interventi dedicati alla tutela ambientale, con l’obiettivo di innalzare gli standard delle attività aziendali in coerenza con i principi europei.

Possono partecipare le MPMI costituite in forma societaria che abbiano una sede o un’unità produttiva attiva nell’Area di Crisi Complessa Terni-Narni, regolarmente iscritta alla Camera di Commercio e con un codice ATECO 2025 tra quelli ammessi dal bando. È richiesto che le imprese siano operative, in contabilità ordinaria e in regola con i requisiti previsti dalla normativa. Sono escluse le attività agricole, commerciali e turistiche.

L’intensità del contributo varia in base alla tipologia di investimento e al regime di aiuto prescelto, con percentuali che possono arrivare fino al 50% per gli investimenti produttivi e fino al 65% per quelli destinati alla tutela ambientale. Tra le spese ammissibili rientrano l’acquisto di terreni e opere edili, macchinari e attrezzature, programmi informatici, beni funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il paradigma della Transizione 4.0, oltre alle consulenze specialistiche necessarie alla realizzazione del progetto.

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Formazione per la parità di genere: contributi a fondo perduto per imprese pugliesi

C’è tempo fino al 22 novembre 2025 per partecipare all’Avviso pubblico emanato dalla Regione Puglia “Formazione per la Parità di Genere in Azienda”, un’iniziativa che mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere percorsi formativi destinati alle imprese impegnate a promuovere la cultura della parità e dell’inclusione. L’obiettivo è accompagnare aziende, lavoratrici e lavoratori nella comprensione e nell’applicazione della Prassi di Riferimento UNI PdR 125:2022, lo standard nazionale che rappresenta il punto di partenza per ottenere la certificazione della parità di genere.

L’agevolazione è rivolta alle micro, piccole e medie imprese con sede operativa attiva in Puglia, appartenenti a qualsiasi settore produttivo ammesso dal regime “de minimis”. Restano escluse solo le aziende che operano esclusivamente nei comparti agricolo, forestale, pesca e acquacoltura, a meno che non siano attive anche in altri ambiti e possano garantire una chiara separazione contabile delle attività.

Il contributo copre le spese relative alle attività formative, con importi che variano in base alla dimensione aziendale: fino a 13.792,60 euro per le medie imprese, 7.096,60 euro per le piccole e 5.422,60 euro per le microimprese. Le iniziative saranno attuate da Organismi di Formazione accreditati presso la Regione Puglia per la formazione continua e permanente, che individueranno le imprese interessate a intraprendere il percorso verso la certificazione.

I destinatari finali delle azioni formative sono lavoratrici e lavoratori occupati in unità produttive pugliesi, compresi titolari, amministratori, soci di cooperative e familiari coadiuvanti. Particolare attenzione è rivolta al personale che si occupa della gestione delle risorse umane e ai manager impegnati nei processi di Diversity, Equity and Inclusion, ma la partecipazione è consigliata a tutto il personale per diffondere una cultura condivisa e consapevole sul tema della parità.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente tramite PEC all’indirizzo indicato dalla Regione.

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Incentivi all’assunzione: nuove opportunità per le imprese campane

La Regione Campania rilancia l’occupazione con un’importante misura a fondo perduto rivolta a imprese di ogni dimensione, lavoratori autonomi e professionisti. L’obiettivo è favorire nuove assunzioni stabili e di qualità, sostenendo al tempo stesso la riduzione del costo del personale.

L’incentivo, attivo fino al 28 aprile 2026, premia le aziende che scelgono di ampliare il proprio organico con contratti a tempo indeterminato o determinato di almeno 12 mesi, anche in apprendistato. Il contributo può arrivare fino a 15.000 euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato full time e fino a 6.000 euro per contratti a termine o di apprendistato, con maggiorazioni previste per l’assunzione di donne, persone con disabilità o partecipanti a percorsi formativi finanziati.

Possono partecipare le realtà con sede operativa in Campania, purché in regola con i requisiti previsti dal bando. Sono escluse solo le imprese dei settori agricoltura, acquacoltura e pesca.

Le domande potranno essere presentate attraverso tre finestre temporali: la prima, già chiusa, per le assunzioni effettuate dal 01/10/2024 al 30/04/2025; la seconda per le assunzioni effettuate dal 01/10/2024 al 31/08/2025 sarà attiva dalle ore 0:00 del 20/01/2026 alle ore 23.59 del 03/02/2026, la terza finestra per le assunzioni effettuate dal 01/10/2024 al 31/12/2025 sarà attiva dalle ore 0:00 del 14/04/2026 alle ore 23:59 del 28/04/2026.

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Autoproduzione di energia da FER: attivo il bando MASE per le imprese del Mezzogiorno

Ridurre i costi energetici, migliorare la propria competitività e contribuire concretamente alla transizione ecologica del Paese: a partire dal 3 dicembre 2025 e fino al 3 marzo 2026 sarà possibile presentare domanda per partecipare al bando “Progetti per l’autoproduzione di energia da FER”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e rivolto alle imprese di ogni dimensione con unità produttiva situata nelle regioni del Mezzogiorno. L’iniziativa sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati all’autoconsumo, con la possibilità di integrare sistemi di accumulo elettrochimico per lo stoccaggio dell’energia.

L’obiettivo è favorire l’autonomia energetica e la sostenibilità delle imprese, attraverso contributi a fondo perduto che variano dal 28% al 63% a seconda della tipologia di impianto e della dimensione aziendale. Il sostegno potrà aumentare ulteriormente per chi utilizza tecnologie fotovoltaiche innovative o dispone di un sistema di gestione energetica certificato ISO 50001.

Possono partecipare le imprese con sede o unità produttiva localizzata in aree industriali, produttive o artigianali dei Comuni con oltre 5.000 abitanti di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia, Molise e Sardegna. I progetti devono riguardare edifici esistenti o strutture pertinenziali e prevedere che l’energia prodotta sia destinata all’autoconsumo.

Le domande potranno essere presentate tramite il portale dedicato.

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Ripresa Sicilia Plus: prorogata al 28 novembre 2025 la data di scadenza

Prorogata al 28 novembre 2025 la data di scadenza per partecipare al bando Ripresa Sicilia Plus, uno strumento strategico della Regione Siciliana per sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati al trasferimento tecnologico e al rafforzamento della competitività del tessuto produttivo regionale.
Rivolto a MPMI, Mid Cap, grandi Imprese, organismi di ricerca e infrastrutture di innovazione, il bando punta a favorire la collaborazione pubblico-privato per generare soluzioni, prodotti e servizi nuovi o migliorati nei settori chiave della Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027: agroalimentare, economia del mare, energia, scienze della vita, Smart Cities, turismo e ambiente.

Ogni progetto – con un budget tra 1 e 5 milioni di euro e una durata massima di 24 mesi – potrà ottenere un contributo a fondo perduto fino a 2 milioni di euro, con intensità di aiuto che può arrivare all’80% per le micro e piccole imprese e fino al 100% per organismi di ricerca. Ammissibili anche le spese per personale, attrezzature, consulenze, brevetti, comunicazione e disseminazione dei risultati.

Le domande potranno essere presentate fino al 28 novembre 2025.

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Ripartono gli sportelli agevolativi Legge 181/89 per le aree di Brindisi e del Salento Leccese

Dopo Termini Imerese, tornano operativi anche gli sportelli agevolativi previsti dalla Legge 181/89 per le aree di Brindisi e provincia e per il PIT 9 Salentino Leccese. Una nuova opportunità per il tessuto produttivo locale che potrà contare su strumenti mirati a sostenere investimenti di rilancio, innovazione e sviluppo sostenibile.

Potranno presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, già attive e costituite in forma di società di capitali, cooperative o consortili, operanti in regime di contabilità ordinaria. Saranno ammesse anche le reti d’impresa, da un minimo di tre a un massimo di sei soggetti. L’investimento minimo richiesto è di 1 milione di euro per le imprese che si candidano in forma singola, mentre per le reti ogni proponente dovrà presentare progetti di importo almeno pari a 400mila euro.

I programmi candidabili potranno riguardare investimenti produttivi e/o per la tutela ambientale, con la possibilità di integrarli con progetti di innovazione organizzativa o di processo, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e interventi formativi destinati al personale dipendente. Le iniziative dovranno contribuire al rafforzamento dell’economia locale e delineare percorsi di crescita sostenibile. Saranno inoltre ammissibili programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti nelle unità produttive interessate.

Le attività economiche oggetto di agevolazione comprendono il settore manifatturiero, la produzione di energia (con alcune limitazioni), i servizi alle imprese, le attività turistiche orientate al miglioramento dell’offerta ricettiva e l’estrazione di minerali da cave e miniere, ad eccezione delle miniere di carbone non competitive di cui alla decisione 2010/787/UE del Consiglio.

Gli interventi interesseranno un ampio numero di Comuni delle province di Lecce e Brindisi. In particolare, per il Salento Leccese le agevolazioni copriranno i territori di Acquarica del Capo, Alessano, Alezio, Alliste, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Calimera, Cannole, Casarano, Castrignano de’ Greci, Castrignano del Capo, Castro, Collepasso, Corigliano d’Otranto, Corsano, Cursi, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Martignano, Matino, Melissano, Melpignano, Miggiano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, Parabita, Patù, Poggiardo, Porto Cesareo, Presicce, Racale, Ruffano, Salve, San Cassiano, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Soleto, Specchia, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase, Tuglie, Ugento, Uggiano la Chiesa e Zollino.

Per la provincia di Brindisi, potranno accedere alle agevolazioni i Comuni di Brindisi, Carovigno, Ceglie Messapica, Cellino San Marco, Cisternino, Erchie, Fasano, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, Oria, Ostuni, San Donaci, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni, Torchiarolo, Torre Santa Susanna e Villa Castelli.

Le domande di agevolazione potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 13 novembre 2025 fino alle ore 12:00 del 29 gennaio 2026. La procedura, a graduatoria, sarà gestita da Invitalia S.p.A., che curerà l’intero iter di selezione e valutazione dei progetti.

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